Piero Mollica e il dettaglio architettonico in grande formato

Piero Mollica è un fotografo professionista che realizza reportage di carattere sociale ed architettonico. Presenza assidua del MIA Photo Fair ha presentato anche quest’anno il suo lavoro fotografico sui particolari architettonici che realizza in grande formato.

di Giusy Baffi

E’ sempre un piacere visitare lo stand di Piero Mollica al Mia Fair, una presenza assidua ad ogni edizione di questa Fiera. Fin dalla prima edizione del Mia venivo inevitabilmente attratta dalle sue foto, realizzate in grande formato, che ritraevano particolari architettonici moderni. Mi ha subito intrigato il suo modo personalissimo di leggere l’architettura, una maniera molto interessante soprattutto per me, che nel mio molto piccolo amo fare questo tipo di scatto.

Pudong, 2014 © Piero Mollica

Piero Mollica è una persona aperta, ottimista, disponibile, che si sofferma a lungo raccontando l’origine di ogni suo scatto. Dettagli di architetture isolati, assemblati, riflessi, esaltati nei colori dove l’uomo è raramente inserito, quasi fosse un corpo estraneo fagocitato dall’architettura stessa. Un modo di fotografare molto vicino alla filosofia di ArchiMinimal.

Ma è meglio riportare quanto ha scritto di Piero Mollica il critico fotografico e giornalista Roberto Mutti, che da oltre trent’anni collabora come critico fotografico delle pagine milanesi del quotidiano La Repubblica.

“La ricerca che Piero Mollica ha realizzato sul tema dell’architettura consiste principalmente nel trasformare l’immagine partendo dalla consapevole rinuncia alla sua descrizione. L’operazione è tutt’altro che semplice perché, essendo la fotografia d’architettura nata storicamente come realizzazione di una rappresentazione realistica, occorre indurre l’osservatore a superare la barriera psicologica della riconoscibilità immediata.

Di fronte a queste immagini, infatti, non bisogna chiedersi di che cosa si tratta ma lasciarsi guidare perché il fotografo ci invita a compiere il suo stesso percorso visivo che non altera nulla ma semplicemente sa osservare la realtà da tutti i possibili punti di vista. Questa capacità di andare oltre, che è propria della filosofia delle Avanguardie Storiche, non implica la creazione dal nulla di un mondo nuovo ma la realizzazione di un progetto visivo dove nuovo è il modo di analizzare l’esistente.

Per quanto realizzi composizioni che hanno il rigore in genere ottenuto da riprese in banco ottico, Piero Mollica preferisce lavorare con macchine di piccolo formato che gli consentono di muoversi con scioltezza per assecondare le sue ricerche. Non si tratta di un’operazione semplice perché le architetture hanno già una loro anima costituita dal pensiero di chi le ha progettate e dalla perizia di chi le ha costruite, ma è in tal modo che il fotografo scopre una ulteriore vitalità.

Attraverso il mirino della sua reflex taglia, esalta particolari, crea prospettive inedite, sottolinea simmetrie per poi proporci le sue alchimie sempre sorprendenti come quando usa la luce per negare la varietà dei colori in visioni monocromatiche capaci di evocare le sfumature tonali del bianconero.

Non c’è in queste opere l’inganno della manipolazione ma il richiamo classico ai maestri del Costruttivismo e del Futurismo rivisitati con l’immediatezza di chi sa utilizzare il mezzo fotografico per affascinare l’osservatore e condurlo là dove non se lo sarebbe aspettato.” © Roberto Mutti

Dopo un testo critico del genere non rimane che osservare ed ammirare queste particolarissime foto, scattate in ogni parte del mondo.

Piero Mollica – Galleria fotografica

 

© Pietro Mollica

© Galleria Riccardo Costantini Contemporary

Per saperne di più:

Piero Mollica – Websitte

Recontemporary. Art and Design talks

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: