Robert Doisneau e Il bacio davanti all’Hotel De Ville – Verità e finzione in fotografia

Robert Doisneau scatta nel 1950 la celebre immagine “Il bacio davanti all’Hotel De Ville”. Un caso controverso che riporta in auge il tema della verità e finzione in fotografia. Quale valore testimoniale possiamo affidare alla fotografia?

di Rita Manganello

1950, Parigi. Storia di un bacio famoso, quello ripreso da Robert Doisneau, nello scenario della fotografia mondiale.

Il Bacio dell’Hotel de Ville, 1950 – copyright © Robert Doisneau

La leggenda ci fa credere che si tratti di una foto rubata ma iconicissima, eseguita dal noto fotografo francese Robert Doisneau. Il fotografo riprese al volo una coppia di giovani intenti a scambiarsi un bacio per le vie di Parigi, in mezzo ai passanti distratti.

La foto era destinata alla rivista Life. Il sofisticato ed esigenze magazine americano, nato nel 1883 e chiuso nel 2007, era rivolto a un pubblico molto selezionato selezionato. Persone attente ai fenomeni e alle vicende della storia, summa del moderno fotogiornalismo.

Françoise Bornet e Jacques Carteaud oggi.

In realtà le cose andarono ben diversamente. I due giovani, Françoise Bornet e Jacques Carteaud, erano figuranti assoldati da Doisneau per ‘fingere’ un bacio spontaneo e consentire all’autore di accontentare la committente rivista Life.

La questione della falsa istantanea passò sotto silenzio fino al 1992 quando esplose il caso Lavergne. Una coppia – i signori Lavergne, appunto – si presentarono alla televisione francese pretendendo di essere loro i giovani ritratti nella fotografia.

L’intenzione era quella di chiedere un risarcimento a Robert Doisneau per averli ripresi senza il loro consenso. A questo punto l’autore fu costretto a raccontare come andarono veramente le cose, svelando che i giovani della foto erano altri. L’istanza presentata in tribunale dai Lavergne fu respinta.

E qui si scatena l’inferno delle opinioni pro e contro la fotografia e l’operato del fotografo.

C’è chi si indigna per l’imbroglio al lettore di Life, tale da vanificare la bontà dell’immagine e la serietà dell’autore.Io stessa ebbi, qualche tempo fa, una discussione con un noto critico di fotografia proprio su questa foto.

Il critico valutava negativamente la scorrettezza di Doisneau volta a carpire la buona fede del pubblico di Life. Secondo lui, la scorrettezza fu tale da inficiare la bontà dell’immagine. Al contrario, io minimizzavo l’aspetto etico a favore della freschezza della foto.

I due erano sì figuranti, ma anche amanti, quindi il bacio un vero bacio. Questo aspetto inoltre trapela dallo scatto, perché si nota quanto i due si trovassero a loro agio. Quindi non uno scatto a seguito di una posa, ma un atto dotato di una sua momentanea autonomia, anche se preordinato.

Allora cosa importa davvero in fotografia? La verità assoluta e la purezza e irripetibilità dell’infinito istante (cit.)? Oppure la volontà di creare un’immagine che appaghi per il valore evocativo e di rappresentazione che si evidenzia nel risultato ottenuto?

Ancora oggi l’opinione degli appassionati di fotografia rimane divisa su questo tema, mentre la dialettica segue il suo cammino.

La Parigi di Robert Doisneau

4 Replies to “Robert Doisneau e Il bacio davanti all’Hotel De Ville – Verità e finzione in fotografia”

  1. Certamente Rita Mantarro, ma lasciamo che la fotografia abbia una sua autonomia, come ho ho scritto nell’articolo. Il punto è il seguente: la fotografia è buona per via delle necessità contingenti – nel caso citato un servizio per Life – o lo è indipendentemente da ciò, per gli elementi che la caratterizzano ? Molti autori tra i più noti e non hanno, come dire, aiutato il processo di realizzazione delle foto con qualche perdonabile espediente. L’atto stesso del fotografare è trasformazione della realtà.

    1. Concordo sulla bontà di una fotografia in base agli elementi che la contraddistinguono. Molti fotografi ndicano il committente senza che ciò infici la bontà dei loro scatti. A mio modesto parere, ritengo sia rispettoso nei confronti del loro pubblico.

  2. Una foto su committenza è una buona giustificazione e l’autore avrebbe potuto dichiararlo apertamente. Un così lungo silenzio sulla realizzazione dello scatto non lo è, soprattutto considerando il motivo che ha costretto l’autore a svelarne il segreto. La delusione negli estimatori di Doisneau può far sorgere dubbi anche sui suoi lavori successivi.

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