Spot pubblicitari: merendine e asteroidi

Pubblicità. E’ tempo di uccidere la madre, in assenza della quale gli psicoanalisti dichiarerebbero fallimento.

di Rita Manganello

Accade nel recente spot pubblicitario del Buondì Motta, firmato Saatchi & Saatchi, agenzia pubblicitaria di primaria importanza.

Il Mottino, prima merendina della storia, in una pubblicità degli Anni Cinquanta

La scelta creativa della Saatchi ci pone a distanza dai mulini bianchi e le galline ovaiole, garanzia di qualità degli alimenti.

“Abbiamo usato un’ironia tipica del web, ci siamo messi in discussione perché la tv è diventata vecchia, anche per colpa di noi pubblicitari.” Alessandro Orlandi, direttore creativo della campagna

In uno scenario decisamente alto borghese, con ampio giardino annesso a villone d’epoca, una bambina un po’ saccente ma per nulla smorfiosa, chiede alla mamma una merenda che coniughi (così si esprime la ragazzina) leggerezza e gusto. La mamma, intenta a disporre i fiori nel vaso, le risponde che non esiste al mondo una merenda avente queste caratteristiche. Il seguito è noto a tutti gli utenti televisivi bombardati dalla comunicazione pubblicitaria: la mamma viene spianata dall’asteroide appena evocato.

Uno spot irriverente nel suo esilarante sadismo, surreale quanto basta a divertire la platea dei consumatori.

Pubblicità BUONDI’ MOTTA, Asteroide spot 2017: dopo la mamma muore anche il papà

Il Buondì è un prodotto industriale presente sul mercato da decenni e di dubbia concezione dal punto di vista nutrizionale; il gusto è quello della merendina standardizzata, a costo contenuto. La concorrenza nel comparto è forte, le polemiche sull’utilizzo dell’olio di palma hanno spiazzato i fabbricanti e probabilmente l’azienda ha pensato a un rilancio del prodotto per incrementarne le vendite.

Nel frattempo non sono mancate le polemiche da parte dei moralisti indignati per la sorte occorsa alla mamma dello spot, archetipo di tutte le mamme del mondo perlomeno occidentale. C’è chi sostiene che i bambini, disgraziatamente orfani di madre, siano turbati alla vista della spassosa fine dell’incauta signora.

E’ vero che la perdita di un genitore, specialmente la madre, è un evento traumatico per un bambino, ma è anche vero che la finzione è palese nello spot in questione, quindi non dovrebbe spaventare i bambini, se allenati a distinguere tra reale e irreale. Oppure un innocuo filmato pubblicitario è capace di scuotere l’immaginario collettivo e dare corpo a un accadimento altamente improbabile ? Suvvia, i bambini sono meno ingenui di quanto crediamo. Che dire allora della mamma di Bambi uccisa dal cacciatore? Molto più emozionalmente intenso, quindi la rappresentazione della scomparsa della madre non è una novità particolarmente criticabile.

Come reagirà la concorrenza di casa Motta ? Interrogheremo la gallina Rosita.

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