Storie di Urban Explorer, Roberto Serati

Nota con il termine “Urbex” – dall’inglese Urban Explorer – la fotografia dei luoghi abbandonati attrae sempre più appassionati dell’esplorazione urbana a scopo documentativo. Si tratta di un vero e proprio fenomeno contemporaneo che approfondiamo oggi con Roberto Serati, fotografo milanese che da qualche tempo si è lasciato affascinare dal genere.

Notiamo Roberto per la prima volta nel Gruppo di Fotografia ArchiMinimal ove comincia a condividere i suoi scatti ritraenti luoghi abbandonati. Diventato ben presto uno dei punti di riferimento per il genere Urbex all’interno del Gruppo e autore stimato e molto apprezzato dagli utenti, non ci resta che chiedergli di raccontarci il suo lavoro.

Roberto vive in provincia di Milano, più precisamente a Corbetta. E’ un professionista della fotografia da quindici anni, ha cominciato infatti occupandosi di fotografia naturalistica pubblicando anche diversi suoi lavori. In cerca di nuovo stimoli, dopo la collaborazione con Feltrinelli che pubblica una delle sue ultime produzioni fotografiche, si avvicina al genere “Urbex”, alla fotografia quindi dei luoghi abbandonati che comincia a visitare.

Il genero fotografico “urbex” si occupa di riprendere e raccontare attraverso le immagini edifici in disuso di ogni tipologia, alla scopo di documentare e far  riscoprire strutture di interesse storico e architettonico del territorio d’appartenenza. Il termine Urbex non è altro che la forma contratta di Urban Explorer, il nome attribuito agli appassionati di questo genere fotografico. Questi “esploratori urbani” infatti, ricercano e scovano edifici in disuso e in stato di decadenza che ai più sono sconosciuti, nonostante a volte siano sotto gli occhi di tutti. La passione che accomuna gli esploratori urbani comincia proprio dalla ricerca dei siti: spesso infatti mancano i riferimenti geografici, non esiste una mappatura ufficiale di questi luoghi, attorno ai quali c’è grande riserbo al fine di preservarli da atti vandalici e distruzione. Questa comunità di “esploratori romantici” ama profondamente questo genere fotografico e con esso i siti ricercati, visitati e fotografati. Nell’intento di questa comunità c’è anche lo scopo di documentare, di riportare alla luce una sorta di “conoscenza locale” che scaturisce dalla necessità di ristabilire, ripristinandolo, un legame forte con il territorio e il suo passato.

Per Roberto è stato amore a prima vista ed ormai sono quasi tre anni che si dedica a tempo pieno a questo genere fotografico.

“Con le mie immagini più che testimoniare il grado di abbandono o la bellezza di alcune strutture cerco di immortalare le sensazioni e gli stati d’ animo che vivo durante la visita di questi posti”. 

 

“Per questo utilizzo moltissimo ottiche grandangolari e fisheye che mi permettono di portare nel mio mondo coloro che osservano le mie foto. Un mondo avvolgente, deformato come in un sogno.”

“Utilizzo anche una post produzione delle immagini molto particolare , derivata da anni di prove e ricerche sempre per poter creare questa mie atmosfere quasi surreali. Quando fotografo in questi ambienti , stanze oppure oggetti, utilizzo spesso la tecnica dell’ HDR , ossia realizzo tre scatti per ogni immagine con una diversa esposizione (di solito tengo una differenza di 1 stop in più e in meno) , una scelta dovuta al fatto che spesso ci si trova a scattare in luoghi con grosse differenze tra zone di luce e di ombra.”

“Una delle mie sperimentazioni più recenti consiste nell’inserire figure umane all’interno di questi ambienti. Si tratta più di personaggi, di figure surreali – ballerine, angeli ma anche fantasmi!- per ricreare atmosfere sofisticate che attraggano maggiormente l’interesse dell’osservatore e possano evocare emozioni.”

“Solitamente non faccio uno studio approfondito dei luoghi che visito quindi mi trovo ad esplorare un mondo a me totalmente sconosciuto. Quando scatto, mi lascio trasportare dalla suggestione del momento e così nascono le mie foto. Mi muovo sempre con una amico perchè visitare certi posti non è sempre agevole.”

Abbiamo conosciuto da vicino un amico che ha saputo affascinarci con i suoi racconti e coinvolgerci in un meraviglioso viaggio, in una favola. Ci auguriamo vi siate divertiti leggendo, così come noi ci siamo divertiti a raccontarvelo. Ringraziamo Roberto per la disponibilità e per averci fatto avvicinare ad un genere fotografico, l’Urbex, al contempo ardito e poetico. Fanno parte del progetto personale di Roberto Serati il sito web 300mm.it e  la pagina Roberto Serati Immagini che vi invitiamo a visitare per approfondire la conoscenza del personaggio e dei suoi lavori.

Alcune immagini di Roberto Serati

 

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