Norman Foster, Archistar High Tech e l’architettura ecosostenibile -parte seconda-

Per Archistar del nostro tempo, continuiamo il percorso progettuale di Norman Foster,  un grande dell’architettura contemporanea.

di Giusy Baffi

I principi di ecosostenibilità sono parte integrante del suo lavoro, teso a progettare edifici che funzionano a una frazione dell’attuale fabbisogno energetico migliorando la qualità della vita in una città per tutti. Attualmente la Foster & Partens è uno studio globale di architettura, con uffici in tutto il mondo e circa 700 collaboratori tra architetti ed ingegneri,  è tra i primi posti nell’elenco dei maggiori studi di architettura del mondo.

 

Norman Foster

Fin dai tempi di Stonehenge, gli architetti sono sempre stati all’avanguardia nella tecnologia. E non puoi separare la tecnologia dal contenuto umanistico e spirituale di un edificio. –  Norman Foster

 

Commerzbank – Berlino

Edificio geniale dal punto di vista concettuale, la  Commerzbank Tower di Francoforte terminata nel 1997, ha la caratteristica di avere un giardino interno.

Il progetto, a pianta triangolare, ha la torre centrale destinata all’illuminazione ed al condizionamento, finalizzata alla ricerca di un quasi totale  risparmio energetico.

Commerzbank Progetto – Berlino

Sui tre lati insistono gli uffici intervallati, a piani alterni, da giardini che aumentano ed ottimizzano la circolazione dell’aria e della luce creando un microclima ottimale. Le grandi superfici vetrate prodotte da un doppio pannello termico apribile in una delle parti, consentono una visione multipla sia verso l’interno che verso l’esterno.

Commerzbank – Interno – Berlino

 

Il 2004 è l’anno dell’inaugurazione del 30 St. Mary Axe, diventato un’icona dell’architettura londinese per la sua forma caratteristica a cono arrotondato, dovuta principalmente per risolvere problemi di staticità e universalmente conosciuto come Gherkin (cetriolo).

30, St. Mary Axe – Gherking – Londra

La forma conica aerodinamica e le facciate ventilate con pozzi di luce che salgono a spirale lungo la costruzione, ottimizzano l’illuminazione naturale e riducono il consumo energetico dell’edificio.

Il Gherkin, è alto 180 mt. per un totale di 41 piani, ogni piano ha una rotazione di 5 gradi rispetto al piano sottostante.

30. St. Mary Axe – Gherkin – Rotazione dei piani – Londra –
30, St. Mary Axe – Gherkin – Particolare aperture finestre – Londra

La parte più larga della circonferenza è di 178 metri mentre il piano più esteso è il 16° di 1816 metri quadrati; per la sua costruzione sono stati usati 35 chilometri di acciaio; è rivestito da 7.429 doppi pannelli di vetro, a forma di diamante l’equivalente di 3 campi di calcio. E’ dotato di 792 finestre che si aprono e si chiudono meccanicamente in base alla luminosità esterna.  L’aria viene incanalata con un sistema a sandwich, attraverso due strati di cristalli che isolano lo spazio esterno da quello interno, attraverso questo doppio strato l’aria calda fuoriesce dall’edificio in estate mentre d’inverno interviene un sistema di riscaldamento a pannelli solari. L’unica superficie in vetro ricurva è quella della cupola panoramica.

30, St. Mary Axe – The Gherkin – Interno – Londra

 

The Berlin Brain, inaugurato nel 2005, è un edificio concepito per contenere i 700.000 volumi della Libera Università di Berlino. E’ posizionato in collegamento con la precedente costruzione universitaria progettata,  dall’architetto e designer francese Jean Prouvé.

The Berlin Brain – Biblioteca della Libera Università di Berlino –

La struttura è a forma di bolla all’interno della quale vi è la stessa uniformità di illuminazione. Concepita come il Gherkin londinese, anche questa struttura ha la parte esterna in vetro trasparente montato su alluminio, sempre con i pannelli orientabili in base alla luce. Un altro dei principi fondamentali dell’architettura di Norman Foster  è quello di non far appoggiare l’involucro esterno della struttura alla parte interna, lasciando quest’ultima come sospesa e costituita da piastre aggettanti indipendenti dalla copertura, piastre variamente sagomate in modo da creare un elemento plastico all’edificio, particolarmente suggestivo alla sera.

The Berlin Brain – Interno – Biblioteca della Libera Università di Berlino –

 

Come architetto, progetto per il presente, con una consapevolezza del passato, per un futuro che è essenzialmente sconosciuto. –   Norman Foster

Un’altra sua realizzazione, terminata nel 2006, è la Hearst Tower a New York. In questo caso era necessario costruire conservando l’edificio in stile decò esistente. Mantenendo intatti solo i muri perimetrali, inserisce al suo interno una torre di 42 piani completamente vetrata, concepita sugli stessi principi del Gherkin di Londra. Tutta la costruzione poggia su enormi puntoni inclinati, la struttura è lenticolare, a triangoli isosceli.

