Uno dei libri più famosi e amati di Cesare Pavese presenta tre frasi che hanno il potere di conquistare e lasciare tutti senza fiato.
Romanziere, saggista, poeta, giornalista ed editore Cesare Pavese è ancora oggi uno dei punti di riferimento più importanti della letteratura italiana. L’esordio autorale dal titolo Paesi Tuoi ha inaugurato una delle collane di Einaudi più importanti della storia, i famosissimi e apprezzati Narratori contemporanei. Lo scrittore è stato anche il direttore di Enaiudi durante la guerra.

Il critico letterario italiano è stata una delle penne più influenti della sua epoca. Negli anni ha lavorato con grandissimi nomi della letteratura, quali Giulio Einaudi, Natalia Ginzburg ed Elio Vittorini. Senza contare il fatto che fu proprio lui a scoprire il talento di Italo Calvino, che fino alla fine lo ha considerato come suo maestro.
Tantissime sono le opere che ha firmato e ha donato alla nostra letteratura, una delle più belle è Il mestiere di vivere, un vero e proprio diario nel quale ci sono scritti gli appunti, i pensieri e le sensazioni che il romanziere aveva annotato dal 1935 e 1950. All’interno della raccolta è possibile ricavarne tre frasi profonde, autentiche e simboliche che lasciano senza parole chi le legge.
Il mestiere di vivere di Cesare Pavese, le 3 frasi che lasciano senza parole
Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950 è un libro di Cesare Pavese nel quale l’autore aveva annotato alcuni pensieri da quando era stato confinato a Brancaleone (RC) durante il regime fascista e proseguito fino alla sua morte. È una sorta di autobiografia ed è una delle opere postume più importanti dello scrittore.

Tantissime sono le frasi al suo interno, ma tra queste è impossibile non rimanere folgorati da tre pensieri che lasciano senza parole. La prima è “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”, si tratta di un vero e proprio inno alla vita e al futuro, una sorta di invito a cogliere l’attimo e le opportunità di cambiamento.
Un’altra frase significativa presente del libro di Pavese è “Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi”, anche questa considerata tra le più belle e profonde scritte dal poeta. È un pensiero che cattura la vera autenticità ed essenza della memoria umana, che spesso è selettiva ed è legata a momenti di intensa emozione.
La terza e ultima frase del libro l mestiere di vivere. Diario 1935-1950 è “Le cose si ottengono quando non si desiderano più”, una bellissima riflessione in merito alla natura paradossale del desiderio, ma anche sulla capacità di respingere ciò che si vuole.