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Siamo tutti “Passeggeri notturni”

Stazione Centrale a Milano è stranamente deserta e la luce del tramonto filtra dal tunnel in fondo alla Cattedrale del Movimento, così la chiamava Ulisse Stacchini. Le luci artificiali marcano il suo decorato monumentalismo eclettico, creando  una realtà pittoresca somigliante ad una di quelle metropoli ottocentesche narrate nei libri. Il treno è in ritardo e mentre l’orologio gira, il buio del cielo inizia a dominare i raggi del sole. Le poche persone in attesa richiamano alla mente i protagonisti dei libri di Gianrico Carofiglio, quei Passeggeri notturni ai quali Non esiste saggezza da cui prende spunto l’omonima fiction su RaiPlay , Passeggeri notturni.

Di Cristiana Zamboni

Passeggeri notturni Photo web

“Mi ha sempre affascinato l’idea che le parole – cariche di significato e dunque di forza – nascondano in sé un potere diverso e superiore rispetto a quello di comunicare, trasmettere messaggi, raccontare storie. L’idea, cioè, che abbiano il potere di produrre trasformazioni, che possano essere, letteralmente, lo strumento per cambiare il mondo.” Gianrico Carofiglio

Passeggeri notturni è più che una fiction, è un esperimento televisivo. Attualmente è possibile goderselo sulla piattaforma internet RaiPlay.it suddiviso in dieci brevissime puntate e il 20 Marzo sarà in onda, in prima serata, su Rai3 in un’unica soluzione. Il cast d’eccezione interpreta e racconta alcune delle vite che, senza saperlo, possiamo incrociare ogni giorno per le vie delle nostre città.

Un esperimento televisivo in cui gli ingredienti principali sono un nuovo modo di concepire la visione di contenuti,  nuovi linguaggi e tempi brevi studiati ad hoc per le moderne piattaforme internet sempre più utilizzate dal pubblico. Il tutto miscelato perfettamente per soddisfare le nuove abitudini degli spettatori.  Serie prodotta da Anele in collaborazione con Rai Fiction, diretta da Riccardo Grandi ed interpretata da Claudio Gioè che presta il volto e la voce ad Enrico, insieme a GianMarco Tognazzi, Nicole Grimaudo, Marta Gastini, Giampiero Judica, Alessandro Tiberi, Ippolito Chiarello, Paolo De Vita ed altri attori d’eccezione.

 

 

“Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi. Questo scriveva Ernest Hemingway nel 1940 in “Per chi suona la campana”. Se guardate al vostro passato, vi è mai capitato di pensare..in quel giorno o in quella stagione è successo qualcosa che ha cambiato la mia vita. Pensateci passeggeri della notte!” Dalla fiction  Passeggeri notturni  su RaiPlay

 

Passeggeri notturni G. Carofiglio

 

Le onde di una stazione radio e la voce del suo dj Enrico sono la porta che permette ad ascoltatori silenti di essere parte delle vite dei personaggi che si raccontano al telefono alla sua trasmissione radiofonica che echeggia nelle ore serali dalle case leggermente illuminate o dalla radio delle auto. La sua voce rilascia un semplice impulso che dischiude la memoria del pubblico ai ricordi ed i più temerari, o coinvolti, possono chiamarlo e raccontare la propria storia.

Già dalle prime parole di questi stralci di esistenza si crea, in chi ascolta, una sorta di specchio in cui  riflettersi e provare a sentirsi. Un fulmine di empatia che, cheto, esorta ad arrischiarsi ad esserci, ad esistere veramente. Degna cornice di uno di quei caratteristici crepuscoli in cui la città ti lascia quella sensazione di solitudine e di disagio. E vorresti solo che tutto fosse più semplice, ma non è mai semplice.

