Santiago Calatrava – La poetica del movimento – Parte seconda: Valencia, Tenerife, Bilbao e Barcellona

ArchiStar del nostro tempo – Santiago Calatrava – Parte Seconda. Lo stile di Calatrava si potrebbe definire neo-futurista sia per l’uso innovativo dei materiali che per un’estetica elegante e lungimirante.

di Giusy Baffi

Fortemente criticato per alcune sue opere  considerate azzardate, Santiago Calatrava trova a Valencia la sua massima espressione come architetto e ingegnere. Con queste opere Calatrava regala alla piccola città di Valencia un nuovo polo culturale dove arte, scienza e natura si incontrano.

Qui puoi leggere la prima parte dell’articolo dedicato all’opera di Santiago Calatrava.

Santiago Calatrava – 1951    la foto può essere soggetta a copyright

VALENCIA: UNA CITTA’ NELLA CITTA’

Il complesso della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia si sviluppa lungo l’antico letto  del fiume Turia e si estende su una vastissima area di circa 350.000 mq. Realizzato tra il 1995 e il 2009 è un intervento complesso che ha ridisegnato Valencia e  riqualificato un’area situata alla periferia della città.

Città delle Arti e delle Scienze – Valenza – Santiago Calatrava.  la foto può essere soggetta a copyright

Organica, fluida, delicata, questa città nella città è una vera e propria opera d’arte, autentica città futurista e nuovo simbolo della Valencia contemporanea, trasformatasi in polo attrattivo per i turisti di tutto il mondo con un grande successo anche economico, diventandone un’icona.

Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – a sinistra Hemisfèric, di seguito Museu de les Ciències Príncipe Felipe , a destra Umbracle , di fronte Ponte de l’Assut de l’Or e Agorà  – Santiago Caltrava – foto©giusybaffi 2013

Composta da più edifici che si susseguono tra loro in un’armonia di forme, colori e materiali, sono disposti lungo un asse, ciascuno con una sua originale forma avveniristica. L’acqua gioca un ruolo di primaria importanza: ogni struttura si riflette in una duplicazione dell’immagine con un forte impatto scenografico. In questo progetto è evidente il legame diretto con le forme degli elementi strutturali naturali e con quelle dell’anatomia umana e animale.

Città delle Arti e delle Scienze – Valencia -Santiago Caltrava  foto @Giacomo Assi

Il complesso si sviluppa in più epicentri, i cui nomi sono volutamente definiti in valenciano, a seconda delle attività culturali:  il Palazzo delle Arti (Palau de les Arts Reina Sofia), il Museo delle Scienze (Museu de les Ciències Príncipe Felipe), il planetario (Hemisfèric), il parco oceanografico (Oceanogràfic) e una grande piazza coperta (Agorà); il tutto immerso in uno splendido scenario, architettonico e naturale, che si fonde per dar vita ad una meravigliosa città nella quale imparare e sognare ad occhi aperti.

Panoramica Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – a sinistra Umbracle, a destra Museu de les Ciències Príncipe Felipe, di fronte Hemisfèric ed in fondo Palau de les Arts Reina Sofia – Santiago Calatrava – foto ©giusybaffi 2013

Il Museu de les Ciències Príncipe Felipe (2000) è un museo interattivo della scienza ed è concepito come una grande galleria vetrata che si affaccia sull’acqua, la sua immagine visiva è caratterizzata dalle nervature in cemento armato e vetri che rimanda all’immagine antropomorfa dello scheletro di un dinosauro.

El Museu de les Ciències Príncipe Felipe – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava – foto ©Anna Rita Rapanà

 

El Museu de les Ciències Príncipe Felipe – Dettaglio costruttivo – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava – foto @giusybaffi 2013

 

L’avveniristico Palau de les Arts Reina Sofia (2005) è uno degli edifici più iconici della Spagna e il teatro dell’opera più alto del mondo con i suoi 70 metri di altezza.

