Zumba dance al Museo Egizio di Torino

Zumba dance al Museo Egizio di Torino, il tormentone della settimana su cui anche Artevitae, che non vuole lasciarsi sfuggire una notizia così accattivante, si sente di lasciare un commento.

di Rita Manganello

Alcune testate giornalistiche hanno riportato, in questi giorni, l’allucinante news documentata da video e interviste, riguardante un’ associazione sportiva che ha organizzato una sessione di zumba al Museo Egizio di Torino, allo scopo di promuovere il benessere dei cittadini.

Noi abbiamo voglia di trasmettere alle persone di muoversi, perché muoversi è la miglior medicina che può esserci come prevenzione per qualsiasi tipo di malattia.

Bravi ! Se ne sentiva proprio il bisogno.

Gli amanti dell’arte sacralmente devoti all’ortodossia e alla conservazione dei loro luoghi di culto, tremano tutti. In effetti c’è da domandarsi come si può conciliare una sessione di fitness all’interno di un museo che merita il dovuto rispetto; doveroso ricordare che la presenza umana nei musei contribuisce al deterioramento delle opere in esso contenute, per via delle varie esalazioni che produciamo e la copiosa distribuzione di forfora negli ambienti: ce lo ha spiegato l’affascinante Alberto Angela, ideatore della trasmissione televisiva Ulisse.

Per non parlare dell’immagine di gusto kitsch che diamo al mondo che ci osserva e l’inosservanza del codice deontologico ICOM in merito al “corrispondere alla missione, alle politiche e agli obiettivi dichiarati dal museo”.

Un’altra domanda sorge spontanea: ma la direzione del museo – il più antico a livello mondiale – come ha potuto acconsentire a tale ridicolo happening?

Chiariamoci le idee, Artevitae non sta denunciando un usurpazione, ma un’operazione trash che confligge con lo status del luogo.

Suvvia, non siamo a Las Vegas o sul set del film “ Una notte al museo”.

Quale sarà la prossima meta di questa rara esibizione di “dirittismo demenziale”? I Musei Vaticani?

Nel frattempo, cari lettori di Artevitae, unitevi al gruppo degli allegri praticanti di questa irrinunciabile disciplina e …“abbattete le mani” !


Note biografiche sull’autrice

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale. Si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi e scrive per la rivista online Note Fotografiche.

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