 

 

Vite complesse, sfuggenti e dolorose alla ricerca di un’uscita di sicurezza, qualunque essa sia. Realtà a cui è difficile avvicinarsi se non ti sei mai fermato, almeno per un attimo, a guardarti intorno. Il loro svelarsi ti attraversa lasciandoti dentro una parvenza di positività. C’è chi sta peggio, o forse, è solo stato meno privilegiato. C’è chi si è ritrovato nella stessa situazione e si è salvato o si è lasciato salvare. E poi c’è chi ha considerato che voltare pagina non bastava più ed ha preferito chiudere, per sempre, il suo libro.

Claudio Gioè, Enrico in Passeggeri notturni RaiPlay Foto Repubblica.it

Ogni anacoreta passeggero ha il suo motivo per viaggiare di notte e sfuggire al mondo, per non addormentarsi procedendo in una perpetua veglia nel limbo di un’aspettazione fiduciosa di uno sguardo dalla luce consueta e rincuorante. Dal finestrino osservano le invernali camelie rilasciare il loro profumo in un insolito tiepido inverno in cui un nemico invisibile allontana gli essere umani risvegliando in loro una remota paura che corrode e sgomenta innalzando la soglia del romitaggio, soppesando l’estremo bisogno di congiungersi  ed il timore di esser contagiati.

“Non amo i profumi di solito, ma questo è così fuori dal comune, ambiguo…E sì, non abbiamo parole per gli odori. Non siamo capaci di descrivere gli odori come siamo capaci di descrivere gli oggetti. Abbiamo parole per descrivere le forme, le dimensioni, le consistenze, i colori. Per i suoni ci sono addirittura le parole onomatopeiche, ma per gli odori dobbiamo usare termini presi in prestito, procedere per analogie. Non so, fiori, bucato, pulito, vaniglia, [..] libri nuovi, erba tagliata, odore del mare, non ci avevo mai pensato[…] Qualcuno ha detto che le cose non esistono se non abbiamo il nome con cui chiamarle e quindi tantissimi odori e tantissimi profumi non esistono, solo perché non sappiamo come chiamarli. ” Passeggeri notturni

Nicole Grimaudo e Claudio Gioè in una scena di Passeggeri notturni Rai Play photo sito Repubblica.it


“Il nostro sacro mestiere esiste da millenni. Con lui al mondo non occorre luce: ma nessun poeta ha detto ancora che la saggezza non esiste, che non esiste la vecchiezza e forse nemmeno la morte.”  Anna Achmatova

Il filo conduttore che unisce quel groviglio di storie è la forza inspiegabile delle parole. Spesso parliamo e raccontiamo senza nemmeno farci caso, ma la comunicazione verbale associata a quella del corpo, ha un imperio  intrinseco e mistico dentro di sé.  Ha il peso di poter mutare le proprie sentenze fino a trasformarne il cammino del proprio futuro.

Le parole hanno il potere magico di entrare nel profondo di chi ti sta accanto o davanti, possono cambiare il colore di una giornata e convertirlo da un tutto grigio ad un arcobaleno di speranza.

“Ascoltando la canzone della notte è buio e nessuno può vedermi.” It’s All Grey, BowLand

Chi subisce violenza può scavare nel proprio ferito valore e  trovare il coraggio di ribellarsi, di dire no. Chi fugge l’amore può concepirlo e sbirciarlo con occhi diversi, fino a decidere di disserrare la porta e lasciarlo penetrare nella propria esistenza.   E chi si cogita così diverso da non poter essere accettato e per questo vegeta recitando un copione fatto di finzione e rassegnazione pur di partecipare al grande spettacolo della vita, può provare a salire sul palco e declamare la parte più importante di una commedia perfetta, la sua verità.

Non esiste saggezza G. Carofiglio
Rizzoli

 

 

“- Fu in quel preciso momento che feci una strana esperienza. Avevo la netta sensazione di interpretare una parte e nello stesso tempo mi sentivo del tutto naturale e spontaneo. Ero perfettamente diviso in due, e paradossalmente unico. Non sono sicuro di riuscire a spiegarlo.
– Credo di sapere di cosa parla. Si prova qualcosa di simile, a volte, quando si scrive. In alcuni momenti fortunati, quando ci si accorge che le parole vanno al posto giusto, e la verità e la finzione diventano una cosa sola.” 

