Piet Mondrian e la lucida coscienza dell’arte moderna

Piet Mondrian e la lucida coscienza dell’arte moderna. Omaggio al pittore astrattista olandese, famoso per le forme geometriche dipinte con i colori primari.

Nel nostro viaggio attraverso le Avanguardie artistiche del ‘900, oggi ci soffermiamo su Piet Mondrian, pittore con un background figurativo, rimasto affascinato dal Cubismo durante un suo viaggio nella Parigi del 1911, verso il quale manterrà tuttavia  un atteggiamento critico in quanto intimamente convinto che non riuscisse ad estremizzare la razionalità e la sintesi.

di Alessandra Cellanetti

La sintesi degli elementi rappresentativi è stato il leitmotiv del suo lento processo creativo, sempre di natura empirica, improntato ad una sorta di depurazione della realtà, il cui risultato finale è l’essenziale.

L’evoluzione del percorso artistico di Mondrian si evince dall’analisi di alcuni suoi lavori in cui l’albero è l’unico soggetto rappresentato. Le tappe cronologiche di questa evoluzione avvenuta fra il 1908 e il 1912, ci fanno attraversare varie fasi artistiche quali quella naturalistica, quella Liberty, quella Fauve, sino ad arrivare a quella Cubista che è il preludio al passaggio definitivo a quella Cubista Astratta, confermando il principio a lui caro che la realtà ha un valore assoluto, raggiungibile solo esautorando l’oggetto dalle sue caratteristiche individuali.

Nel 1917 fonda con Theo Van Doesburg la rivista De Stijl, inaugurando il primo numero con un lungo saggio sulla “nuova plastica della pittura”. Gli scritti che ci ha lasciato sono numerosi, ciò nonostante la sua convinzione è sempre rimasta quella della rigorosa assenza teorica, perché solo “facendo” l’arte si poteva costruirne la teoria.

Composition with Red, Blue and Yellow – Piet Mondrian 1930

Tutta la pittura di Mondrian si muove su elementi geometrici basilari quali la linea e il piano abbinati all’uso dei colori primari. Questi elementi sono indispensabili per ristabilire un ordine ed un rigore reale nel disordine del mondo oggettivo e per soddisfare la sua esigenza di eliminare tutti i residui passionali e individualistici rappresentati in passato con uno stile decorativo costituito da linee curve e volute. L’uso del colore puro ed uniforme rappresenta inoltre il superamento della pennellata emozionale e di ogni approssimazione della realtà.

Broadway Boogie Woogie – Piet Mondrian, 1942

Dopo la rottura nel 1925 con Van Doesburg si conclude anche la collaborazione con il movimento “De Stijl” e Mondrian si avvicina al Bauhaus di Gropius, la corrente artistica che rappresentava ormai il centro delle esperienze astratte. Mondrian vi trova molti punti in comune, fra cui quello, forse un po’ utopistico, della responsabilità culturale e morale dell’artista, capace di risolvere i problemi della società attraverso la razionalità.

Questa capacità di sintesi permise all’artista di influenzare il mondo dell’architettura nella valutazione degli spazi, nella progettazione ma soprattutto nelle planimetrie, un’eredità di cui quest’ultima ancora oggi subisce il fascino.

Piet Mondrian – Biography, paintings and quotes

MoMA – Piet Mondrian – La collezione

Wikipedia – Piet Mondrian

 

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