Pattern geometrico: i corpi di Roger Corona

Incontro con il fotografo Roger Corona, autore di un portfolio che sigilla con creatività e grande immaginazione la visione dei corpi, dalla materia alla forma, piegando la tecnica a favore di un risultato di grande effetto estetico. #artevitae

di Rita Manganello

Nell’ampio panorama della fotografia italiana non mancano gli ambasciatori di stile che arricchiscono questo settore chiave della comunicazione con opere di interesse rilevante.
A mio parere è bene fare il punto in un ambito frequentatissimo, quello della fotografia, oggi afflitto dai malesseri generati dalla massificazione di cui è oggetto questa bella disciplina, che si evidenzia in una progressiva perdita di quella singolarità premessa di  ogni buon lavoro fotografico.
L’autore di cui parlerò è Roger Corona, professionista della fotografia, un autore di gran classe che ha compiuto un vero e proprio percorso vocazionale. (sito web e profilo social del fotografo visitabili a questi link)

Leggo nella sua biografia il racconto di un esordio di disarmante semplicità:

Con l’incoscienza e l’ingenuità tipiche di chi inizia a muoversi in un mondo che non conosce, mostrai ad alcuni fotografi milanesi (nientemeno che l’art director e artista Flavio Lucchini e il fotografo Fabrizio Ferri) quello che avevo nel mio scarno portfolio. Ancora oggi non so se sia stato coraggio o incoscienza. Erano tutte immagini per nulla accattivanti, semplicemente alberi o particolari di paesaggi toscani, oltretutto stampate male. Insomma tutto faceva intuire la mia ignoranza nel settore e la lunga strada che avrei dovuto percorrere per imboccare quella nuova professione. RC

Nato a Marsiglia nel 1949 da genitori italiani, Corona abbandona a 33 anni un’avviata carriera come dirigente Fiat e dalla Toscana si trasferisce a Milano dove inizia la professione a Superstudio, una rinomata struttura di studi fotografici operanti nel campo dei servizi di moda. Una breve esperienza che non lo soddisfa pienamente; nel 1984 ha luogo l’incontro epocale con Giovanni Gastel, che segnerà il nuovo corso della sua attività di fotografo.

Roger Corona ritratto da Giovanni Gastel

Gastel, insigne fotografo milanese di moda e still life, presidente onorario di AFIP, Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, invita  Corona a lavorare con lui per alcuni mesi: una collaborazione e un’amicizia che farà crescere la fiducia del nostro autore, cui farà seguito l’apertura di uno studio tutto suo.

La liquidazione della Fiat mi è servita per comprare l’attrezzatura, ma poi l’ho lasciata imballata sul pavimento. Fu Gastel che venne a trovarmi, ad aprire i primi scatoloni dandomi così il coraggio di fare quel passo folle di reinventarmi la vita e ripartire da zero. RC

Premessa indispensabile per introdurre l’accesso al regno della forma, all’interno di una ricerca fotografica personale che è la naturale continuazione artistica del suo lavoro professionale. Parliamo di Pattern Geometrico, una serie di immagini in mostra allo Spazio Kryptos a Milano, nel mese di marzo. Pattern Geometrico è, per definizione, la modalità scelta dall’autore per rappresentare la corporeità.

I corpi di Roger Corona, presi nella loro interezza o nelle parti, particolari anatomici privati della loro ingombrante materialità, rarefatti esempi di una sinuosa bellezza, si mostrano ai nostri occhi in una visione comunemente definita nudo artistico, che beneficia di un lavoro accurato sulla forma, ben rilevabile negli effetti chiaroscurali e nella scelta delle inquadrature.

L’essenzialità dell’opera che ne costituisce la cifra, risiede nell’impiego sapiente dei fondamentali della buona fotografia, unitamente alla cultura del fotografo che lo orienta nelle scelte espressive.
In una intervista sul tema, alla domanda “Cosa trasforma il corpo in arte”, l’autore ci rivela qual è la sostanza che rende possibile questa trasformazione: “L’immaginazione assoluta, la capacità di vedere le cose che altri non vedono”: la sensibilità del fotografo alimentata da un’interiorita fertile dalla quale scaturisce l’atto generativo.

Fare fotografia è, a mio avviso, saper filtrare, eliminare il superfluo e portare all’attenzione dell’osservatore l’essenza del soggetto; ciò non avviene per semplice sottrazione ma grazie a una raffinata combinazione di linee e volumi che si fondono in una spazialità fluida.
Sorprende come una materia fredda qual è la geometria riesca a convertirsi in una melodia per immagini che attinge alla limpidezza scultorea delle grandi opere del passato, delle quali Roger Corona è ammiratore; infatti la sua provenienza fiorentina e, di conseguenza, la frequentazione di piazza della Signoria, è ampiamente complice di questo processo.

Durante le sessioni sono sempre alla ricerca dell’inquadratura giusta, e attraverso l’obiettivo riesco spesso a pensare anche all’impianto grafico. Vedo il risultato finale dell’opera. Nel mio lavoro alla ricerca costante delle forme a volte dimentico persino il soggetto: tuttavia le donne e gli uomini che ho ripreso non sono mai solo strumenti per la mia creatività: sono prima di tutto persone. Non recitano una parte, ma si rivelano. Direi che si mettono a nudo nel senso più ampio del termine. La foto d’arte non è casuale, è un processo di raffinazione dello sguardo. RC

Sintonia tra autore e modelli: un intreccio significativo che fa sicuramente parte del gioco, sobria manifestazione di un potente eros fotografico.


[Ndr]: Tutte le immagini contenute in questo articolo sono coperte dal diritto d’autore e sono state gentilmente concesse da Roger Corona© ad ArteVitae per la realizzazione di quest’articolo.


Chi è Rita Manganello – Note biografiche

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale. Si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi e collabora con la rivista online Note Fotografiche.

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