Serata Archiminimal al Circolo Cizanum, incontro con Elvira Pavesi

Il Circolo Fotografico Cizanum di Cesano Boscone presenta “La metafora della Vita” progetto fotografico premiato con il secondo posto al Photo Challenge 2018, gara fotografica a squadre promossa da Archiminimal Photography.

di Alessandra Bettoni

Il Circolo Fotografico Cizanum di Cesano Boscone ospita la serata dedicata alla presentazione del progetto fotografico “La metafora della vita”.  I sei fotografi autori del portfoglio fotografico saranno presenti presso la sede del circolo  in via  Via D. Alighieri,  47/49 il prossimo 15 Marzo a partire dalle 21.15 per raccontare la genesi dell’intero lavoro, dalle fasi iniziali di individuazione di una chiave interpretativa comune sino alla fase di progettazione e realizzazione.

La metafora della Vita – progetto fotografico presentato al Circolo fotografico Cizanum

Il lavoro presentato ha preso parte al Photo Challenge 2018, gioco fotografico a squadre promosso da Archiminimal Photography, gruppo social dedicato alla fotografia di architettura e minimalismo urbano, nato nel Gennaio 2016, che aggrega una numerosa community di fotografi, provenienti dall’Italia e dal mondo, accomunati dalla stessa passione.

Nove squadre partecipanti si sono confrontate non solo con l’elaborazione del tema assegnato “Tempo Spazio Uomo – La città contemporanea, abitare il tempo nello spazio urbano“,  ma anche con la necessità di realizzare un portfolio che fosse caratterizzato da quella forza narrativa frutto di una ben determinata sequenza di fotografie. Una giuria qualificata ha lavorato scrupolosamente per valutare tutti e nove i lavori presentati secondo criteri di analisi qualitativa molto specifici.

“La metafora della vita” – progetto fotografico ispirato a La vita al contrario di  Woody Allen 

è il titolo del portfoglio presentato dal Team 3, squadra formata dai fotografi milanesi Giulio Montorio, Roberto Rognoni, Fabio Natta, Elvira Pavesi e Alessandra Bettoni sapientemente capitanata da Claudio Manenti che è stato valutato dalla Giuria come Secondo Classificato.

La collaborazione nello sviluppo del progetto fotografico e la serata di presentazione organizzata dal Circolo Fotografico Cizanum mi hanno dato la possibilità di conoscere personalmente Elvira Pavesi, fotografa e Presidente del Circolo, con la quale ho fatto una breve chiacchierata. Abbiamo parlato dell’esperienza del progetto condiviso sin dalle prime fasi con i componenti della squadra, del Circolo e del ruolo di Presidente e della capacità di conciliare vita privata e professionale ritagliandosi anche il tempo per la passione della fotografia.

Elvira Pavesi fotografata da Fabio Natta

AB: Elvira eccoci qui, partirei dal progetto fotografico che sarà presentato il prossimo 15 Marzo presso la sede del Circolo Cizanum, un tema impegnativo ma che poteva prestarsi a molteplici interpretazioni, qual è l’idea che avete voluto sviluppare?

 EP: Prima di tutto grazie per questa opportunità. Abbiamo scelto di svolgere il tema utilizzando la chiave interpretativa del TEMPO DELLA VITA. Il portfolio vuole raccontare il ciclo vitale che gli esseri umani compiono, rappresentandone le situazioni che ciascuno di essi incontra nelle diverse età della vita, ambientandole nei luoghi urbani che caratterizzano le principali fasi del vivere umano. Tuttavia, traendo ispirazione da una famosa citazione di Woody Allen “La vita al contrario”, abbiamo voluto interpretare la METAFORA DELLA VITA immaginando di cominciare il cammino ed il nostro racconto fotografico dal momento in cui la vita sta per finire: il luogo che comunemente rappresenta l’epilogo del cammino terreno diventa invece il luogo dove tutto ha inizio, in un percorso “a ritroso” che culmina nei luoghi e nell’età della nascita che diventano quelli dai quali abbandoni questo mondo. 

AB: Sei Presidente del Circolo Fotografico Cizanum, una vivace e attiva realtà radicata nel suo territorio di riferimento. Come lo racconteresti a coloro che non lo conoscono? Per quali ragioni fondamentali ne consiglieresti la frequentazione?

