Guerra e Pace di Tolstoj è uno dei libri più belli di sempre. C’è una frase che bisogna leggerla due volte per la sua bellezza: ecco qual è.
La letteratura mondiale è piena di testi che hanno fatto la storia, apprezzati da milioni di persone in tutto il pianeta. Uno di questi è sicuramente Guerra e Pace, un romanzo epico che narra la storia di diverse famiglie e di altri personaggi durante la guerra tra la Russia e la Francia napoleonica, l’epoca in cui è stata scritta la storia da Lev Tolstoj.
Lo scrittore ha riscritto il romanzo quasi sei volte, riuscendo a catturare nei dettagli la dualità come Mosca e San Pietroburgo, i contadini e la nobiltà e, ovviamente, la guerra e la pace. In Russia le ragazze preferivano leggere le sezioni dedicate alla “pace”, mentre i ragazzi erano maggiormente propensi a fare attenzione alle battaglie rispetto che ai sentimenti di Natasha Rostova, la protagonista del libro, una donna allegra e giovane che trova la sua felcità nel matrimonio e nei figli. Durante la lettura è impossibile non rimanere folgorati da una frase.
In generale, il romanzo Guerra e Pace tratta temi sull’amore, la guerra e l’amicizia. Una storia raccontata durante l’invasione napoleonica del 1805, seguendo il destino di cinque famiglie aristocratiche russe. Il testo è stato scritto tra il 1863 e il 1869, la pubblicazione è avvenuta per la prima volta tra il 1865 e il 1869 sulla rivista sovietica Russkij Vestnik.
Tolstoj, attraverso il prisma della storia, della religione, della politica e della filosofia osserva da vicino e con attenzione l’umanità e il modo in cui questa viene influenzata a tutti i livelli della società, partendo dai contadini e arrivando agli zar. Nel romanzo ci sono tantissime frasi significative e molto importanti, ma ce n’è una che è tra le più belle in assoluto.
La frase, dal profondo significato, è la seguente: “Per vivere onestamente, bisogna dibattersi, confondersi, battersi, sbagliare, ricominciare e abbandonare tutto, e ricominciare di nuovo e lottare e perdere eternamente. E la calma è la bassezza dell’anima”.
È un pensiero che racchiude l’essenza stessa della filosofia di Tolstoj in merito al tema della vita. Lo scrittore la vede come un percorso fatto di ricerca interiore e continue sfide, dove la vera e propria virtù risiede nella lotta e nel coraggio di ripartire e rialzarsi, al di là di ogni cosa o della semplice quiete apparente.
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