Storie di Fotografie – Angelo Novi, fotografo di scena dei film di Bernardo Bertolucci.

Storie di Fotografie rende oggi omaggio ad un grande del cinema italiano, il Maestro Bernardo Bertolucci, recentemente scomparso. Lo fa proponendo alcune fotografie scattate dal fotografo di scena Angelo Novi sul set di uno dei suoi film più conosciuti: Novecento.

di Edmondo Di Loreto

Bernardo Bertolucci, uno dei maestri del cinema italiano e mondiale, è morto. Aveva 77 anni ed era malato da tempo. Fra le sue opere ricordiamo  NovecentoL’ultimo imperatore e Ultimo tango a Parigi.

Bernardo Bertolucci

Nel 1988 aveva vinto l’Oscar come miglior regista. Era stato Palma d’oro a Cannes e Leone d’oro alla Carriera. Anche questa rubrica quindi rende omaggio alle opere del Maestro, ma lo fa alla sua maniera, attraverso cioè le fotografie scattate sul set dei suoi film.

L’autore degli scatti che ho scelto per voi è uno dei più valenti e misconosciuti fotografi di scena: Angelo Novi. Strano destino quello dei fotografi di scena. Tutti citano il direttore della fotografia, nel caso di Novecento fu Vittorio Storaro, ma pochi conoscono il lavoro del fotografo di scena. Angelo Novi era uno di questi.

Novecento – © Angelo Novi

Novi, classe 1930 nasce a Lanzo d’Intelvi in provincia di Como, trasferitosi a Milano frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera; nel 1952, abbandonati gli studi di architettura, inizia la sua collaborazione come fotoreporter con l’agenzia Publifoto di Milano. Non si occupa solo di cronaca e realizza per il quotidiano “Il Giorno” reportage in Turchia, Libano, Iran e India. Nel 1956 è a Budapest durante i giorni della resistenza alle armate sovietiche.

Robert Capa e Cartier Bresson mi sembravano i modelli da seguire. Era un bel colpo, per noi giovani fotografi che la sera c’incontravamo al bar Jamaica, poter dire di aver piazzato una foto al “Mondo”, una specie di laurea.

Trasferitosi a Roma lavora per l’agenzia fotografica Dufoto per la quale svolge anche l’attività di fotografo di scena in teatro. Successivamente la collaborazione con Studium lo porta ad effettuare importanti reportage come quello in Vietnam nel 1965.

Sono questi gli anni in cui comincia a documentare diversi set cinematografici, realizzando uno special su Era notte a Roma di Roberto Rossellini del 1960 e come fotografo di scena, su Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini nel 1962. Dopo questa esperienza, escludendo il breve periodo che lo vede aprire l’ufficio romano di “Vogue”, Novi si dedicherà totalmente al cinema lavorando come fotografo di scena per numerosi registi italiani, tra i quali ricordiamo Luigi Comencini, Valerio Zurlini, Mauro Bolognini, Alberto Lattuada, Sergio Leone, Sergio Corbucci e appunto, Bernardo Bertolucci.

Nel Fondo Angelo Novi, conservato nella Cineteca di Bologna, troviamo un’ampia sezione dedicata alla fotografia di scena, scatti che documentano il suo lavoro a partire dagli anni ’60 fino alla fine degli anni ’90.

Tra le collaborazioni più lunghe e proficue ricordiamo quella con Pasolini durante le riprese de La ricottaComizi d’amoreIl Vangelo secondo MatteoUccellacci e uccellini e Teorema, con Bernardo Bertolucci sul set de La commare seccaIl conformistaUltimo tango a ParigiNovecentoLa tragedia di un uomo ridicoloL’ultimo imperatoreIl tè nel desertoIl piccolo BuddhaIo ballo da sola, e infine per Sergio Leone nei film Il buonoil bruttoil cattivo, dove compare nella parte di un monaco, C’era una volta il WestGiù la testa e C’era una volta in America.

Tornare sulle fotografie scattate durante le riprese di Novecento serve a rendersi veramente conto di cosa significhi seguire la genesi di un film e realizzarne uno proprio, perché quello di Novi è un film parallelo e complementare girato dentro e fuori dal set in cui si trova.

Le sue immagini ci mostrano i retroscena che altrimenti andrebbero perduti, porzioni di memoria cinematografica attraverso le quali uno spettatore attento cerca di ricostruire il fotogramma speculare visto sul grande schermo.

Oltre a suggerire lo scorrere del tempo scandito dalle riprese e dalle pause, dice Novi: “la fotografia scattata su un set è la prova, il documento che testimonia che il film è una storia irreale, ma che per farla si è dovuto trasformarla in realtà”.

Disse una volta Bertolucci: “Quante volte, avvicinandomi di nascosto al grande, caro, barbuto Angelo Novi, gli ho mormorato con minacciosa dolcezza. Devi smetterla di fare delle foto che mi rendono invidioso. Ogni giorno mi rubi gli attori che ho scelto e dirigo, mi rubi le scenografie, le luci, i costumi, mi rubi anche la mia messa in scena. Trovi tutto fatto e ne ricavi delle foto straordinarie, con angolazioni, sfumature, improvvisi trasalimenti, sguardi clandestini che io, ancorato al film, non sarò mai in grado di cogliere”.

Con Novi la valenza puramente promozionale attribuita agli scatti di un fotografo di scena risulta secondaria, le sue immagini, prese singolarmente, acquistano valori estetici autonomi pur restando intrinsecamente legate al film d’origine.

                 

Note biografiche sull’autore

Edmondo Di Loreto

Edmondo Di Loreto è nato a Roma nel 1956 e vive tra Puglia e Abruzzo. Fotografa, con passione ondivaga, dall’età di 7 anni. Ha viaggiato in tutto il mondo ed ha realizzato numerosi reportage. Nel 1994 ha vinto il concorso nazionale di foto-reportage Petrus World Report.  Nel 2004 ha ricevuto il gran premio della giuria al concorso del Touring Club Italiano sulle case rurali “Alta Definizione della campagna Italiana”.

Nel 2006 è stato uno dei 5 autori selezionati per il Premio Chatwin: Camminando per il mondo con due video, un racconto ed un portfolio fotografico sui popoli del fiume Omo in Etiopia, esposto a Genova presso il Museo del Castello d’Albertis. Con Elio Carrozza e Giovanni Torre ha promosso il progetto Anime Salve legato alla questione delle migrazioni che, con una mostra e due volumi fotografici, sta girando l’Italia. Ogni volta che può, promuove la fotografia in  ogni sua forma e significato.


[Ndr] Tutte le foto e i video presenti in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

Fonti: Cecilia Cristiani per Cinefilia Ritrovata

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