Il mondo della pubblicità e dell’illustrazione del primo ‘900: le riviste illustrate

Il mondo della pubblicità e dell’illustrazione del primo ‘900 è l’affascinante e nostalgico argomento di cui oggi si occupa ArteVitae. Un meraviglioso viaggio attraverso le illustrazioni di libri e riviste dell’epoca. Un tuffo nel passato che, attraverso i ricordi, ci riporta ad un tempo che fu e che ahimè, non tornerà più.

di Giusy Baffi

Un settore particolarmente presente ai primi del ‘900 è rappresentato dalla decorazione di libri e riviste. Libri illustrati ma anche riviste e giornali diventano rapidamente una delle palestre più importanti per pittori e giovani artisti. La moda del libro illustrato esplode nel decennio 1920-1930 in pieno periodo decò, nascono le prime forme di quello che sarà in seguito definito “libro d’arte”, si utilizzano carte preziose e raffinate e si studiano nuove tecniche d’illustrazione. Ritorna l’uso della tecnica del pochoir ovvero colorare a mano, mediante l’uso di mascherine di cartone, stampe il cui contorno è ottenuto mediante l’impressione di una lastra di zinco o di rame.

Paul Poiret è una delle figure più emblematiche nel mondo della moda di quel periodo, colui che ha inventato graficamente lo stile decò. Influenzato dai movimenti artistici innovatori della Wiener Werkstette di Vienna e della Arts and Crafts inglese, fonda a Parigi l’Atelier Martine (1912-1929).

Una vera e propria fucina di nuove idee nella moda e nei tessuti, nonché una grande scuola di design nella quale si succedono importanti pittori come Duffy, Paul Iribe, George Lepape e poi Erté ,  Robert Bonfils, Zamora e Marty che daranno vita con le loro opere a periodici come la Gazette du Bon Ton che, insieme al Journal des Dames et de Modes, rappresenterà il massimo portavoce dell’eleganza e del gusto francese.

Questa moda ha risonanza mondiale al punto che anche Vogue, la rivista statunitense fondata da Arthur Turnure nel 1892 e acquistata da Condé William Nast nel 1909, negli anni venti si avvale per la sua pubblicità di due importantissimi illustratori americani, George Wolfe Plank (1883-1965)  e Helen Dryden  (1887-1981)

Gli illustratori europei più rappresentativi

 

Il francese Achille Luciano Mauzan (1883-1952) ha al suo attivo circa 1500 locandine di film, prodotte tra il 1909 e il 1913, nonché un numero enorme di cartelloni pubblicitari, commissionati da società francesi, argentine e italiane per la loro pubblicità.

Lo spagnolo Maximo Ramos (1880-1944) lavora con diverse riviste dell’epoca, inizialmente con Correo Gallego, fondato nel 1878 e divenuto il quotidiano più importante di Santiago di Compostela in Galizia. Ramos diventa uno dei maggiori illustratori ed incisori dell’epoca e il suo stile riflette le influenze della corrente inglese coeva dell’Arts and Craft  inglese nonché quella della stampa giapponese allora in voga in Europa per le raffigurazioni femminili. Dopo aver lavorato negli Stati Uniti, Messico, Cuba e Argentina, torna in Spagna collaborando come pubblicitario e illustratore con le più importanti riviste: Blanco y Negro, La Esfera, El nuevo mundo.

Ramos Blanco y Negro. Renacimiento 1917

E’ spagnolo anche Salvador Bartolozzi Rubio (1882-1950): pubblica i sui primi disegni a quattordici anni per la rivista Nuevo Mundo. Come tutti gli artisti dell’epoca, inizia la sua formazione artistica a Parigi illustrando il libro di Jean Lorraine Propos D’Ames Simples, al suo rientro in Spagna è nominato nel 1915 direttore artistico dell’Editorial Calleja diventandone anche il più importante illustratore.

Bartolozzi Editorial Calleja

Narciso Méndez Bringa (1868-1933) spagnolo, deve la sua popolarità alle illustrazioni  che realizza per le fiabe di Christian Andersen rendendo famosi e particolarmente apprezzati  in Spagna questi racconti. A seguito di questo successo inizia una proficua collaborazione con l’editore Calleja, per la rivista La ilustracion espanola y americana e per Blanco y Negro nella quale illustra novelle e racconti.

Méndez Bringa Blanco y negro

Non ultimo per importanza, tra gli spagnoli è Ramòn Casas (1866-1932), oltre che pittore famoso per i suoi ritratti e caricature dell’alta società di Barcellona, è anche disegnatore grafico e cartellonista pubblicitario e diffonde ampiamente il movimento modernista.

 

La pubblicità, sia come illustrazione grafica che cartellonistica, riesce quindi ad entrare nelle case ed arredare il paesaggio urbano con delicatezza, mostrando spesso anche i tratti e le curve disegnate di giovani donne sorridenti e ingenuamente ammiccanti, con la leggera ipocrisia di quell’epoca ma sicuramente con tanta grazia e buon gusto.

 

Note biografiche sull’autrice

Giusy Baffi, dopo essersi occupata per vent’anni dell’azienda di elettronica professionale industriale nella quale era socia, dal 2000 si occupa attivamente di antiquariato diventando perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse riviste di settore con una sua rubrica mensile “L’esperto risponde” e scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, vincendo il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013 e con pubblicazioni di sue foto su Vivimilano/Corriere della Sera, Ulisse Alitalia Magazine, Vogue e Nikon Magazine.

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