Seconda Visione. Nella casa, quell’indefinibile confine tra realtà e finzione

Per la rubrica Seconda Visone, Gabriella Maldini propone oggi uno dei più originali film francesi degli ultimi anni: Nella casa, diretto nel 2012 da Francoise Ozon e interpretato da un meraviglioso Fabrice Luchini, ormai icona del più raffinato cinema francese.

di Gabriella Maldini

Nella casa – Locandina

In un giorno di scuola come tanti, il professore di letteratura Germain viene catturato dal tema di un nuovo studente che s’interrompe con un insolito ‘continua’ a fondo pagina. Una narrazione breve ma dal ritmo serrato, avvincente.  Alla lezione successiva, il ragazzo consegna una nuova ‘puntata’ dello strano racconto che, ancora una volta, resta sospeso. E’ la descrizione della casa di un compagno di classe e della sua famiglia.  Il professore legge, sempre più interessato a quel talento sfacciato e sfuggente ma anche a ciò che accade nella casa.

Ernst Umhauer, Nella casa, di Francois Ozon, 2012

Ma chi è quel Claude seduto in fondo alla sua classe di barbari sedicenni annoiati? La macchina da presa che ci mostra il suo viso d’angelo, ci fa meravigliosamente intuire quanto nere siano le sue ali, anzi, in questo caso le sue parole. Che non sono quelle di un tema qualsiasi ma di una trama più sottile e infinitamente più pericolosa che porterà l’ingenuo professore alla rovina.

Nella casa, di Francois Ozon, 2012

L’insolito talento di quel ragazzo così misterioso lo coinvolge dapprima in una innocente sfida letteraria; ma una pagina dopo l’altra essa si trasforma subdolamente in qualcos’altro, una manipolazione sottile e perturbante.  Le lezioni di scrittura che il professore inizia a dedicare a quello studente così dotato sconfinano in modo impercettibile e ineluttabile dal terreno letterario a quello umano e psicologico, ove il rapporto fra allievo e insegnante si confonde e capovolge fino a un inquietante punto di non ritorno.

Fabrice Luchini e Ernst Umhauer

Ma cosa sta scrivendo, veramente,  quel ragazzo? Le sue parole stanno semplicemente raccontando la realtà o la stanno determinando? La finzione narrativa può solo riprodurre o anche produrre la realtà? E fino a che punto? E con quali conseguenze?

Questo film è l’affascinante risposta. Una delle possibili. Almeno fino a un certo punto. Poi, nulla può più tenere le redini del caos e la vita umana, anche la più razionale e controllata, come quella del metodico e misurato professor Germain, si sperde in un imprevedibile, folle naufragio.

Nella casa, di Francois Ozon, 2012

Mai sottovalutare il potere delle parole. La perfetta narrazione è una lama affilata da maneggiare con grande attenzione.  Gioca con la realtà, con l’immaginazione e col desiderio. Nulla di più bello, e pericoloso.

Francoise Ozon dirige un film pazzesco, una vertiginosa scatola cinese di metafore e simboli da cui è impossibile uscire, anche (e soprattutto!) dopo i titoli di coda. Un film coraggioso e seducente con due interpreti perfetti. Il prosaico, stropicciato professore di mezza età e l’adolescente che brucia di un’ambigua bellezza.  Due vite agli antipodi che finiranno per legarsi a vicenda con il filo perverso delle loro storie. Perché non sei finito finché hai una storia da raccontare.

 

 


Note biografiche sull’autrice

Nata a Forlì nel 1970, dopo il diploma al liceo classico si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha svolto un Master in Comunicazione a Roma e Milano, poi un corso di Racconto e Romanzo e uno di Sceneggiatura cinematografica alla Scuola Holden di Torino. E’ docente di cinema e letteratura e ha diverse collaborazioni in atto, fra cui quella con Università Aperta di Imola, la libreria Mondadori di Forlì e le scuole medie per le quali sta portando avanti un progetto didattico che coinvolge i ragazzi delle classi terze in una ‘lezione cinematografica’ sul rapporto umano e formativo che unisce allievo e insegnante. Da pochi mesi è uscito il suo primo libro, edito da Carta Canta, dal titolo ‘I narratori della modernità’, un saggio di letteratura francese dedicato  Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant come quei grandi padri della letteratura che per primi hanno colto la nascita del mondo moderno.

Per ArteVitae scrive nella sezione Cinema e TV.

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