Il premio RaM Sarteano, un’occasione di riflessione sulla fotografia

ArteVitae torna oggi ad occuparsi del premio RaM Sarteno edizione 2017, organizzato con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese che ha dato vita ad una mostra fotografica inaugurata sabato scorso presso l’incantevole Castello di Sarteano, cui non potevamo proprio mancare. Protagonisti dell’inaugurazione, oltre ai due vincitori del premio cui la mostra è dedicata, Raffaele Montepaone e Marshall Vernet, il Sindaco e l’Assessore alla Cultura della graziosa cittadina senese, Francesco Landi e Flavia Rossi, l’ideatore e Direttore del MiA Photo Fair, Fabio Castelli e il Presidente dell’Archivio Fotografico Italiano Claudio Argentiero.

di Luigi Coluccia

Una meravigliosa giornata trascorsa a stretto contatto con le bellezze paesaggistiche e le specialità culinarie della Toscana è stata solo il pretesto che mi ha fornito l’occasione per partecipare ad un evento davvero interessante, l’inaugurazione della bipersonale dei due vincitori del premio RaM Sarteano nato in collaborazione con il MiA Photo Fair, dedicata nell’edizione 2017 a Raffaele Montepaone e Marshall Vernet.

Sarteano si presenta immediatamente al visitatore in tutta la sua bellezza, la posizione collinare poi ne accresce il fascino, offrendo scorci incantevoli. L’accoglienza della cittadinanza è quella tipica toscana, goliardica e gioiosa, con aneddoti simpatici regalati immediatamente a vantaggio di rapporti che si instaurano subito e forti.

Dopo un breve tratto in salita, percorrendo un vicolo molto caratteristico, dalla piazza del paese si ha accesso al Castello, preziosa risorsa che il Comune ha saputo valorizzare come meglio non avrebbe potuto. Ma di questa storia parleremo un’altra volta, abbiamo infatti strappato una promessa al Sindaco Francesco Landi, circa un approfondimento su quella che ci è parsa essere un’attenzione davvero molto lodevole e lungimirante nei confronti del mondo della cultura, evidenziata nella sua azione di governo della città. Oggi ci soffermiamo invece su alcune considerazioni circa la fotografia ed il suo futuro, considerazioni rimarcate dai protagonisti dell’evento in maniera molto chiara e condivisibile.

Nella società globalizzata, la fotografia ha risentito di una nuova tendenza all’eccesso. Oggi tutti sono fotografi, come sottolineato dal Presidente dell’Archivio Fotografico Italiano, Claudio Argentiero. La fotografia infatti è inflazionata come mai nella sua storia. Emergere quindi, in questa massificazione di proposte risulta ancora più difficile di un tempo. Prima bastava molto meno per distinguersi, oggi ci vuole molto più tempo ed anche forse una certa dose di fortuna nell’essere notati nel mare magnum di proposte esistenti.

La mia personale sensazione, a margine della cerimonia d’inaugurazione cui ho assistito, è che il futuro della fotografia sembra essere in buone mani.

Questo perché quando si dà vita ad una manifestazione come il MiA Photo Fair, ideato e diretto da Fabio Castelli con la finalità di scoprire e promuovere nuovi talenti;

quando un Comune, Sindaco e giunta in testa, intuisce la potenzialità della fotografia come forma d’arte moderna, lanciando l’operazione RaM-Rocca Manenti Art con l’idea di fare del poderoso castello senese un contenitore d’arte;

quando infine un’importante “istituzione” del mondo fotografico come l’Archivio Fotografico Italiano del Presidente Claudio Argentiero si pone a garanzia della memoria storica e al contempo della valorizzazione dei giovani talenti;

allora si assicura la nascita e lo sviluppo di sinergie davvero efficaci, i cui risultati non possono che essere quelli tangibili a Sarteano sabato scorso, dove si poteva respirare la capacità di saper mettere a fattor comune le enormi potenzialità organizzative di ognuno dei soggetti in campo.

