Si fa presto a dire mare, sole, Ibiza, prova costume.

L’inizio e la Frine – Pillole di vita quotidiana.  Si fa presto a dire mare, sole, Ibiza, prova costume.

di Frine Trovato


Natale con i tuoi, Pasqua con le amiche.

Sono fuori tempo massimo o posso ancora raccontarvela?

Altrimenti potete chiudere questo pezzo come si fa coi sogni non abbastanza grandi, quelli che chiudi nei cassetti.

Il leitmotiv che risuonava da Settembre 2018 era sempre lo stesso.

In quel periodo preparavo una trasferta di un mese e mezzo nelle lande desolate crucche, preda di una crisi valigia, infilavo freneticamente maglioni, calzettoni, collant, sciarpe, un paio di forme di parmigiano, pasta, olio d’oliva ed ogni genere di feticcio da far rabbrividire le franchigie bagaglio di qualunque low cost esistente.

Le mie amiche lo sapevano che stavo per partire come l’Armata Rossa si preparava alla battaglia di Mosca e per tranquillizzarmi con messaggi vocali perentori su whattsapp,  lanciarono un “accendi il pc, mentre fai il check-in online per domani, prenota Ibiza, Pasqua, solo noi 3!!” Al grido adolescente di “bella raga” avevo in mano una carta di imbarco per Colonia, un biglietto per Ibiza, Pasqua 2019 e un’ansia da prova costume che non ve la racconto. Niente di adolescenziale, insomma…

Io non ero mai stata a Ibiza, nemmeno quando avevo l’età per vivere la notte e sbavare al sole di giorno. Adesso la notte non dormo per i dolori alla cervicale o l’insonnia da preoccupazioni della vita. Che poi non ho preoccupazioni, ma la gente adulta fa così e io non posso fare a meno di integrarmi alla società.

“Forse non si apreeee”

Ci eravamo lasciati in Baviera, con un po’ di sole, eccomi di nuovo su un aereo, che però stavolta non riesce ad atterrare e, io con un passato da assistente di volo, non ho ancora imparato ad abituarmi alle riattaccate. Non atterra per motivi non esplicitamente dichiarati, e noi non li vogliamo sapere. L’unica cosa palese e cristallina in quel momento era che guardando fuori non si vedeva niente. Niente, zero, niet, nada. Non era una nuvoletta passeggera, era quello che ci avrebbe accompagnato per 4 giorni. Il freddo, il vento, la pioggia. Questi tre simpatici compagni di viaggio non ci hanno mai abbandonate. MAI.

Si fa presto a dire Pasqua, Ibiza, prova costume.

Le mie compagne di viaggio sono ragazze, lo sottolineo perché io non sono più ragazza da troppo tempo, ragazze impavide e pronte ad affrontare tutto. Io no, però vabbè è Ibiza, ci sono 8°C, devo lasciarmi alle spalle mesi di lavoro e sbattimenti. Abbiamo un altro mantra nella testa e urliamo sempre “POI SI APRE”. Non si è mai aperto. Mai. Io nella vita vorrei avere la stessa costanza che ha avuto Ibiza nel mantenere fede alle previsioni metereologiche di 4 giorni consecutivi di tempo da schifo. Sì, sto parlando di Ibiza, Baleari, Spagna, 8°C, percepiti 5°C, umidità al 127%. La prova costume è stata superata, sotto alle felpe ci stanno divinamente.

Diana è la mia amica più alta di tutte, lei guida molto bene, o almeno ne è convinta, perché proviene da una famiglia in cui tutti guidano benissimo da sempre, perciò è scritto nel dna. In quella Panda bianca che ci avrebbe lasciato senza benzina qualche km più avanti, lei riesce a mettere le frecce con le ginocchia, non può girare la testa senza strusciare il cranio sul tettuccio, tantomeno vedere scattare i semafori perché il suo orizzonte è sempre troppo alto. Come lei. Diana sogna forte, continua a crederci e ci trascina al Pacha anche se io e Lisa, che è alta come me ma ha sempre dei tacchi vertiginosi, quella voglia di infilarci i vestitini proprio non ce l’avevamo. Nonostante tutto io e le mie compagne di viaggio, hyppies fuori corso, bardate come in Scozia in autunno ce l’abbiamo fatta, sempre abbiamo riso e pianto molto, anche se Lisa ci ha negato ogni alimento contenente zucchero, propinandoci paella avanzata alle 4 del mattino.

Team Inverno

Ci sono momenti e sorrisi di questo Easter Break che non si possono raccontare e che rimangono nel cuore anche se il vento forte ha provato a far volare via tutto. Ciò che vale la pena trasmettere a voi, non sono i consigli su cosa fare e vedere in un’isola inospitale e fuori stagione. Non sempre si ha il coraggio di reagire come si vorrebbe, forse Ibiza ha avuto un effetto, seppur temporaneo, dannatamente positivo. I viaggi insegnano a reagire, per quanto possano sembrare scontati, corti, vicini e da cliché. Io sono sempre la stessa, svogliata, lamentosa e pesantina, ma ho margini di miglioramento. Ogni spostamento ci mette alla prova e la deriva della serenità è dietro l’angolo, forse viaggiare ci rende capaci di recuperarla quella serenità.

Ibiza è stata per un momento metafora della vita, il meteo avverso in 4 giorni, come lo abbiamo affrontato, è esattamente come vorrei districarmi tra le intemperie quotidiane della vita.

Proprio così: “dai Frine, poi si apre”.

A presto e buona estate a tutti.


 

Note biografiche sull’autrice

Frine nasce nel 1982 e cresce nella periferia milanese, studia a Milano fin dalle scuole primarie perché la madre d’impostazione e provenienza tedesca le vieta la frequentazione di ambienti poco salubri negli anni ’80. Lavora nella vecchia compagnia aerea di bandiera, ma dopo la bancarotta decide di partire per lo Zambia per un progetto di volontariato con una ONG americana, torna confusa ma determinata a cambiare vita e a 30 anni si iscrive in università. Si laurea in Sociologia con una tesi sulla partecipazione sociale attiva nell’arte contemporanea volta ad estirpare la violenza di genere con chiari intenti di pubblica ed utile informazione. Lavora da tre anni in un’azienda di ingegneria di precisione meccanica tedesca e si occupa di marketing.

 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

 

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