Hearst Tower – New York

L’enorme hall, alta 4 piani,  è costituita dai muri perimetrali del vecchio edificio con al centro l’imponente scala mobile, che da funzionale per i flussi di persone si trasforma in elemento decorativo, unitamente a delle doppie cascate ai lati.

Hearst Tower – Hall con cascate -New York
Hearst Tower – Hall – New York

 

Per la  James H. Clark Center Stanford University in California (2003), Foster concepisce una serie di organismi  impostati a U, in modo da creare un luogo centrale d’incontro e socializzazione per gli studenti. Le tre ali sono interamente aggettanti verso la corte interna, il rivestimento è con verniciatura in bronzo in modo da dare una nota cromatica.

James H. Clark Center Stanford University – California –

 

Foster ha raggiunto ciò che nessun altro architetto è stato in grado di fare: ha ripensato l’aeroporto da zero e l’ha fatto funzionare.  The New Yorker magazine

Terminal 3 – Beijing Capital International Airport

Il Terminal 3 dell’aeroporto di Pechino, il Beijing Capital International Airport, inaugurato nel 2008, ha una copertura aereodinamica con elementi che  rimandano alle squame del dragone, inserendosi cos’ allo schema tradizionale cinese, l’interno a bolla ha effetti scenografici creati dal gioco di lastre delle tettoie.

Terminal 3, Interno – Beijing Capital International Airport
Terminal 3, Interno – Beijing Capital International Airport

 

Il McLaren Technology Centre, nel Surrey in Inghilterra, realizzato nel 2011, viene concepito con un’architettura a forma di mezza luna che si affaccia sul lago tramite pareti vetrate. Il tetto è una copertura piana completamente a sbalzo. Elemento caratterizzante è la struttura impostata su pilastri in tubolare d’acciaio, completamente aperta verso l’esterno.

McLaren Technology Centre -Surrey –

I passaggi all’interno simulano nella forma una pista totalmente sganciata dalla struttura perimetrale.

McLaren Technology Centre, Interno -Surrey –

 

Penso che non si debba mai smettere di imparare. – Norman Foster

Inaugurato nell’aprile del 2017, l’avveniristico Campus Apple di Cupertino, ideato da Steve Jobs e realizzato da Norman Foster, la cui architettura ha una forma circolare ad anello, il tetto, completamente nero, ospita un impianto fotovoltaico da 17 megawatt, una delle più grandi installazioni di pannelli solari in loco al mondo rendendo il Campus completamente autonomo. L’intera superficie, su quattro piani, è di 260.000 metri quadrati ed è totalmente immerso in 71 ettari di verde.

Campus Apple – Cupertino

 

Di prossima inaugurazione è lo Zayed National Museum sulla nuova isola Saadiyat ad Abu Dhabi, che diventerà il Polo Culturale degli Emirati Arabi.

Si tratta di un  Museo dedicato alla Storia e Cultura degli Emirati, anche in questo caso Foster vuole coniugare forme contemporanee con la tradizione architettonica araba, egli concepisce questa costruzione con  cinque torri inclinate realizzate in acciaio leggero.

Sfruttando lo stesso principio di ventilazione delle antiche Torri del Vento iraniane, riesce a rendere questa nuova realizzazione con un impatto energetico quasi nullo.

Torre del vento –

La forma delle torri è ispirata alle ali dei falchi secondo l‘antica tradizione araba della falconeria.

Sheikh Zayed National Museum – Abu Dhabi

La leggerezza delle strutture esterne in acciaio è bilanciata dalla monumentalità degli ampi interni scavati nel sottosuolo.

Sheikh Zayed National Museum – Abu Dhabi
Sheikh Zayed National Museum – Abu Dhabi

Tantissime  sono le realizzazioni di questo incredibile architetto, veri e propri capolavori dell’architettura contemporanea, tra queste il Millenium Bridge e la City Hall a Londra, l‘Auditorium di Glasgow soprannominato l’armadillo, l’Opera House di Dallas, il Centro Petronas University in Malesia, la Torre Caja a Madrid, la particolarissima unità residenziale Chesa Futura a St. Moritz, lo Zénith Music Hall di St. Etienne e molte altre ancora.

London City Hall
London City Hall – Interno

 

Altrettanto numerosi sono i progetti, tra questi il Millenium Tower a Tokio, una torre alta 170 piani completamente costruita sull’acqua, una struttura autoportante e controventata.

Millenium Tower – Tokio
Millenium Tower – Tokio

 

Descrivo il processo di progettazione come la punta dell’iceberg. Quello che non vedi è il lungo raggio: tutto l’auditing infinito e cose del genere. –

Norman Foster

Per saperne di più:

Norman Foster – Biografia e opere

Foster & Partners

 

© Fotografie prese dal web soggette a copyright.


Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi, dopo essersi occupata per vent’anni dell’azienda di elettronica professionale industriale nella quale era socia, dal 2000 si occupa attivamente di antiquariato diventando perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, vincendo il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013 e con pubblicazioni di sue foto su Vivimilano/Corriere della Sera, Ulisse Alitalia Magazine, Nikon Magazine, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Ha partecipato a diverse mostre fotografiche collettive nazionali ed internazionali, ed una personale.

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