Roadshow ArchiMinimal, la forte emozione di un evento.

Per assicurare la perfetta riuscita di un grande evento come il Roadshow ArchiMinimal abbiamo messo a punto una macchina organizzativa efficace e ben coordinata. Ma il successo del Roadshow è altresì legato ai sentimenti e alle emozioni che è capace di suscitare in coloro che vi partecipano. Commozione, orgoglio, meraviglia, entusiasmo sono gli aspetti sui quali voglio soffermarmi.

di Luigi Coluccia

Del Roadshow ArchiMinimal “Come look at my town“, la mostra itinerante che da Gennaio a Settembre porta in tour in dieci città italiane 37 fotografie per 37 autori, abbiamo già detto tutto.

Invece, Non abbiamo ancora raccontato delle tante emozioni che abbiamo avuto il privilegio di provare durante le fasi della sua complessa organizzazione, grazie all’interazione con le tantissime persone che con il loro prezioso contributo hanno reso possibile questo nostro intento.

Uno dei passaggi chiave che sono sempre stati nelle nostre intenzioni nella realizzazione del progetto ArchiMinimal, è senza dubbio rappresentato dalla possibilità di portare questa nostra idea, questa nostra visione, dal web al territorio. Sapevamo infatti fin dall’inizio, che una volta riusciti ad affermare il progetto sul web, saremmo arrivati a presentarlo sul territorio.

Alessandra e Gigi

La sfida era senza dubbio ambiziosa e irta di difficoltà, il web in fondo non è così ampio come si crede, è una scatola chiusa in cui ci si perde facilmente, ma è anche un luogo dove tutto sommato non è così difficile emergere e sembrare diversi da ciò che in realtà si è. Ci si può mascherare bene. Il territorio invece è diverso, è tutto più immediato, più diretto. Ci sono meno possibilità di potersi nascondere.

Ma quando hai lavorato con serietà, quando hai un progetto concreto da presentare, che si basa su solide fondamenta, la sfida rappresentata dal contatto con il  territorio diventa inevitabile ma al tempo stesso avvincente e stimolante.  Affermarsi nei circoli, nelle piazze e davanti al proprio pubblico, quello vero, quello in carne ed ossa e davanti a quello che potenzialmente potrebbe diventarlo, non è cosa da poco. Ci vogliono i fondamentali.

Ciò che in sostanza stiamo per portare in giro per il bel paese, è l’idea ArchiMinimal, la filosofia ArchiMinimal, non semplicemente 37 fotografie per 37 autori. Faremo girare per tutta Italia gli evidenti risultati di una passione piano piano entrata nel cuore e nelle corde di chi pazientemente ha saputo ascoltarci fin dall’inizio e saputo liberarsi da schemi e preconcetti per lo più superati, accettando una sfida del tutto nuova che coinvolge e travolge se la sai ascoltare.

E’ musica che arriva da non sai neanche dove che riesce a trovare la sua espressione in una nuova visione delle realtà urbane e delle nostre architetture. Questo è senza dubbio il messaggio che portiamo in giro con il Roadshow ArchiMinimal, la nostra visione.

Quella architettonica e urbana con composizioni che riprendono elementi architettonici e scene di vita comuni nelle città contemporanee e quella minimalista che astraendo dal dettaglio architettonico e dal set urbano, contribuisce a creare composizioni armoniche, essenziali, mai urlate e dal tocco raffinato.

Il minimalismo architettonico può allora unirsi alla presenza umana che nella composizione fotografica non è mai preponderante, ma ha il compito di animare se non quello di impreziosire la ripresa architettonica.

Numerose sono state le collaborazioni sulle quali abbiamo potuto contare nelle fasi organizzative, persone che hanno sposato la nostra filosofia e con grande generosità hanno contribuito con ogni mezzo a loro disposizione a rendere possibile ogni singola tappa.

Incredibile ed appagante anche il lavoro fatto con gli autori, perché questa mostra è stata costruita con ognuno di loro, condivisa, pensata, è una creatura di tutti. Scambiare pareri ed opinioni, sentire l’affetto profondo e sincero di tante persone che si conoscono solo virtualmente, ti lascia una carica interiore che ti spinge a realizzare ogni obiettivo, anche il più ambizioso come questo del Roadshow.

