Storie di fotografie. “Quei 15” in una domenica di sangue

Storie di fotografie è la rubrica di Archiminimal Blog curata da Edmondo Di Loreto, che ogni settimana ci propone una fotografia della quale racconta la storia che in essa vive per sempre. Lo scatto di oggi, “Quei 15” di Christine Spengler, riporta le lancette del tempo ad una maledetta domenica irlandese di fine gennaio nel 1972, la tristemente nota “Bloody Sunday”. Buona lettura! 

Storie di fotografie si propone di raccontare la storia celata dietro uno scatto fotografico, le particolari situazioni ed i fortuiti eventi che l’hanno generato e che hanno indotto il fotografo ad immortalare un momento unico ed irripetibile, rendendolo cosi immortale. La rubrica è curata da Edmondo Di Loreto che, prendendo spunto dall’attualità, da particolari ricorrenze, ma anche da circostanze curiose piuttosto che eventi storici, sceglie una fotografia di un autore contemporaneo o del passato, per svelarne la storia con la spiccata sagacia che lo contraddistingue.

“Quei 15”. Londonderry, Gennaio 1972.

Fotografia di Christine Spengler. 

Il 30 gennaio 1972 i soldati britannici uccidevano tredici persone e ne ferivano a morte un’altra durante una manifestazione per i diritti civili a Derry, in Irlanda del Nord. Questa tragedia è nota come Bloody Sunday, la domenica di sangue in cui si perpetrò la strage che acuì il clima di tensione tra “unionisti” protestanti e “nazionalisti” cattolici, nato alla fine degli anni Sessanta in Irlanda del Nord. Con la strage del Bloody Sunday, molti giovani decisero di “arruolarsi” nell’IRA (Irish Republican Army), l’organizzazione clandestina nazionalista irlandese che portava avanti un’intensa azione di guerriglia contro l’esercito britannico, contribuendo così ad inasprire la repressione contro la popolazione cattolica da parte della polizia nord irlandese.

Non vi è dubbio alcuno che quella nord irlandese è stata una delle più lunghe guerre d’indipendenza della storia recente, conclusasi formalmente con il Belfast Agreement nel 1998 e definitivamente nel 2005 con l’annuncio della fine della lotta armata da parte dell’IRA.

Dieci anni dopo è il ricordo ancora vivo dell’episodio ad ispirare a Bono, leader degli U2, la canzone Sunday, Bloody Sunday che racconta “della reazione incredula e scandalizzata di un giovane, cresciuto in un ambiente familiare interconfessionale (madre protestante, padre cattolico) nella Repubblica d’Irlanda, di fronte all’odio e alla violenza fratricida che divide coloro che dovrebbero essere uniti nel nome di Cristo.”

Sunday Bloody Sunday – U2 live

In quella maledetta “Bloody Sunday”, la fotografa Christine Spengler si trovava a Derry e tra le tante scene di guerriglia urbana che caratterizzavano quella giornata di scontri e di proteste, scatta questa fotografia che diventerà tristemente famosa: quindici adolescenti che sembrano volersi fare beffa non solo del tragico scenario che li circondava, ma della fotografa stessa. Ventisette anni dopo la Spangler è riuscita a riunire nove di quei quindici ragazzi ritratti nella sua fotografia scattata in quel maledetto giorno, allo scopo di rammentare quei tragici giorni: appunto quella maledetta “Bloody Sunday”.

Christine Spengler è nata in Alsazia nel 1945 ed è cresciuta a Madrid, è uno dei pochi rinomati fotografi di guerra femminile del XX secolo. Dal 1970 ha fotografato ogni genere di conflitto, soprattutto dal punto di vista delle vittime della guerra. Ha lavorato come freelance per Sipa-Press, Corbis-Sygma e AP, documentando guerre in Ciad, Irlanda del Nord, Vietnam, Cambogia , Libano ,  Kurdistan,  Nicaragua, Kosovo, Afghanistan e Iraq. I suoi lavori sono stati pubblicati da  Paris-Match, Tempo, Newsweek, El Pais, New York Times e Le Monde.

Christine Splengler ha vinto numerosi premi  come reporter, in particolare il Premio Scam a Parigi e il “Donna dell’Anno” nel 2002. E’ stata omaggiata con una grande  mostra retrospettiva nel 2003 al festival di foto giornalismo internazionale di Perpignan, in Francia.

Una Gallery con alcune delle immagini più significative dell’autrice.

 

Per Storie di Fotografie della settimana, “Quei 15” di Christine Spengler.

Alla prossima. Ed!

             Edmondo Di Loreto: è nato a Roma nel 1956 e vive tra Puglia e Abruzzo. Fotografa, con passione ondivaga, dall’età di 7 anni. Ha viaggiato in tutto il mondo ed ha realizzato numerosi reportage. Nel 1994 ha vinto il concorso nazionale di foto-reportage Petrus World Report.  Nel 2004 ha ricevuto il gran premio della giuria al concorso del Touring Club Italiano sulle case rurali “Alta Definizione della campagna Italiana”. Nel 2006 è stato uno dei 5 autori selezionati per il Premio Chatwin: Camminando per il mondo con due video, un racconto ed un portfolio fotografico sui popoli del fiume Omo in Etiopia, esposto a Genova presso il Museo del Castello d’Albertis. E’depositario e curatore dell’archivio storico fotografico familiare che comprende oltre 10.000 immagini in lastra e negativi ed ha donato parte di tale materiale al Museo del Territorio di Foggia che lo espone in pianta stabile. E’ socio del FotocineClub Foggia BFI EFI  del quale è stato anche vicepresidente e con cui ha allestito varie mostre personali e numerose collettive. Con Elio Carrozza e Giovanni Torre ha promosso il progetto Anime Salve legato alla questione delle migrazioni che, con una mostra e due volumi fotografici, sta girando l’Italia. Ogni volta che può, promuove la fotografia in ogni sua forma e significato.  

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