Santiago Calatrava – La poetica del movimento – Parte prima: I ponti e le stazioni

ArchiStar del nostro tempo – Santiago Calatrava. Pittore, scultore, ingegnere e architetto. Un uomo poliedrico le cui opere architettoniche sono il frutto di un rapporto stretto e interconnesso tra le varie discipline in un dialogo costante.

Santiago Calatrava – Valencia 1951

 

La caratteristica di Santiago Calatrava (Valencia 1951) è l’interdisciplinarietà, è da sempre attratto, con una ricerca costante, dal rigore matematico e dai problemi della statica che caratterizzano tutta la sua architettura.

I suoi studi iniziali all’Accademia delle Belle Arti di Valencia lo portano a prediligere il disegno e la scultura. Una scultura composta da forme semplici, da cubi e solidi la cui combinazione deve suscitare una risposta emozionale in una continua ricerca di equilibrio e di estetica: l’equilibrio dei corpi, delle masse e la tensione degli elementi sono concetti che influenzeranno tutte le sue opere architettoniche future. Abbracciando il concetto futurista di Balla, per Calatrava tutto deve suggerire un potenziale movimento.

La scultura è alla base della mia ricerca formale al servizio sia della mia architettura sia della mia ingegneria – Santiago Calatrava

Altri elementi che contribuiscono alla sua formazione sono i suoi studi, si laurea in architettura a Valencia e prosegue a Zurigo alla scuola Politecnica Federale laureandosi in ingegneria.

I suoi progetti sono fortemente influenzati da quelli architetti che lui stesso definisce “suoi Maestri”, in particolare dall’architetto Robert Maillart (1872-1940) e i ponti da lui progettati,

da Felix Candela (1910-1997) con le sue coperture paraboloidi e la ricerca di forme sperimentali di Los Manantiales in Messico,

da Pier Luigi Nervi (1891-1979) sia per le coperture che per le possenti nervature,

da  Eduardo Torroja (1899-1961) che costruisce stadi con enormi sbalzi.

Eduardo Torroja – Ippodromo la Zarzuela -Madrid – 1935

Nel suo bagaglio culturale entra tutta la sperimentazione sul cemento armato propria di quegli anni.

La sua architettura trae ispirazione da elementi plastici, con le  visioni architettoniche e l’allusione alle forme organiche, Calatrava riesce a fondere i principi della conoscenza ingegneristica con immagini visuali e simboliche, ritmi musicali e matematici.

Santiago Calatrava – scultura –

 

Calatrava ha rinnovato completamente la progettazione dei ponti: i ponti devono trasformarsi in un punto di aggregazione di tessuto urbano, avere un grande impatto visivo e dare una sensazione di leggerezza nonostante le dimensioni imponenti. Il ponte di Calatrava si inserisce come una scultura  territoriale che cambia il modo di percepire il luogo e di attirare turismo, trasformandosi in una struttura per il pubblico.

I ponti  collegano posti precedentemente separati. Sono costruiti per il progresso e per i cittadini. Ma hanno anche un significato religioso. La parola “religioso” deriva infatti dal latino e significa “creare un legame”. Santiago Calatrava

 

Ponte Bac de Roda – Barcellona -1987 – Santiago Calatrava

Uno dei suoi primi ponti, il ponte Bac De Roda a Barcellona finito nel 1987, è strutturato con due archi gemelli divaricati che appoggiano al piano con un’inclinazione di 30°.

 

Ponte Alamillo – progetto – Siviglia – 1992 – Santiago Calatrava

Con il ponte Alamillo sul fiume Guadalquivir a Siviglia, costruito in occasione dell’Expo ’92, Calatrava raggiunge una notorietà internazionale. Il ponte, interamente sospeso e lungo 250 metri, ha il peso controbilanciato da un pilone in cemento armato e acciaio inclinato di 58° e costruito sulla terraferma, i tiranti in acciaio sono ridotti al minimo.

Ponte Alamillo – Siviglia –

Il Mujer Bridge di Buenos Aires, costruito nel 1998, è un ponte mobile realizzato per la riqualificazione dell’area portuale con la ristrutturazione dei docks. E’ un ponte sospeso che ruota per il passaggio delle navi, è diviso in tre sezioni in modo da ruotare a perno in un continuo equilibrio di forze, il peso della torre meccanica è bilanciato dal pilone inclinato collegato all’asse da una serie di cavi d’acciaio, la parte mobile è di 16 metri.