El Palau de les Arts Reina Sofia – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava  foto ©giusybaffi 2013

La struttura, concepita come una serie di volumi diversi, è suddivisa in quattro sedi polifunzionali separate.

El Palau de les Arts Reina Sofia – Interno – Valencia -Santiago Calatrava.  la foto può essere soggetta a copyright

Cemento bianco e tessere di mosaico bianco scintillante, dette trencadis, rivestono i due gusci asimmetrici di acciaio laminato che fiancheggiano il tetto, mentre il volume centrale dona unità formale all’edificio.

El Palau de les Arts Reina Sofia – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava  foto ©giusybaffi 2013

 

Desta enorme stupore l’Hemisfèric (1995-1998), una struttura che ospita spettacoli di Cine Imax, un Planetario ed un Laserium, con tecnologie audiovisive d’avanguardia.

Hemisfèric – La città delle Arti e delle Scienze – Valenza – Santiago Calatrava – foto ©giusybaffi 2013

L’Hemisfèric è a pianta ellittica e il planetario è situato all’interno di una semi-sfera che ricorda una pupilla. Una struttura mobile somigliante ad una palpebra filtra i raggi solari.

Lo specchio d’acqua sottostante è costituito da  una bassa ed enorme vasca che di notte, riflettendo, raddoppia l’immagine dell’edificio creando illusoriamente l’immagine di un occhio intero.

Hemisfèric -Vista notturna – Città delle Arti e delle Scienze – Valenza – Santiago Calatrava – foto ©giusybaffi 2013
Hemisfèric – Vista notturna – La città delle Arti e delle Scienze – Valenza – Santiago Calatrava
foto ©Emiliano Bordonaro

 

L’Umbracle (2001) è un percorso sopraelevato che consente una panoramica di tutto il complesso, lungo circa 300 metri, è attrezzato a giardino d’inverno mediante una serie di coperture a volte trasparenti, con decine di specie botaniche. Il piano inferiore è predisposto a parcheggi. Troveremo questo genere di struttura inserita in molte opere di Calatrava, per sottolineare la connotazione del forte legame tra architettura e natura.

Umbracle – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava –   la foto può essere soggetta a copyright

 

Umbracle dall’esterno – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava – foto ©giusybaffi 2013

 

L’Agorà (2009), è uno spazio versatile con la funzione di una grande piazza coperta, la forma particolare fa volare la fantasia, sembrano due mani che si uniscono oppure il dorso di un grande dinosauro.

Agorà – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava – foto ©giusybaffi 2013

 

Il Ponte de L’Assut de l’Or (2008), situato tra il Museo delle Scienze e l’Oceanografico (progettato da Félix Candela), è un ponte a tiranti in acciaio e cemento bianco, misura 180 metri in lunghezza e 39 metri in larghezza. È dotato di tre corsie per entrambi i sensi di marcia e di un enorme pilone curvo di 123 metri di altezza a cui è ancorata una serie di cavi disposti a forma di arpa. La sua struttura aerodinamica e leggera nonostante i materiali impiegati, è una sintesi tra musica, architettura e acqua come elemento naturale.

Ponte de l’Assut de l’Or – Città delle Arti e delle Scienze – Valencia – Santiago Calatrava –  la foto può essere soggetta a copyright

 

Completa la Citta delle Arti e delle Scienze l’Oceanogràfic (2001), uno dei più grandi parchi marini d’Europa con un’estensione di 110.000mq. e 45.000 esemplari marini; un tunnel sottomarino della lunghezza di 70 metri ed un ristorante in cui si ha l’impressione di mangiare sul fondo dell’oceano completano l’opera.

Felix Candela – Los Manantiales – Xochimilco – Mexico 1958.  la foto può essere soggetta a copyright

La copertura dell’edificio, progettata dal Maestro di Santiago Caltrava, Felix Candela rimanda alle onde marine ed è, in chiave moderna, la riedizione del progetto di Felix Candela del 1958 di Los Manantiales in Messico.