Cultura che aleggiava con la piacevole brezza collinare del tardo pomeriggio toscano, cultura che si respirava in tutte le opere in mostra. Dopo la piacevole ed interessantissima presentazione dell’iniziativa da parte dei protagonisti infatti, siamo stati introdotti alle bellezze del Castello, nelle cui stanze erano contenute le opere d’arte in mostra. Già, perché queste immagini non possono essere considerate mera fotografia ma vere e proprie opere d’arte. Quelle di Raffaele Montepaone, indiscutibilmente legate ad un territorio ed alla sua lettura molto particolare, quelle di Marshall Vernet invece, ad una visione molto personale della realtà che ci circonda, rappresentata da un utilizzo magistrale della luce e dei contrasti.

© Raffaele Montepaone © Marshall Vernet

Entrambe le esposizioni sono caratterizzate da un Bianco e Nero che non può che essere retaggio di un passato dedicato alla pellicola. Nessuno infatti che non venga dal mondo analogico potrebbe mai concepire tali sfumature e tali realizzazioni. Convincenti e davvero incredibili, le opere di questi due artisti hanno conquistato il cuore dei tanti intervenuti.

Trait d’union delle due proposte, la progettualità, quell’elemento, unito al talento, in grado di consentire a questi due artisti di emergere e distinguersi. Bisognerebbe tornare ad una fotografia che sia pensata, che abbia alle spalle un retaggio culturale in grado di fare la differenza. Come avevo già avuto modo di scrivere qualche giorno fa infatti: quando la fotografia non è semplice descrizione della realtà, quando non cerca di specchiarsi nel tentativo di scoprirsi bella agli occhi di chi la guarda, ma ha un’anima, uno spessore, una forza interiore che ammalia, che cattura e coinvolge, allora siamo di fronte ad un’opera d’arte.

Bisognerebbe inoltre tornare a stamparle le fotografie, ed anche di fronte a questa semplice affermazione sentita molte volte, si è aperto un mondo. Da una parte, l’incredibile professionalità di Fabio Castelli che ci ha introdotto alla stampa d’autore, quella in cui operano una serie di tecnici molto talentuosi che contribuiscono a promuovere il talento di un artista attraverso il loro raffinato lavoro di stampa. Talento che promuove talento quindi, carte fotografiche pregiate, tecniche realizzative davvero all’avanguardia. Dall’altra, il Presidente Argentiero che invece ha ribadito con una forza ed una convinzione davvero encomiabili, tradendo un’enorme passione per la fotografia e per il suo lavoro, che purtroppo le fotografie non solo non si stampano più ma a volte quelle realizzate nel passato, alla morte del fotografo che le aveva scattate, nel tempo vengono disperse quando non buttate via.

L’attività instancabile dell’archivio che presiede è quella che riguarda la promozione dei nuovi talenti, in occasione di manifestazioni internazionali come il Festival Fotografico Europeo, ma anche quella non meno importante del recupero dell’incredibile patrimonio fotografico amatoriale. Questo poi, viene catalogato e datato a seconda della carta utilizzata per la stampa ed altre particolarità. ArteVitae si occuperà anche di questa incredibile opera dell’Archivio Fotografico Italiano. Abbiamo infatti strappato al Presidente la promessa di un’intervista da realizzare direttamente con lui per approfondirne l’importante e preziosa opera.

Non posso che concludere facendo quindi i miei personali complimenti a tutte queste meravigliose e preziose risorse della fotografia italiana che hanno inaugurato la kermesse di sabato scorso, augurando loro di mantenere la lungimiranza ed il forte carattere che hanno fin qui dimostrato. Per il bene della fotografia come forma d’arte moderna, perché da questa fase, che considero un passaggio inevitabile per i nostri tempi, possa davvero tornare a volare alto, attraverso un’instancabile e permanente opera di progettualità, che dia  vita a nuove ed interessanti proposte che riescano a distinguersi, elevandosi.


Raffaele Montepaone Fotografie
Marshall Vernet Images

 

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