Penso a frasi come queste:

Non ho mai avuto tanta considerazione in un gruppo

Ho notato che nonostante le mie foto non abbiano un ampio consenso popolare,  sono state poi apprezzate e considerate dallo staff. Questa cosa mi gratifica molto, ammiro profondamente questo vostro saper guardare oltre.

Senza il tuo aiuto non sarei mai riuscito a realizzare la foto che ora è in mostra. Mentre scattavo mi tornavano in mente le tue parole, i tuoi suggerimenti e le tue indicazioni. 

Ancora non  riesco a credere che espongo fra tutti questi giganti della fotografia. Mi sembra di vivere un sogno!

Ne ho fatte di mostre, anche in contesti molto prestigiosi, ma lo stimolo e il gusto che ho provato nel realizzare questo scatto, che sapevo sarebbe poi andato in tour con voi tutti, mi ha gratificato quanto mai le altre esperienze. 

Spesso mi chiedo chi ve lo fa fare, siete sempre li, disponibili per tutti noi. Ogni messaggio privato riceve sempre una risposta, avete sempre un’attenzione per tutti noi che non è così comune da trovare. Ci si sente quasi come in famiglia, non finirò mai di ringraziarvi per l’opportunità che mi avete dato di essere con voi. 

 

Non sono stata selezionata per questo Roadshow che pure seguirò con immenso affetto e attenzione. Sono con voi dalla prima ora, non sono un granché come fotografa, ma avete sempre saputo sostenermi, supportarmi, fatta sentire importante mentre nelle altre realtà sono solo un numero quasi insignificante. Avete anche selezionato delle mie foto quando avete visto dei miglioramenti minimi. Siete fantastici, come voi non c’è nessuno! 

Contaminare, coinvolgere, aggregare, termini che sembrerebbero fuori moda oggi ma che sono per noi importantissimi. Mai la volontà di primeggiare, mai la necessità di essere autoreferenziali, ma solo il voler essere al servizio dell’utente rendendo la sua esperienza soddisfacente permettendoci al contempo di entrare in contatto con il suo mondo e superare quella barriera rappresentata dalla virtualità dei nostri contatti.

Incontrarvi, vedervi, stringere le vostre mani, leggere sui vostri volti la gioia di essere li a condividere con noi questo primo evento di un tour così lungo ci ha davvero emozionati oltre ogni immaginazione, quello che ci avete regalato ripaga ampiamente il tempo dedicato, tempo sottratto agli affetti, al nostro tempo. Tempo che non rimpiangeremo mai di avervi dedicato, perché voi siete la componente più importante del progetto, siete il progetto stesso.

GRAZIE!


Note biografiche sull’Autore

Gigi, salentino di nascita e romano d’adozione, intraprende il percorso di laurea in Economia Bancaria e successivamente abbraccia la carriera militare. Alterna la passione per l’economia e la letteratura, ereditata dal nonno, a quella per la fotografia che coltiva da tempo, applicandosi in diversi generi fotografici, prima di approdare alla fotografia di architettura e minimalismo urbano in cui trova espressione la sua vena creativa. Dotato di personalità votata alla concretezza e con uno spiccato orientamento alla cultura del fare, Gigi intuisce le potenzialità aggreganti della fotografia unite alla possibilità di condivisione offerte dal Social e fonda il Gruppo ArchiMinimal Photography attraverso il quale riesce a catalizzare l’attenzione di tanti utenti italiani e stranieri attorno ad progetto di più ampio respiro che aggrega una nutrita comunità attiva di foto-amatori. Impegnato nella promozione e nella divulgazione della cultura fotografica, crea il magazine ArteVitae, progetto editoriale derivato dal successo della community social, per il quale scrive monografie ed approfondimenti sugli autori fotografici e cura la rubrica Digressioni sulla Fotografia, ricercando nel panorama fotografico contemporaneo,  personaggi e spunti di interesse di cui parlare. 

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: