Serata Archiminimal al Circolo Fotografico Milanese, incontro con Carlo Cirmi

Il Circolo Fotografico Milanese presenta “La metafora della Vita” progetto fotografico premiato con il secondo posto al Photo Challenge 2018, gara fotografica a squadre promossa da Archiminimal Photography.

Il Circolo Fotografico Milanese ospita la serata dedicata alla presentazione del progetto fotografico “La metafora della vita”. I sei fotografi autori del portfoglio fotografico saranno presenti presso la sede delCircolo in via Bezzecca 24, il prossimo 30 Settembre a partire dalle 21.00 per raccontare la genesi dell’intero lavoro, dalle fasi iniziali di individuazione di una chiave interpretativa comune sino alla fase di progettazione e realizzazione. Il lavoro presentato ha preso parte al Photo Challenge 2018, gioco fotografico a squadre promosso da Archiminimal Photography, gruppo social dedicato alla fotografia di architettura e minimalismo urbano, nato nel Gennaio 2016, che aggrega una numerosa community di fotografi, provenienti dall’Italia e dal mondo, accomunati dalla stessa passione.
Nove squadre partecipanti si sono confrontate non solo con l’elaborazione del tema assegnato “Tempo Spazio Uomo – La città contemporanea, abitare il tempo nello spazio urbano”, ma anche con la necessità di realizzare un portfolio che fosse caratterizzato da quella forza narrativa frutto di una ben determinata sequenza di fotografie. Una giuria qualificata ha lavorato scrupolosamente per valutare tutti e nove i lavori presentati secondo criteri di analisi qualitativa molto specifici.

Locandina

“La metafora della vita” – progetto fotografico ispirato a La vita al contrario di Woody Allen è il titolo del portfoglio presentato dal Team 3, squadra formata dai fotografi milanesi Giulio Montorio, Roberto Rognoni, Fabio Natta, Elvira Pavesi e Alessandra Bettoni sapientemente capitanata da Claudio Manenti che è stato valutato dalla Giuria come Secondo Classificato.

Abbiamo scelto di svolgere il tema utilizzando la chiave interpretativa del TEMPO DELLA VITA. Il portfolio vuole raccontare il ciclo vitale che gli esseri umani compiono, rappresentandone le situazioni che ciascuno di essi incontra nelle diverse età della vita, ambientandole nei luoghi urbani che caratterizzano le principali fasi del vivere umano. Tuttavia, traendo ispirazione da una famosa citazione di Woody Allen “La vita al contrario”, abbiamo voluto interpretare la METAFORA DELLA VITA immaginando di cominciare il cammino ed il nostro racconto fotografico dal momento in cui la vita sta per finire: il luogo che comunemente rappresenta l’epilogo del cammino terreno diventa invece il luogo dove tutto ha inizio, in un percorso “a ritroso” che culmina nei luoghi e nell’età della nascita che diventano quelli dai quali abbandoni questo mondo.

La collaborazione nello sviluppo del progetto fotografico e la serata di presentazione organizzata dal Circolo Fotografico Milanese mi hanno dato la possibilità di incontrare Carlo Cirmi, fotografo e Presidente del Circolo, con il quale ho fatto una breve chiacchierata, parlando del Circolo, delle sue attività e della sua storia e del ruolo di Presidente.

Carlo Cirmi – Presidente del CFM – Circolo Fotografico Milanese

ArteVitae: Carlo, innanzitutto ringraziamo per l’ospitalità. Sei Presidente del Circolo Fotografico Milanese, il CFM, Benemerito della Fotografia Italiana – BFI ed Encomiabile della Fotografia Italiana – EFI, una realtà con una lunga e ricca storia sviluppatasi a partire dal 1930 in ambito nazionale. Una grande responsabilità, come lo racconteresti a coloro che non lo conoscono? Per quali ragioni ne consiglieresti la frequentazione?

CC:  Alessandra, per prima cosa vorrei ringraziare il Vostro Gruppo per l’interessante lavoro svolto. Proprio ad esso ci siamo ispirati per il rally fotografico di quest’anno. Il nostro è il terzo tra i Circoli più longevi d’Italia ed ha annoverato tra i propri soci alcuni fra i più importanti maestri della fotografia italiana: Ernesto Fantozzi, Gianni Berengo Gardin, Cesare Colombo, Pietro Donzelli, Mario Cattaneo, Boris Gradnik e Alfredo Camisa. Tra i Presidenti che mi hanno preceduto voglio ricordare figure di grandissimo spessore e carisma quali Wanda Tucci Caselli e Sergio Magni. Nel 1948 siamo stati tra gli otto soci fondatori della Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) che raggruppa quasi 500 circoli fotografici e migliaia d’iscritti. Il primo congresso è stato organizzato a Milano proprio dal nostro Circolo. Bastano solo questi sintetici elementi per delineare la responsabilità che sento come Presidente. Conservare questo patrimonio e sviluppare le iniziative future è molto impegnativo ma ho la fortuna di lavorare in perfetta sintonia con persone preparate, appassionate e ben motivate. In questi mesi abbiamo ridefinito la comunicazione con il lancio del nuovo sito web, i cui contenuti vengono aggiornati ed implementati costantemente. Per non tralasciare i social, da Facebook ad Instagram oltre al nuovo canale su Youtube. I corsi rappresentano uno dei pilastri dell’attività del Circolo, ci permettono di diffondere i principi della cultura fotografica e sono il primo veicolo per avvicinare nuovi soci. Per questo abbiamo voluto ampliare l’offerta formativa che può contare ora su sei corsi. A Milano non esiste altra realtà che possa offrire corsi Riconosciuti o Certificati dalla Fiaf.

Il prossimo passo, e questo è un argomento cui tengo in modo particolare, sarà quello di fare avvicinare il giovani al nostro Circolo perché sono il nostro futuro. Dobbiamo imparare a parlare la loro lingua per fargli comprendere i valori di cui siamo portatori. Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto l’iscrizione di due ragazzi di 17 anni che sono i nostri soci più giovani in assoluto. Dobbiamo fare in modo che il mondo della fotografia ci veda come un punto di riferimento da cui trarre ispirazione portando innovazione e mai smettendo di sperimentare.

ArteVitae: Quali sono le attività e gli eventi che il Circolo ha nel suo programma? C’è qualcosa in particolare che vorresti segnalare ai nostri lettori? Un’anteprima sui progetti futuri?

CC: Questo per noi è un anno importantissimo perché festeggiamo il novantesimo dalla fondazione. Abbiamo in programma diverse iniziative tra cui due mostre, la prima in primavera dedicata ai soci storici del Circolo dal titolo “Il Circolo apre i propri archivi” e la seconda in autunno del 2020 dal titolo “Milano che cambia…” riservata ai soci attuali. Per questa mostra i nostri soci, suddivisivi in gruppi, lavoreranno tutto l’anno sviluppando temi specifici. Il 23 novembre presso una sala dell’auditorium San Fedele si terrà una conferenza sul tema “Passione e professione, quale futuro per i circoli fotografici”. Curatore di tutte queste iniziative sarà Roberto Mutti, professionista affermato ed amico del nostro Circolo. Vale la pena di ricordare che Roberto Mutti, tra l’altro, è il responsabile di “Milano Photofestival” e “Milano Photo Week”. Tutte le settimane oltre ad approfondire temi specifici inerenti la fotografia ed il lavoro di gruppo fra i soci, continueremo ad avere ospiti importanti. Negli ultimi anni sono passati da noi: Mauro Galligani, Stefania Adami (fotografo dell’anno Fiaf per il 2018), Giovanna Calvenzi, Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Monica Silva e tanti altri con cui mi scuso se non li ho citati.

ArteVitae: Veniamo alla fotografia. Dove affondano le radici di questa tua passione? Come si concilia con l’impegno della gestione del Circolo? Quale futuro è riservato alla fotografia amatoriale?