Oceanogràphic – Città delle Arti e delle Scienze – Valenza – Santiago Calatrava foto @giusybaffi 2013

 

 

Intesa come una grande scultura, con l’obiettivo di rivalutare un’area degradata, viene realizzato a Santa Cruz de Tenerife, tra il 1997 e il 2003 l’Auditorium. Situato tra il Parco Marino e il porto, l’auditorium collega la città all’oceano creando un importante punto di riferimento urbano.

Gli elementi costitutivi della struttura sono essenzialmente tre: l’ala che è la grande copertura, la noce che sono le sale dell’auditorium e le due vele che coprono le sale e si raccordano all’ala.

Auditorium – interno 2003 – Santa Cruz de Tenerife – Santiago Calatrava –    la foto può essere soggetta a copyright

L’edificio ha un tetto in cemento armato a forma di conchiglia che si alza sopra l’auditorio con un elemento triangolare che si eleva fino a 60 metri, prima di curvarsi rastremandosi a punta di lancia e appoggiandosi in soli tre punti alle vele sottostanti.  E’ questo l’elemento che rende la struttura spettacolare diventando il punto focale di riferimento urbano.

Auditorium – interno – 2003 – Santa Cruz de Tenerife – Santiago Calatrava –   la foto può essere soggetta a copyright

 

 

Un nuovo linguaggio fatto di leggerezza, trasparenze e tecnologie all’avanguardia e spazi che sembrano più adatti ad ospitare arte contemporanea che passeggeri in transito: anche l’aeroporto di Sondika e  la torre di controllo di Bilbao, realizzati nel 2000, vengono concepiti in questo modo. La  struttura doveva avere necessariamente un richiamo simbolico dall’ampio impatto visivo, ispirata alla sensazione di volo.

L’aeroporto di Bilbao è infatti soprannominato La Palomba per la sua somiglianza ad un gigantesco volatile che sta per spiccare il volo. La struttura vetrata è a pianta triangolare, con elementi in acciaio rivestiti in cemento armato, la copertura è in alluminio, che,  riflettendo la luce, dà la sensazione di levitazione e leggerezza.

Sondika Airport – 2000 – Bilbao – Santiago Calatrava – la foto può essere soggetta a copyright

La torre di controllo è realizzata ribaltando i vecchi canoni costruttivi, concependo una struttura che dalla base si allarga verso l’alto con tagli che forniscono l’illuminazione.

Sondika Airport – Torre di controllo – 2000 – Bilbao – Santiago Calatrava – la foto può essere soggetta a copyright

 

Rimane sempre un iconico simbolo la Torre di Comunicazione di Montjuic a Barcellona, inaugurata per i giochi olimpici del ’92, essa è realizzata interamente in acciaio, con  un pilone inclinato alla cui sommità è presente un elemento anulare. La parte centrale, ovvero l’antenna vera e propria,  evoca il lancio del giavellotto. La silouhette della torre è concepita in modo da fungere da meridiana proiettando la sua ombra sul terreno circostante. Calatrava riesce così a trasformare un elemento utilitaristico come può essere  un’antenna in elemento scenografico giocando sia sulla dinamica delle forme che sul concetto di meridiana.

Torre delle telecomunicazioni – Barcellona – 1992 – Santiago Calatrava – foto ©Samu Samuela

 

 

 

Fine della seconda parte – Prossimamente  New York e tanto altro!


© Si precisa che, dove non specificato, le foto e i video sono stati presi, a titolo esplicativo,  da internet  e possono essere soggetti a copyright.  L’uso delle immagini è  esclusivamente a scopo divulgativo. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

ndr: un ringraziamento particolare a Samu Samuela, Anna Rita Rapanà, Giacomo Assi e Emiliano Bordonaro per la concessione delle loro foto.

© Giusy Baffi 2018


Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, vincendo il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013 e con pubblicazioni di sue foto su prestigiose riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Ha partecipato a diverse mostre fotografiche collettive sia nazionali che internazionali ed una personale.

 


 

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