REM KOOLHAAS, UNA PERSONALITA’ POLIEDRICA – Seconda parte

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Nel 1987, a Berlino, presso il Check Point Charlie, Koolhaas progetta una struttura che, vista all’esterno, rispetta i canoni dell’architettura razionalista, viceversa internamente ne rivoluziona la concezione, inserendo i codici dell’architettura decostruttivista, realizzando un utilizzo misto lavoro-abitazione con unico ambiente a piani sfalsati raggiungibili dal piano terra  per mezzo di rampe e scale in una sorta di passeggiata architettonica che crea un’organizzazione dinamica.

Check Point Charlie Berlino – Rem Koolhaas OMA – 1987

Il suo più grande progetto urbanistico è stato il Master Plan per Euralille, la zona intorno alla stazione ferroviaria di Lille, un nodo di interscambio con il treno ad alta velocità, uffici, shopping center, centro congressi e alberghi.

Euralille – masterplan ©OMA

Il Grand Palais, (1990-1994) noto anche come Congrexpo, è il fulcro del Master Plan. L’edificio di forma ovale di 45.000 metri quadrati combina spazi flessibili espositivi, una sala da concerto, e sale riunioni.

Il Grand Palais all’esterno si presenta come un enorme involucro in alluminio sottile, con una grande parete costruita in materiale plastico corrugato sottile punteggiata di piccoli pezzi di alluminio, le parti vetrate sono sfalsate tra di loro con un’inclinazione che crea una sfaccettatura della superficie accentuandone l’idea di movimento.

L’elemento caratterizzante è la hall dell’ingresso principale, il cui tetto in pendenza  è sostenuto da pilotis di varie dimensioni.

L’interno, concepito come un open space ha un forte impatto coloristico grazie a una scala concepita come se fosse una passerella con la parete in acciaio che la riflette creando una suggestiva un’immagine speculare. Tutto l’insieme crea particolari giochi di luce e di volume.

De Rotterdam è un edificio multifunzionale dove poter lavorare, vivere, rilassarsi, fare acquisti e mangiare, una vera e propria città verticale alta 150 metri ed una superficie di 160.000 metri quadrati. La base è alta 30 metri e composta da sei piani, sopra di essa insistono tre torri trasparenti interconnesse tra loro, con finestre a tutta altezza per consentire una vista completa sulla città.

Progettato nel 1997 la sua costruzione è iniziata nel 2009 e terminata nel 2013, concepito ad alta sostenibilità energetica  è diventato l’icona che domina lo skyline di Rotterdam ai piedi dell’ Erasmus Bridge, all’interno del paesaggio urbano del porto di Rotterdam.

De Rotterdam – Rotterdam -Rem Koolhaas OMA – ©OMA

La città contemporanea ha più bisogno di quanto sembri di pazzi e di visionari. E la follia dei surrealisti, che la realtà addirittura la facevano sorgere da continui rimbalzi della fantasia, può portare, alla fine, a un metodo di progettazione molto più realista di quelli prospettati dagli orizzonti limitati degli aridi pragmatisti.Rem Koolhaas (Bigness)

La Casa della Musica a Oporto. è uno degli edifici più emblematici di Porto e fu costruita come parte del progetto Porto 2001: Capitale Europea della Cultura. La sua costruzione fu completata soltanto nel 2005.

La relazione con la città è più ideale che avvertibile: il volume infatti è intagliato come un diamante riprendendo alcune delle direttrici circostanti, ma l’intenzione di Rem Koolhaas  era quella di fare di questa nuova realizzazione il prototipo della nuova città, in opposizione, ma anche in dialogo con la Porto più vecchia affinché dalla contiguità possa nascere un incontro positivo tra due modelli distinti di città.

Casa della Musica – Oporto – panoramica ©OMA

La Casa della Musica si presenta  come un poliedro irregolare fortemente caratterizzato dalle sfaccettature e dal colore bianco, tipico tra l’altro degli edifici del famoso architetto portoghese Alvaro Siza al quale Rem Koolhaas  ha voluto in questo modo riferirsi e rendere omaggio.

Isolato dal contesto urbano la Casa da Musica è un edificio assolutamente ed incredibilmente innovativo nel suo genere, in particolare nella scelta di colori e materiali.

La stessa frequentazione di questo nuovo spazio consente ai visitatori di fruire in modo nuovo gli spazi urbani, scoprendo scorci alternativi in un costante richiamo con gli altri punti di riferimento del tessuto urbano.

È l’unica sala concerti al mondo con due pareti realizzate interamente in vetro ondulato e, in omaggio alla tradizione portoghese, una parte dell’interno è decorata con azulejos, la tipica piastrella smaltata e dipinta e con arredi portoghesi della metà del ‘700.

Di conseguenza, il suo auditorium da 1.300 posti risulta inondato dalla luce che proviene sia da dietro il podio sul quale l’orchestra è collocata sia dalla parete alle spalle del pubblico.

[…]  continua…

Per saperne di più:

https://oma.eu/partners/rem-koolhaas

https://it.wikipedia.org/wiki/Rem_Koolhaas

https://www.giusybaffi.com/decostruttivismo-architettura-spazio-in-evoluzione/

 

Rif.: www.archdaily.com    www.theguardian.com  

 

Bibliografia:

Rem Koolhaas, Elements of Architecture – Taschen

Rem Koolhaas and  Bruce Mau, S, M, L, XL – The Monacelli Press

Roberto Gargiani, REM KOOLHAAS/OMA – Editore Laterza

A.A.AV.V. Editoriale Domus

 

©Giusy Baffi 2021 – https://www.giusybaffi.com/

© Le foto sono state reperite, a titolo esplicativo,  da libri e cataloghi d’asta o in rete e possono essere soggette a copyright. L’uso delle immagini e dei video sono esclusivamente a scopo esplicativo. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo. Qualora la pubblicazione delle immagini violasse eventuali diritti d’autore si prega di volerlo comunicare via email e saranno prontamente rimosse.

Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Il suo interesse è l’Arte a tutto tondo. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.

La sua passione è la fotografia, ha vinto il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013, le sue foto sono state pubblicate su prestigiose riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalisti e su alcuni siti professionali. Le sue foto sono state presentate ad una mostra personale e a diverse mostre fotografiche collettive nazionali, alla mostra itinerante “Come look my town” organizzata dal gruppo Archiminimal  che in 10 mesi ha toccato le più prestigiose piazze italiane, a mostre internazionali ad Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Barcellona, Atene, Vienna, Belgrado, Lisbona, al MIA Photo Fair di Milano 2018 e al  MIA Photo Fair di MIlano 2019, MIA Photo Fair 2020 (attualmente sospesa). Sempre nel 2020 una sua foto è stata selezionata per la mostra Humans in Architecture del gruppo  Archiminimal a Roma è risultata finalista al Concorso Siena International Photo Awards 2020, terza classificata al Prix de la Photographie Paris 2020.

www.giusybaffi.com

 

 

 

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