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Nuova scoperta archeologica ad Appia Antica, gli esperti: “È un qualcosa di straordinario”

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Paola S.

Nuova scoperta archeologica, dalla fondamenta di un edificio riaffiora una testa di marmo, si tratta presumibilmente di un Dio

Una nuova scoperta archeologica che è stata fatta ad Appia Antica. Nello specifico durante gli scavi nella basilica paleocristiana di Santo Stefano, in via Latina è stato trovato il volto maschile di marco, con ogni probabilità si tratta di una divinità ed ha lunghi capelli che sono divisi da una riga, si intravedono gli occhi e anche la barba.

Nuova scoperta archeologica ad Appia Antica:, gli esperti: “È un qualcosa di straordinario” (Artevitae.it)

Purtroppo, il reperto scoperto si trovava nelle fondamenta dell’edificio, insomma un luogo insolito per un tesoro di questa portata, ma andiamo con ordine e capiamo meglio di cosa si tratta.

La nuova scoperta archeologica fatta ad Appia Antica

È sempre bello sapere che la nostra terra fa riemergere di tanto in tanto, con l’aiuto degli studiosi, dei reperti dal valore inestimabile. Questo è anche quello che è accaduto nell’Appia Antica, come abbiamo detto si tratta del volto maschile di marmo un uomo, durante degli scavi è riemerso e si trovava nelle fondamenta dell’edificio. Purtroppo, tutto questo lo ha portato ad essere ricoperto da un materiale molto duro che rende difficile tutto il lavoro per accertarne la datazione, l’identificazione.

La nuova scoperta archeologica fatta ad Appia Antica (Foto da Facebook – Parco Archeologico dell’Appia Antica) – Artevitae.it

Gli esperti del settore davanti alla bellezza della scultura sono più proiettati a pensare si tratti di un dio, forse addirittura Giove. Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il restauro aveva dichiarato:La testa è di una fattura particolare, la lavorazione è di altissimo livello: si vede l’uso di uno scalpello a punta fine per le ciocche di capelli”. La scultura con ogni probabilità risalirebbe al secondo secolo dopo Cristo, alta età imperiale, proprio lì vicino era presente una villa Romana.

Solo un terzo del volto è possibile ammirare, come ha dichiarato lo stesso Oliva: “il resto è celato da una malta molto forte e coesa, il che rende difficile identificare la divinità raffigurata. Si ipotizza che sia Giove, ma lo si potrà dire con maggiore sicurezza soltanto dopo aver rimosso lo strato”. La testa, verrà analizzata a Matera, presso la Scuola di Alta Formazione, nello specifico si dovrà capire quali prodotti siano da utilizzare per rimuovere lo strato che ricopre metà volto.

Le operazioni di restauro e pulitura verranno poi effettuate a Roma. Anche il luogo del ritrovamento gioca un ruolo fondamentale, la testa contiene anche diversi blocchi piccoli di marmo e nello specifico come dichiara l’esperto: non è raro che alcune statue o capitelli vengano utilizzati come materiale da costruzione.

Paola S.

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