La biblioteca infinita, non è possibile considerarla un sogno, ma una realtà per quanto virtuale. Scopriamo di che cosa si parla.
Jorge Luis Borges è stato uno scrittore, saggista, poeta, traduttore e bibliotecario argentino. Autore di racconti fantastici, noti e apprezzati ovunque, immaginò una biblioteca infinita composta da sale esagonali, ognuna con lo stesso numero di scaffali, lo stesso numero di libri su ogni scaffale, ogni libro con lo stesso numero di pagine.
Poi lo stesso numero di righe, di simboli (virgole, punto e spazio) per comporre tutte le infinite combinazioni possibili. Una biblioteca infinita che contiene disordinatamente tutto ciò che è stato scritto e che sarà scritto, in ogni lingua del mondo, dal libro della verità al suo contrario e che condanna l’uomo (il bibliotecario) a una ricerca continua e infruttuosa.
Il titolo del racconto di Borges è la Biblioteca di Babele, (Library of Babel – libraryofbabel.info), nome del progetto realizzato dall’artista, programmatore e ricercatore Jonathan Basile . Si tratta di un sito internet che contiene tutto ciò che è stato scritto e che sarà scritto in futuro.
Con la funzione di ricerca presente si può trovare qualsiasi combinazione già scritta da ogni autore e da chiunque impugni una penna per comporre una frase di senso compiuto o meno. Il sito funziona sulla base di algoritmo che combina le lettere dell’alfabeto inglese, costruendo una biblioteca basata sull’architettura del racconto di Borges. Ne scaturisce un numero incredibile di possibili volumi nel quale ricercare tutte le frasi e stringhe di parole possibili.
Quindi inserendo nella funzione ricerca dei testi si trova qualsiasi opera scritta, almeno potenzialmente. Il sito utilizza un algoritmo di generazione di numeri pseudo-causali per produrre libri con una distribuzione casuale almeno in apparenza, ma senza memorizzare nulla nel disco. Nel progetto originale di Basile l’algoritmo generava in modo casuale dei testi e poi li archiviava nel disco, leggendoli quando il visitatore li ricercava.
Ma così il numero di libri da archiviare sulla memoria digitale non avrebbe potuto avvicinarsi a quello immaginato nel racconto di Borges. Ora i testi sono generati di volta in volta, in modo casuale dall’intelligenza artificiale. Perché si tratta di questo. Un algoritmo capace di generare combinazioni di senso compiuto, potenzialmente infinite, e quindi di generare e creare testi.
Le ricerche in questo campo sono sempre più avanzate, la sintesi generativa è sempre più sviluppata e applicata in molti settori. Presto cambierà il modo si scrivere, raccontare e lavorare. Anzi già lo sta facendo dal marketing, alla comunicazione, al giornalismo.
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