Mujer bridge aperto – Buenos Aires – 1998 – Santiago Calatrava
Mujer bridge chiuso – Buenos Aires – 1998 – Santiago Calatrava

 

Con le Vele, ovvero i tre ponti di Reggio Emilia del 2007, Calatrava vuole creare un elemento di rottura con il monotono paesaggio padano.

I tre ponti di Reggio Emilia – 2007 – Santiago Calatrava

Il ponte centrale, ad arco, è perpendicolare all’asse autostradale e ferroviario e costituisce l’elemento cardine dell’intervento per posizione planimetrica e dimensione.

Ponte centrale di Reggio Emilia – 2007 – Santiago Calatrava

I due ponti laterali  si pongono come elementi di completamento funzionale ed estetico del nuovo asse.

Uno dei due ponti laterali – Reggio Emilia – 2008 – Santiago Calatrava – foto © Fotografo Brescia Ottavio Tomasini

 

Il Peace Bridge a Calgary in Canada, inaugurato nel 2012, è un ponte sia pedonale che ciclabile; lungo 130 mt. è a navata unica ed è costituito da una struttura tubolare ad elica avvolta da una sezione ovale.  E’ un ponte spettacolare per la valenza cromatica ed estremamente suggestivo di notte.

Peace Bridge – Calgary – 2012 – Santiago Calatrava
Peace Bridge – Pista ciclabile e pedonale – Calgary – 2012 – Santiago Calatrava

 

Nel corso degli anni Calatrava ha progettato altri numerosi ponti, tra questi il ponte pedonale Zubizuri a Bilbao, la costruzione fu avviata nel 1990 per dare un segnale di trasformazione di Bilbao, la realizzazione avvenne, infatti, dopo la fase di deindustrializzazione che ha convertito la città basca in una felice realtà turistica della Spagna. A Dublino, nel 2008 e 2009 realizza il ponte James Joyce e il ponte Samuel Beckett, a Tel Aviv il ponte pedonale Petah Tikvah e a Gerusalemme il ponte Chords Bridge a forma di una  enorme lira sospesa su un fiume di traffico veicolare, a Venezia il contestatissimo ponte della Costituzione, inizialmente con il piano pedonale realizzato da piccoli gradini vetrati e poi sostituiti da normali gradini in cemento.

 

Calatrava interviene anche come urbanista con progetti che superano lo scopo puramente utilitaristico come le stazioni e gli aeroporti elevandoli in spazi confortevoli, dove  l’uomo possa  sviluppare la sua immaginazione trovandosi in un ambiente nobilitato dal punto di vista estetico. Gli spazi creati per scopi utilitaristici vengono quindi trasfigurati quasi a trasformarsi in sacrari.

Nel 1983 gli viene commissionata la ridefinizione per l’alta velocità della vecchia stazione Stadelhofen di Zurigo che sarà terminata nel 1990. Sfruttando il pendio naturale della collina, Calatrava crea una pensilina sporgente dalla copertura vetrata così da mimetizzare il tunnel ferroviario.

 

La Stazione TGV (1990-1994) che collega l’aeroporto Saint Exupéry a Lione, è una delle sue prime opere più conosciute. La sua struttura gigantesca è  di grande impatto visivo, un segnale poetico della porta della città: l’immagine di un grande uccello pronto a impennarsi nel cielo e a spiccare il volo, un forte rimando alle sue sculture iniziali.

Stazione TGV – Lione – 1994 – Santiago Calatrava – Foto ©Osvaldo Ghirardi
Stazione TGV – Lione – 1994 – Santiago Calatrava – Foto ©Osvaldo Ghirardi

Elemento fondamentale è la grande sala centrale di smistamento dei passeggeri completamente vetrata e con nervature, formata da quattro archi in acciaio che si dipartono a vela da un unico punto.

Stazione TGV – Interno – Lione – 1994 – Santiago Calatrava –

Tutta la struttura poggia a terra allargandosi fino ad un’altezza di 120 metri. Nei sotterranei i locali tecnici hanno supporti nervati che suggeriscono l’idea organica della gabbia toracica.