CC:  La mia passione inizia alle medie quando ho cominciato ad utilizzare la Kodak a pellicola di mio padre per poi passare a macchine più evolute. Come spesso succede agli appassionati ho riposto l’attrezzatura nell’armadio per un lungo periodo. Pochi anni fa ho ripreso a “scattare” con una reflex digitale. Non contento dei miei lavori ho deciso di frequentare un corso base di fotografia e nel 2012 sono entrato nel Circolo Fotografico Milanese che ancora non conoscevo. In breve tempo mi sono reso contro che non esiste solo la tecnica, cui puntavo in prima battuta, ma un mondo complesso ed affascinante. Prezioso l’incontro con Sergio Magni, Ernesto Fantozzi e Valentino Bassanini. Il lavoro in gruppo, gli ospiti, i soci sempre disponibili ad aiutarti per migliorare il modo di fotografare questi sono alcuni degli ingredienti che caratterizzano il Circolo. Prediligo l’architettura ed il paesaggio urbano forse per questo ammiro i lavori di Gabriele Basilico. Vorrei approfondire il tema del ritratto. La gestione del Circolo, dopo la precedente vita da bancario, mi vede coinvolto quasi a tempo pieno ma non ha frenato la mia passione, devo studiare molto ed appena posso vado a scattare. Non si ha proprio il tempo di annoiarsi. La fotografia amatoriale non è mai stata così viva e ne parleremo anche nel corso della conferenza del 3 novembre. Il fotogiornalismo secondo Mauro Galligani troverà una speranza di futuro proprio nell’amatoriale dove c’è tanta passione e preparazione. Oggi siamo bombardati di fotografie in buona parte realizzate con un semplice cellulare.

Per esempio al Circolo Fotografico Milanese abbiamo un corso dedicato alla Phone Photography, perché le regole della composizione vanno rispettate anche con il cellulare.

ArteVitae: Per concludere, che suggerimenti daresti a chi volesse avvicinarsi alla fotografia e alla vita di un circolo fotografico? Cosa ti ha insegnato la tua esperienza?

CC:  La fotografia è il linguaggio più importante che ha caratterizzato l’ultimo secolo e chi ci si avvicina lo deve fare con rigore, frequentando corsi di fotografia, studiando i grandi fotografi e soprattutto mettendoci tanta passione , per realizzare delle buone immagini come diceva Ugo Mulas. Tutti i giorni nascono scuole di fotografia, gestite peraltro da validi professionisti, ma solo frequentando un circolo fotografico si ha l’opportunità sviluppare un percorso di crescita diversificato e completo. Il supporto di Fiaf ai circoli fotografici risulta fondamentale perché si è inseriti in un circuito virtuoso, fatto di congressi, concorsi, pubblicazioni e scambi tra circoli. Questa esperienza mi ha insegnato tantissimo soprattutto dal punto di vista umano, si entra in contatto con persone che hanno storie tanto diverse eppure accomunate dalla stessa passione. Le discussioni come in tutte le associazioni che si rispettano non mancano ma sono il segno che il Circolo è vivo, tutti vogliono il meglio ed hanno spirito d’appartenenza. Abbiamo novant’anni ma non li sentiamo proprio. La storia continua.

Grazie a Carlo Cirmi per questa amabile chiacchierata. Chi volesse invece entrare in contatto con lui e con la realtà del Circolo può scrivere a:

organizzazione@circolofotograficomilanese.it

Per ulteriori informazioni e per il programma dei corsi e degli eventi: Circolo Fotografico Milanese – Sito web
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[Ndr]: Tutte le immagini contenute in questo articolo, sono coperte dal diritto e sono state gentilmente concesse, salvo dove diversamente specificato, da Carlo Cirmi © ad ArteVitae per la realizzazione di questo articolo.
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Questo blog ha scopo didattico e informativo.
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Note biografiche sull’autrice di questo articolo

Alessandra Bettoni

Alessandra nasce nel 1966 e si sente ancora  in quella fase della vita in cui non vuole cedere alla civetteria di omettere questo dato dalla sua biografia. Vive a Milano, la città che l’ha adottata e nella quale si sente a proprio agio. Di mestiere insegna: tiene corsi privati di lingua inglese, ma fino a qualche anno fa si occupava di marketing e vendite per le aziende e viaggiava spesso per lavoro, anche all’estero. La sua vita l’ha sempre portata a contatto con le persone, ciò nonostante si ritiene abbastanza “orso” per apprezzare una serata a casa da sola, ma non abbastanza per apprezzare un pasto al ristorante consumato senza compagnia. Apprezza qualsiasi forma di espressione artistica. Ama in particolare l’architettura e la fotografia. Fotografa da pochi anni, il digitale è l’unico universo che conosce. E’ una delle ideatrici e fondatrici di ArteVitae Blog, ne cura l’editing, la promozione e a volte scrive.

 

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