Scondizioniamoci! Racconto breve di Daniela Luisa Bonalume

Scondizioniamoci! è  il nuovo racconto breve scritto da Daniela Luisa Bonalume per la raccolta “Suggestive Evasioni”. Una lettura veloce, intensa e dal finale bruciante, quello che non ti aspetti e ti sorprende sempre. Una storia bonsai che concentra la trama in pochi, avvincenti paragrafi. Da leggere in un respiro.

di Daniela Luisa Bonalume

alpha-male symbol

Lui la aspettava a casa con tutte le finestre aperte, a dorso nudo imperlato di sudore. Faceva un caldo boia! Non si erano mai decisi a rendere il loro ambiente più confortevole. Non che lei non volesse, l’ostacolo era rappresentato da quella tirchieria intermittente che attanagliava il maschio della coppia. Quando la primavera lasciava il posto ai primi caldi estivi, lei attingeva inutilmente alla sua “rethorica” nella speranza di convincere Alessandro –  così si chiamava il suo sedicente Maschio Alfa – a spendere qualche centinaio di euro per garantire un bivacco domestico meno opprimente.

Eva lo guardò ridendo e scuotendo la testa.

– Perché ridi? – grugnì l’uomo.

– Rido perché mi fai ridere – rispose lei. E continuò – rido perché sei ridicolo, con quelle mutande antidiluviane, con quegli slip bianchi di cotone a costine con la presa d’aria obliqua, che neppure più mio padre indossava. Sei ridicolo, a tratti patetico! –

– Ancora con questa storia del condizionatore! Ti conosco, stai infierendo perché volevi installare i condizionatori. Ma tu pensa alle bollette della luce che sarebbero arrivate. Invece così, con i soldi delle bollette, ci siamo sempre potuti permettere una vacanza! –

Alessandro le chiamava vacanze, e per lui forse lo erano. Ogni anno si prendeva in affitto una casa affacciata sul mare per un mese intero, con altre tre coppie di amici, alcuni con figli. Benedetti ragazzi ancora in tenera età, avrebbero meritato di finire in forno con le patate, alcune volte.

Ma il Gruppo Vacanze Maschio Alfa era intoccabile.

La villeggiatura era quella, da quando i due si erano sposati: grandissima casa in riva al mare lontano da qualsiasi centro abitato con al seguito i nuclei familiari costituiti dagli amici d’infanzia di lui, consorti e prole di primo, secondo e terzo matrimonio.

Eva preparava sempre quattro o cinque cose fisse, e non poteva mancare la pentola a pressione da 12 litri. Preferiva cucinare anziché sparecchiare e lavare i piatti. Si, perché le case affittate non avevano neppure la lavastoviglie per cui, i piatti, si lavavano a turno. Lei si era garantita l’incolumità sollevando gli uni e gli altri da qualsiasi incombenza culinaria. Si era organizzata come nelle pensioni a conduzione familiare. La sera appendeva alle mattonelle della cucina il menù del giorno seguente, al quale ognuno avrebbe messo una sigla. La mattina successiva Eva sarebbe andata di buonora al mercato locale per la spesa e avrebbe imbastito sia il pranzo che la cena. Un bel “mazzo”! Ma lei preferiva così, e così le lasciavano fare.

Le vacanze di Alessandro erano riposanti, Eva si riposava al suo rientro in ufficio. E almeno lì c’era il condizionatore. Le era capitato nottetempo di sorprendere il consorte con la testa nel frigorifero ma, proprio perché era ormai sfiancata dalle discussioni, evitava di puntualizzare sul consumo di energia elettrica provocato da un frigorifero aperto con una testa calda dentro.

Comunque quella sera, Alessandro, si voltò andandosi ad infilare sotto la doccia. La quarta. Eva, che aveva passato la serata fuori, era invece ancora fresca e profumata, e la cosa mandava in bestia il coinquilino. Solitamente, d’estate, dormivano in camere separate. Anche quest’anno non fecero eccezione.

Ma c’era dell’altro.

Eva, negli ultimi due anni, si era permessa di sottrarsi alle direttive del Maschio in materia di feste natalizie e di vacanze. A Natale si era auto alienata grazie ad una provvidenziale lombo sciatalgia che le aveva procurato l’immobilità integrale. L’estate, invece, l’aveva trascorsa in città ad accudire la madre vittima di un altrettanto provvidenziale incidente la quale, purtroppo vedova, non aveva altri che lei.

L’assenza della Femmina Omega aveva creato, quindi, delle profonde crisi di identità nel Maschio Alfa il quale, a sua volta, si dovette procurare un esemplare di ”Femmina Omega Occulta” sulla quale esercitare il proprio dominio. Lo sappiamo tutti e tutte come funziona: quando i Maschi Alfa sono di altre Femmine che da Omega si trasformano in Alfa, le Femmine Alfa senza Maschio Alfa diventano temporaneamente “femmine omega” fino al rimpiazzo.

Questo impiego a tempo determinato della sostituzione dell’oggetto da dominare, fece sì che Eva, stanca in tutti i sensi e per niente soddisfatta delle capacità di autogestione del marito, si trovò una terrazza con annesse un paio di stanze, salone, doppi servizi, cucina abitabile, il tutto perfettamente condizionato.

La stessa sera aveva terminato di approntare la nuova dimora, e la consapevolezza di non dover più discutere ed accontentarsi delle briciole di una vita affettiva la rendeva “oltraggiosa”. Dalla sua bocca erano uscite parole pesanti, se pur col sorriso. Partecipò i suoi piani al coinquilino precisando che era passata solo per prendere il pigiama. Per la divisione dei pani e dei pesci ci avrebbe pensato il suo avvocato.

Lasciò alla femmina omega una bella pila di camicie da stirare, e se ne andò serena senza condizionamenti.

Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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