Stazione TGV – Interni – Lione – 1994 – Santiago Calatrava –

 

E’ del 1998 la Stazione d’Oriente a Lisbona, realizzata per l’Expo ’98. Situata nella zona industriale di Lisbona ha la funzione di mettere in comunicazione due zone che sarebbero state isolate dalla ferrovia. E’ costruita su due livelli. Il livello superiore, per i binari, è composto da una struttura in acciaio e vetro che funge da pensilina di accesso ai treni rievocando, con la sua leggerezza, la struttura delle cattedrali, i piloni suggeriscono il richiamo naturalistico di una foresta di acciaio.

Stazione d’Oriente – piano binari – Lisbona – 1998 – Santiago Calatrava
Stazione d’Oriente – Esterno piano elevato – Lisbona 1998 –  foto ©Mariuccia Preziuso

Il livello inferiore è dedicato alla zona commerciale.

Stazione d’Oriente – Interno zona commerciale – Lisbona 1998 –  foto ©Mariuccia Preziuso

L’ampio ingresso è esaltato dalla grande pensilina sporgente nervata a forma di palma, la copertura ha elementi di prismi sfaccettati che rimanda alle prime architetture delle serre del ‘900.

Stazione d’Oriente – esterno – Lisbona 1998 – Santiago Calatrava –  foto ©GiusyBaffi

 

A Reggio Emilia viene ultimata nel 2013 la stazione ferroviaria per l’alta velocità Mediopadana, una struttura realizzata da una serie di portali in acciaio che, disposti con angolature diverse, creano la sensazione di una sequenza di onde in movimento.

Stazione Mediopadana – Reggio Emilia – 2013 – Santiago Calatrava –  foto ©Valentina D’Alia
Santiago Calatrava – Acquerello – ©Santiago Calatrava
Stazione Mediopadana – Reggio Emilia – 2013 – Santiago Calatrava – foto ©GiusyBaffi

La stazione è impostata su due livelli, quello superiore per il treno, quello inferiore per i servizi.

Stazione Mediopadana – piano binari – Reggio Emilia – 2013 – Santiago Calatrava –  foto ©GiusyBaffi

L’accesso alla stazione è realizzato con  pensiline sporgenti, a forma di foglia di palma, molto simili alla Stazione d’Oriente di Lisbona.

Stazione Mediopadana – Reggio Emilia – 2013 – Santiago Calatrava  – foto ©GiusyBaffi

Dal punto di vista strutturale i portali distano circa un metro l’uno dall’altro e lo spazio tra di essi è costituito da pannelli di vetro.

Stazione Mediopadana -Dettaglio portali – Reggio Emilia – 2013 – Santiago Calatrava – foto ©GiusyBaffi

 

Nel 2009 viene Inaugurata la stazione ad alta velocità Liege-Guillemin a Liegi in Belgio. L’obiettivo era quello di non progettare una stazione monumentale tramite una facciata ma di creare  un elemento di continuità tra la volta d’ingresso e le banchine dei treni, eliminando la facciata tradizionale.

Il mio obiettivo è stato di realizzare un edificio che funzionasse da collegamento interurbano ad alta velocità attraverso le città d’Europa. Ho immaginato un edificio senza facciate, con una copertura flottante che offrisse protezione dagli agenti atmosferici. Santiago Calatrava

Stazione Guillemin – Liegi – 2009 – Santiago Calatrava
Stazione Guillermin – Liegi -2009 – Santiago Calatrava
Stazione Guillermin – Liegi – 2009 – Santiago Calatrava

 

 

Fine prima parte – Prossimamente  Valencia e tanto altro!

 

©Dove non specificato le foto e i video sono stati reperiti, a titolo esplicativo,  in rete e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

ndr: un ringraziamento particolare a Mariuccia Preziuso, Valentina D’Alia e Osvaldo Ghirardi per le loro foto.

© Giusy Baffi 2018



Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, vincendo il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013 e con pubblicazioni di sue foto su prestigiose riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Ha partecipato a diverse mostre fotografiche collettive sia nazionali che internazionali ed una personale.

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