Non esiste saggezza, Gianrico Carofiglio

 

 

In questa sera particolare ormai il buio sembra asservire ad una penombra che appare più luttuosa. Un’ illusoria quiete avvolge la scenografia metropolitana, lasciando il retrogusto amaro di un pensiero dettato dal comprendere che siamo sempre più congiunti ed apparentemente più propinqui seppur, empaticamente, più isolati. Od almeno questa è la sensazione che i lucenti binari  rispecchiano alla luce arancione dei lampioni e sembrano gli unici ancora rimasti disposti ad accettarti così come sei. Disposti a portarti con loro e, magari, cooperare alla fuga del secolo.

La vita è meravigliosa, un dono particolare che vorresti vivere con peculiarità, saggezza, leggerezza e con l’auspicio di trovare, alla fine delle gallerie, la connessione internet e  la conveniente beatitudine. Da soli o con qualcuno non è importante, nell’era dei social c’è sempre un post che si rivolge a te, basta non fermarsi al titolo e proseguire con la lettura. Pronti a commentare e contare i like, simbolo di un consenso che unisce e ci riserva un posto su un treno sempre in orario. Meglio se ad alta velocità, così tutte le emozioni sono triplicate e si vive il tutto più speditamente, commettendo l’errore di scambiarlo per “intenso“.

intenso [in-tèn-so] agg.

1 Che si manifesta con particolare forza e concentrazione || profumo i., penetrante | colori i., carichi, vivaci | sguardo i., espressivo e penetrante

2 Svolto, condotto con grande energia, concentrazione e assiduità: un periodo di studio intenso || una vita, una giornata intensa, densa di impegni, ricca di esperienze | traffico intenso, fitto e continuo

  • avv. intensamente, in modo i., con intensità

Col passare del tempo, in sempiterna attesa, si scopre che non esistono treni in orario. Che la saggezza forse non esiste e, come tutti, si tenta di avventurarsi nel viaggio dell’esistenza come meglio si crede. Con velleità e volontà, dominando il male e dimenticando in valigia il fattore esperienza, qualche volta. Accettando il compromesso delle mezze verità e delle bugie bianche, ormeggi giustificati dal bene che abbiamo imparato a ricevere, prima che a dare. Ante preziose di un vecchio armadio di famiglia abbandonato alla polvere in soffitta in cui si conservano peccati, mancanze e quelle peculiari propensioni che sarebbe meglio non avere ma così necessarie per sentirsi, subdolamente, vivi.

“Stessi errori, stesse passioni e le stesse delusioni, sì. Se ti potessi dire, quante volte ho voluto rischiare da una parte l’equilibrio mentale e dall’altra volare, sull’inferno della mente, quell’inferno, che esiste veramente, esiste veramente.”  Se ti potessi dire Vasco Rossi 

Opinando che confluire nei soliti errori, non è detto che sia così pernicioso. Hanno il vantaggio di allocarci in una aleatorietà in cui possiamo conoscere meglio noi stessi, così fragili, fallibili e misteriosi. Depositari di un macrocosmo di emozioni che, in alcuni casi, celiamo pur  di vivere in quel vagone rigurgitante di passeggeri, certi di trovare uno sguardo od una via d’uscita che ci scampi.

“Mi sedetti, tirai fuori il mio libro, per qualche minuto tentai inutilmente di leggere, rinunciai e mi guardai di nuovo intorno.” Non esiste saggezza, Gianrico Carofiglio

Nonostante tutto,  l’essere umano rimane il più grande enigma della storia. Una meraviglia che cinema, teatro e letteratura  esaltano con il loro grandi colossal, best sellers, spettacoli  e prime tv.  Al pubblico non resta che sedersi, augurarsi una buona visione ed un efficace antidoto dalla vita reale in cui tutto gira noiosamente e troppo semplicemente, forse.

 


Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae https://artevitae.it/siamo-tutti-dei-passeggeri-notturni/


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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