Un compleanno indimenticabile. Il nuovo racconto breve di Daniela Bonalume.

Un compleanno indimenticabile è il nuovo racconto breve di Daniela Luisa Bonalume per la raccolta “Suggestive evasioni”.

di Daniela Luisa Bonalume

Roberta era orgogliosa del suo papà Edoardo. Quando l’andava a prendere a scuola, purtroppo succedeva raramente, si rendeva conto di quanto fosse bello il suo papà. Era sempre abbronzato ed in forma perfetta.

Rossella iniziò a camminare tra gli ospiti e, con un radioso sorriso, si affrettò a consegnare coloratissime scatolette cubiche di cartoncino, delle dimensioni di 5 centimetri di lato, alle  destinatarie.

– Roberta, che lavoro fa il tuo papà? – chiese un giorno la maestra. – Il mio papà insegna alla gente a giocare a tennis al circolo La terra dei Platani– rispose la bimba tronfia e gonfia come un pallone da pilates. – E quando non lavora mi viene a prendere a scuola e mi accompagna dalla nonna, dove resto finché non passa la mamma  – concluse dondolando di qua e di là sulla sedia.

Rossella, la mamma di Roberta e compagna di Edoardo, lavorava in centro città presso un atelier d’alta moda. Non poteva provvedere autonomamente al recupero della figlioletta al termine dell’orario scolastico, per cui la bimba era fuori casa tutto il giorno, esattamente come lei. In serata al rientro, ai tre membri della famiglia poco restava delle energie mattutine e, qualche volta, Roberta rimaneva a dormire dalla nonna.

Questo soprattutto quando Rossella era invitata al circolo nel quale lavorava Edoardo, per qualche evento mondano. Lì ci si conosceva un po’ tutti e, nonostante la stanchezza, le serate trascorrevano sempre molto piacevolmente. L’accoglienza riservatale dai soci era sempre più cordiale e confidenziale. Capitava che si sentisse quasi accerchiata. C’era sempre qualche signora interessata al suo lavoro ed intenzionata a strapparle informazioni sulle anteprime fashion.

Edoardo era tenuto in considerazione e molto apprezzato. Era un ottimo insegnante ed il numero degli iscritti ai suoi corsi, negli ultimi anni, era aumentato notevolmente. Formavano una coppia felice. Edoardo si era trasferito a casa di Rossella da quando era nata Roberta e, per quel poco tempo in cui riuscivano a stare insieme, armonia ed allegria erano ospiti fisse.

Una sera, Rossella, lo vide rientrare vestito in modo diverso rispetto alla mattina stessa:

-Edo sei passato da casa oggi? –

– No, perché me lo chiedi? – rispose sorridendo.

–Stamattina mi sembrava che  indossassi la maglietta rossa- insistette Rossella.

– Affatto, quella la portavo ieri, ti sbagli! –  passò una mezz’oretta ed Edoardo riprese: – e se anche fosse, non posso passare da casa? –

-Certo che puoi, era solo una domanda, non c’è alcun bisogno di scaldarsi! – tagliò corto Rossella.

Passarono alcuni mesi e la primavera si ripropose coi profumi ed i fiori che generalmente porta con sé. Anche il lavoro di Edoardo, che durante l’inverno si era ridotto notevolmente, riprese a pieno ritmo. Il circolo lo impegnava dalla mattina alle 7 fino alle 22 circa e quando rincasava, capitava che Rossella già dormisse.

Lei approfittava dei fine settimana nei quali lui lavorava per sistemare cose a casa.  Magari chiamava anche qualche operaio per piccole riparazioni o implementazioni ai vari impianti, rendendo l’ambiente più godibile e soprattutto più sicuro. Ad Edoardo poco importava di quello che veniva fatto. La casa non era sua ed accettava apaticamente tutte le modifiche che Rossella riteneva di introdurre nella loro abitazione.

Si era proprio a ridosso del Santo Patrono. Qualche giorno prima di quella data era il compleanno di Edoardo ed a Rossella venne in mente di regalare una festa a sorpresa al proprio compagno. La volle organizzare presso il circolo La terra dei Platani. Si preoccupò di contattare direttamente tutte le persone particolarmente gradite al compagno, pregandole di mantenere il segreto in quanto si trattava di una festa a sorpresa.

Rossella fu molto coinvolta dai preparativi, voleva ringraziare alcuni degli invitati in modo indimenticabile. Confezionò dei cotillon personalizzati con un omaggio sorprendente per ciascuno di essi. Si prese anche la briga di  depositare la figlia dai nonni, così da poter gestire con maggiore libertà l’evento che, lei, avrebbe voluto restasse negli annali del circolo.

Quella sera, con la complicità di una delle invitate, per Edoardo venne fissata una lezione di sessanta minuti proprio alle 19. Orario perfetto in quanto la festa a sorpresa era schedulata per le 20.30. Rossella si intrufolò con una cassa colma di scatolette, sopra ognuna delle quali vi era scritto il nome del destinatario.

Con il piacere di tutti gli ospiti del circolo, ma soprattutto con grande gioia e sorpresa del titolare del genetliaco, i festeggiamenti ebbero inizio come programmato. Poi venne il momento di “scarta la carta”, durante il quale Edoardo ricevette ed aprì i regali.

Rossella prese la parola: – Amici e soprattutto amiche care, grazie per aver accettato di partecipare a questo nostra festa. Proprio per ringraziarvi della vostra presenza,  ho pensato ad un cotillon personalizzato! – Rossella iniziò a camminare tra gli ospiti e, con un radioso sorriso, si affrettò a consegnare coloratissime scatolette cubiche di cartoncino, delle dimensioni di 5 centimetri di lato, alle  destinatarie.

Terminate le piccole, ne consegnò una più grande ad Edoardo. Quando tutte le scatolette furono aperte, Rossella lasciò la festa. Ognuna di esse conteneva, piegata in quattro, una foto dell’interessata in inequivocabili atteggiamenti con Edoardo, nella camera matrimoniale di Rossella. Le immagini erano state registrate dalle telecamere durante una delle tante visite a domicilio che Edoardo riceveva negli orari in cui Rossella era all’atelier. Nella scatola grande donata al festeggiato, invece, una copia di tutte le fotografie cotillon, con un voucher per una notte in un albergo vicino alla stazione ferroviaria, e precisamente per quella notte!

Per le successive, si sarebbe dovuto arrangiare autonomamente.

Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo

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2 Risposte

  1. daniela ha detto:

    Grazie per l’apprezzamento 🙂

  2. GIUSI ha detto:

    AH..AHH..CREDO CHE RIMARRA’ NEGLI ANNALI DEL CIRCOLO AH..AH..AH.. FORTISSIMA STORIA DI VITA VERAAAA

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