EP: Il Circolo Fotografico Cizanum, iscritto alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) riconosciuto BFI (Benemerito della Fotografia Italiana) è un’Associazione Culturale presente sul territorio da quasi 50 anni; è stato fondato il 15 maggio 1971 con l’intento di divulgare e stimolare l’interesse per l’arte fotografica. Nel corso degli anni ha ospitato e continua ad ospitare, con le proprie mostre ed iniziative, i nomi più importanti del panorama fotografico italiano ed internazionale. Questo è reso possibile anche per una spiccata sensibilità da parte degli amministratori locali verso tutto ciò che riguarda l’aspetto culturale del quale il Cizanum è un riferimento prestigioso per la fotografia. Il nostro Circolo è un punto di ritrovo tra amici che condividono la passione per la fotografia ed il piacere di stare insieme in un clima familiare dove anche la frequentazione e la professionalità dei senior contribuiscono alla continua crescita del livello individuale di ognuno di noi. Un altro motivo per cui frequentare il Cizanum è dato dal ricco programma che viene proposto e che tiene in considerazione i diversi aspetti della fotografia offrendo workshop, visite alle mostre, uscite didattiche collettive, concorsi e serate dedicate all’analisi dei lavori proposti da vari autori. Purtroppo il diffondersi della comunicazione attraverso i social sta facendo perdere la voglia di incontrarsi e confrontarsi di persona, soprattutto tra i giovani che dovrebbero essere la linfa vitale e il trait d’union per la continuità delle realtà dei circoli fotografici.

Il nostro Circolo è un punto di ritrovo tra amici che condividono la passione per la fotografia ed il piacere di stare insieme in un clima familiare – Elvira Pavesi Presidente Cizanum

AB: Come riesci a conciliare vita familiare e lavorativa con questo tuo impegno istituzionale? Soprattutto qual è la motivazione che ti spinge a mantenere questo importante impegno?

EP: Sono Presidente di questo Circolo dal 2012 e posso affermare che non sempre è facile trovare il tempo necessario per ricoprire al meglio questo ruolo ma l’interesse e l’entusiasmo che nutro per questa attività mi permette di ritagliare gli spazi e tutto il tempo che dispongo, tolti gli impegni familiari, da dedicare al Cizanum. L’interesse per quello che il panorama fotografico offre in continuazione è molto forte e lo coltivo al fine di riuscire a  sviluppare  la mia crescita culturale personale ma anche per offrire spunti di condivisione con i Soci del Circolo.

Da sempre appassionata di fotografia, Elvira ha iniziato il suo percorso fotografico solo da pochi anni  Fotografa prevalentemente a colori, predilige teleobiettivi zoom con i quali riesce a catturare particolari che ai più potrebbero sfuggire. Riesce a dare vita a situazioni che appaiono, a prima vista, inanimate e prive di personalità ma, ad una ulteriore lettura, sprigionano forti emozioni. Rilegge architetture, piccoli dettagli, particolari a volte insignificanti, il tutto intriso da giochi cromatici. Proprio i colori e i loro accostamenti sono una delle caratteristiche che contraddistinguono la sua peculiarità fotografica.

AB: Veniamo alla fotografia. Come hai iniziato? Dove affondano le radici di questa tua passione? Fra i tanti lavori fotografici da te prodotti qual è quello a cui ti senti particolarmente legata e che apprezzi particolarmente, ce ne vuoi parlare?

EP: La fotografia mi è sempre piaciuta ma non ho mai concretizzato questa mia passione. Alcuni anni fa, a seguito di un problema lavorativo che mi aveva avvilita e demoralizzata, mio marito, da sempre appassionato di fotografia, mi ha invitata a partecipare ad alcune serate presso il nostro Circolo fotografico. Ho iniziato così a collaborare dal punto di vista amministrativo e poi il passaggio alla pratica è stato automatico. Ho così scoperto di avere sopito una passione che in quel momento mi ha dato la possibilità di superare la fase critica, rivelando così il piacere che la fotografia riusciva a restituirmi, una sorta di rimedio terapeutico. Sicuramente il mio primo progetto, “Cromoemozioni”, è stato per me il vero punto di partenza verso il pubblico sfociando nella mia prima mostra personale. Un lavoro che mi rappresenta molto e che fa parte del percorso fotografico che da allora sto continuando ad implementare, cercando anche nuove forme espressive.
Cromoemozioni è una raccolta di fotografie dove il particolare ed il colore sono i principali attori di questa mostra, sono oggetti semplici del nostro vivere quotidiano che abbiamo sempre sotto gli occhi ma sui quali non ci soffermiamo mai, io cerco di metterli in evidenza esaltandone le forme ed i colori. 

