Summertime, il tempo dell’estate

Libere Divagazioni di Luca Tizzi.  L’estate è arrivata e tante sono le canzoni ispirate alla stagione più calda dell’anno. Summertime è senza dubbio la più celebre, proposta in molteplici versioni.

di Luca Tizzi

Porgy and Bess

L’estate è appena iniziata, il solito tormentone in lingua spagnola imperversa dalle nostre radio e ci rammenta che il sole è caldo, le scuole sono chiuse e le spiagge si stanno affollando. Sono innumerevoli le canzoni che parlano dell’Estate ma ne esiste una, una sola che è universale ed è ovviamente Summertime, composta da George Gershwin su testo di DuBose Heyward e Ira Gershwin, fa parte dell’opera musicale Porgy and Bess e vanta mila e mila registrazioni diverse, fa gara con “Yesterday” dei Beatles come canzone più volte reinterpretata. La canzone è, dice wikipedia, uno Standard Jazz in Modo Eolio, se lo dicono loro io ci credo.

E’ una ninnananna che viene più volte cantata durante l’opera, ambientata a Charleston, in Carolina del Sud, durante gli anni trenta del millenovecento.

Questa è la trama in breve:
Bess è la donna di Crown, un malvivente che le fa da protettore, Porgy è un mendicante zoppo che sopravvive organizzando per strada il gioco dei dadi al quale partecipano anche Sportin’ Life, uno spacciatore di droga, e Robbins.
Durante una lite Crown uccide Robbins e fugge, Bess si rifugia da Porgy ma Sportin’ Life cerca di convincerla a seguirlo a New York. Quando Crown ritorna, per riprendersi Bess, Porgy lo uccide e viene arrestato, a quel punto Sportin’ Life convince Bess ad andare con lui a New York, dopo alcuni giorni Porgy viene rilasciato e, non trovando più l’amata, decide di andare a cercarla nella grande metropoli.

La canzone, “Summertime” ovviamente, entrò in classifica grazie alla sublime interpretazione di Billie Holiday nel 1936, da allora innumerevoli sono stata le interpretazioni, sia come brano classico che Jazz e perfino Rock, vediamone alcune,  solo alcune, cercando di frugare tra le meno conosciute perché le versioni di Ella FitzgeraldLouis Armstrong, quella prima citata di Billie Holiday, l’interpretazione di Miles Davis con la sua tromba e il capolavoro sofferto di Janis Joplin fanno ormai parte della musica classica.

Nicola Arigliano, forse più famoso per le sue pubblicità ai tempi di “Carosello” che per il grande cantante e interprete Jazz che era, ci dona una splendida versione della canzone, calda, intensa ed emozionante come quella della “Ragazza con l’orecchino di perla”, Scarlett Johansson dimostra che oltre ad essere una ottima attrice è anche una cantante degna di nota.

Tralasciando i vari Sonny Rollins, Maria Callas, Charlie Parker e Marilyn Manson con questo pezzo si sono cimentati in tanti: il nostro Johnny Dorelli con “Tempo d’Estate” la versione tradotta in italiano. C’è una differenza abissale tra l’utilizzare la lingua italiana o quella inglese soprattuto con brani Jazz o Rock, la nostra lingua, più melodica, si adatta peggio a certe interpretazioni ma la bravura di certi cantanti ci permette di avere brani comunque magistrali, e che dire de “I Giganti“!

Tra le cover quella di Annie Lennox , voce degli Eurythmics, tratta dal suo album “Nostalgia”, è quella che mi emoziona maggiormente e, con maggiore classe e impostazione, la accosto alla drammaticità di Janis Joplin.

Bene, chiudiamo questa esternazione ricordando le interpretazioni dei “The Doors“, dove le tastiere di Ray Manzarek rendono psichedelico il brano nato in altri tempi e con altre intenzioni, last, but not least la versione in puro stile rock anni ’70 fatta dai “Ten Years After“.

Grazie e buona estate a tutti.

 


Note biografiche sull’autore

Florentini natione non moribus – Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

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