Il noto dipinto di Leonardo Da Vinci, “La Gioconda”, una volta fu rubata dal museo in una maniera sconvolgente e che lascia tutti di stucco. Ecco nel dettaglio come è andata.
Siamo al cospetto di una opera tra le più famose su scala internazionale. Realizzata dal genio di Leonardo da Vinci, si tratta di un simbolo dell’arte dal momento che, pur attraversando secoli, conserva il suo fascino praticamente intatto. Allo stato attuale delle cose, infatti, come è noto ai più, si trova al Louvre, in uno dei musei più conosciuti su scala planetaria. La storia però della Gioconda, anche nota come Monna Lisa, è stata travagliata e non sempre le cose sono andate, per usare un eufemismo, per il verso giusto.

Fu lo stesso Leonardo a portare il dipinto in questione a Francia quando era in vita, e si sa per certo che circa un secolo dopo rientrava tra le opere che facevano parte delle collezioni francesi. C’è stato però un episodio della sua storia che ha alimentato il suo mito e che è davvero surreale. Andiamo a vedere nel dettaglio di che cosa si tratta e che cosa è successo, dal momento che è stato sconvolgente quanto accaduto.
Il furto della Gioconda: l’episodio che non tutti conoscono
L’episodio in questione avvenne nella notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1911, il giorno prima rispetto a quello di una chiusura prevista per il museo. Se ne accorse un copista che aveva diritto ad accedere per realizzare una copia della Gioconda. Inizialmente fu accusato di questo furto Guillaume Apollinaire, che fu arrestato dal momento che aveva dichiarato di voler distruggere tutte le opere dei musei. Fu infine scagionato e fu interrogato anche Picasso. Anche in questo caso si rivolse in un nulla di fatto.

Si pensò anche alle motivazioni di natura politica, con i sospetti che ricaddero sull’Impero tedesco, storico rivale della Francia. In realtà, un ex-impiegato del Louvre, Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza, convinto sostenitore del fatto che il dipinto appartenesse all’Italia poiché sottratto da Napoleone, lo aveva rubato rinchiudendosi di notte in uno stanzino e, dopo aver trascorso lì la notte, staccando il dipinto al mattino, uscendo poi dal museo con il ritratto collocato sotto il cappotto. Era stato lui stesso ad aver montato la teca in vetro, quindi sapeva come smontarla per sottrarlo.
Peruggia fu arrestato poi in Italia, nel tentativo di rivendere la sua opera ad un antiquario. I buoni rapporti poi tra la Francia e l’Italia in quel periodo consentì alla Gioconda di far rientro in Francia. Grazie a questo triste episodio, però, in maniera inevitabile è cresciuta esponenziale nella cultura di massa la fama di questo dipinto.