Mi piace eccedere nei contrasti ed eludere le regole fotografiche per dare una mia personale interpretazione a ciò che voglio rappresentare. Elvira Pavesi

©Elvira Pavesi

AB: Per concludere Elvira, è evidente la passione che riponi in tutte le cose che fai ed in particolare nella fotografia. Che suggerimenti ti sentiresti di dare a chi volesse avvicinarsi alla fotografia e alla vita di un circolo fotografico? Cosa ti ha insegnato la tua esperienza?

EP: Il mio suggerimento per chi vuole avvicinarsi alla fotografia è quello di osservare con attenzione il mondo che ci circonda, senza voler per forza guardare lontano, ma ponendo attenzione anche a quello che abbiamo a portata di mano e che è nelle nostre immediate vicinanze, non necessariamente il progetto che abbiamo in mente è dall’altra parte del mondo. Sottolineo, per contro, la cattiva abitudine all’utilizzo sfrenato di quegli strumenti tecnologici che relegano la visione della fotografia su un display a discapito della qualità che, solo con una stampa si coglie ed apprezza, senza dimenticare il valore e il fascino che racchiude in sè una immagine stampata. Avvicinarsi alla vita di un Circolo Fotografico non basta, è necessario partecipare. Non bisogna essere solo fruitori ma parte attiva, solo in questo modo si può crescere ed acquisire quella capacità che può dare l’opportunità di affermare la propria passione rispetto alla fotografia. Un altro suggerimento è quello di non essere timorosi nel divulgare e nel trasmettere la propria conoscenza agli altri per dare continuità allo sviluppo della passione fotografica che c’è in noi. La mia esperienza per quanto riguarda la fotografia mi ha insegnato che è sicuramente necessario fare ricerca e documentarsi, così come sviluppare lavori di gruppo che portano ad un confronto costruttivo e che non bisogna mai fermarsi di fronte al primo insuccesso. Dal punto di vista personale la riflessione è che siamo tutti avvicinabili e che non esistono barriere relazionali tra le persone, grandi fotografi e non.

Grazie ad Elvira per questa amabile chiacchierata.  Chi volesse invece entrare in contatto con lei e con la realtà del Circolo può scrivere a cizanum@gmail.com.

Per ulteriori informazioni: Circolo Fotografico Cizanum – Sito web


[Ndr]: Tutte le immagini contenute in questo articolo, sono coperte dal diritto d’autore e sono state gentilmente concesse, salvo dove diversamente specificato, da Elvira Pavesi © ad ArteVitae per la realizzazione di quest’articolo.

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Note biografiche sull’autrice di questo articolo

Alessandra Bettoni

Alessandra nasce nel 1966 e si sente ancora  in quella fase della vita in cui non vuole cedere alla civetteria di omettere questo dato dalla sua biografia. Vive a Milano, la città che l’ha adottata e nella quale si sente a proprio agio. Di mestiere insegna: tiene corsi privati di lingua inglese, ma fino a qualche anno fa si occupava di marketing e vendite per le aziende e viaggiava spesso per lavoro, anche all’estero. La sua vita l’ha sempre portata a contatto con le persone, ciò nonostante si ritiene abbastanza “orso” per apprezzare una serata a casa da sola, ma non abbastanza per apprezzare un pasto al ristorante consumato senza compagnia. Apprezza qualsiasi forma di espressione artistica. Ama in particolare l’architettura e la fotografia. Fotografa da pochi anni, il digitale è l’unico universo che conosce. E’ una delle ideatrici e fondatrici di ArteVitae Blog, ne cura l’editing, la promozione e a volte scrive.

 

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