Samhain: un viaggio nell’Halloween della cultura celtica, per celebrare la vita.

Un viaggio speciale nella tradizione antica del Samhain è protagonista della rubrica “Sì, viaggiare”, curata da Valentina Fenu per ArteVitae.

di Valentina Fenu

E ora, chiudete gli occhi e respirate a fondo l’aria di castagne e foglie secche.
La pioggia è arrivata col cielo grigio: è una benedizione!
La Terra segue il suo ritmo e la ciclicità delle stagioni significa che tutto va come deve, nello scorrere inesorabile del tempo.
È la vita, e Halloween testimonia proprio questo; già, perché quando si dice che Halloween sia la notte dei morti e dei mostri, penso sempre all’Irlanda.
Quando studiavo a Dublino, mi raccontarono la leggenda dello Samhain.

Non credete agli spauracchi di teschi e croci: questa notte non è “americana” ma ha origini più antiche. Origini celtiche.
E non ha nulla a che vedere con la paura o la morte: è l’inizio di un nuovo anno.
Il passaggio alla nuova stagione.
La notte in cui gli spiriti possono “rivivere” sulla terra.

Il Samhain è una celebrazione pagana antichissima di origine gaelica – pensate risale al VI secolo a.C – il cui nome in irlandese celtico significa “fine dell’estate”, e ha dato radici all’Halloween che abbiamo importato da oltreoceano e alla festività di Ognissanti. Secondo la cultura celtica, l’anno si divideva in inverno ed estate, ed essendo molto legati alla luna e alle stelle per la loro influenza sull’agricoltura, il Samhain rappresentava il momento magico in cui avveniva l’ultimo raccolto e il terreno si poteva poi preparare per l’inverno e poi, ancora, per la successiva estate.

E in quel giorno magico, senza tempo né spazio – al punto che era come una parentesi al di là del calendario – si accendevano falò e si celebrava la festività.

E proprio quello che noi conosciamo come Halloween, di morti, spettri e mostri, altri non è che la festività principale della cultura celtica: il capodanno, segnato dal sorgere delle Pleiadi e il momento che segna il ritmo solare e lunare per i campi e per la contemplazione.

Non è un preciso istante ma una finestra di apertura tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti che possono finalmente comunicare: non esiste confine né tempo, solo la celebrazione della vita.

Ed è questo il senso che vorrei regalarvi con questo viaggio inconsueto: accendete la candela del vostro cuore e ascoltate quanto di bello le tradizioni antiche possono donare alla quotidianità frenetica dei nostri giorni. I mostri sono solo paure che si sconfiggono perché la verità è che la vita trionfa sempre ed è essa stessa la meta più bella di qualsiasi viaggio.

Buon Samhain a tutti!


Note biografiche sull’autrice

Valentina Fenu – Classe 1985, nata “in quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno” – ma con chiare origini sarde – ama da sempre arte e letteratura. Laureata in scienze della comunicazione, ha collaborato per passione con la webzine Lobodilattice – dopo diversi anni di carta stampata – e quotidianamente cura la sua pagina Facebook in cui parla di letteratura, vita e emozioni. “Due di uno” è il suo primo romanzo pubblicato da Edizioni del Faro nel 2014. Valentina Fenu – Facebook



Tutte le immagini di questo articolo sono state reperite in rete a scopo puramente esplicativo e possono essere soggette a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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