Non è Francesca. Il nuovo racconto breve di Daniela Luisa Bonalume

Non è Francesca è il nuovo racconto breve scritto da Daniela Luisa Bonalume per la raccolta “Suggestive Evasioni”.

di Daniela Luisa Bonalume

Peynet – Innamorati

Non sapeva di cosa si trattasse, Roberta! Era appena tornata dalla bella serata passata con Paolo, questo nuovo amico che frequentava da un paio di mesi. Si divertiva molto quando usciva con lui. Era un ragazzo, anzi, un uomo, molto sensibile ed ironico. Certo, aveva qualche anno in più di lei, ma ci si trovava così bene che, quando rientrava dopo una pizza o un pomeriggio passato a chiacchierare con lui, lei si sentiva leggera ed appagata.

Quando la riaccompagnava a casa, a piedi o con i mezzi pubblici, perché lui non aveva un’automobile, la salutava con un casto bacio sulla guancia e la ringraziava profusamente per il tempo che lei gli aveva dedicato. Roberta raccoglieva questo bacio con la stessa innocenza con cui le veniva donato. Si sentiva al riparo da qualsiasi aggressione sentimentale. La sensazione che aveva, era quella di un momento di riposo su una nuvola. Paolo la faceva sentire protetta ed importante, e quello che stava intorno a loro spariva come per magia.

Anche quella sera, il tempo passato insieme, era stato molto ben speso. Una lunga passeggiata lungo il fiume con un gelato golosissimo consumato su una panchina sotto i tigli appena illuminati dai lampioni che spuntavano dal sentiero di ghiaia bianca. Avevano parlato e discusso. Toccavano sempre argomenti interessanti e stimolanti. Paolo era un appassionato di teatro. Da qualche anno, ormai, tentava la strada dello spettacolo.

Economicamente non navigava nell’oro, e neppure nell’argento, se era per questo. Quello che riusciva a rimediare come comparsa o come attore in qualche pubblicità, gli consentiva di sopravvivere appena. Una volta pagate le spese di alloggio e vitto, restava davvero poco per le distrazioni. Ma non si lamentava e non demordeva. La sua passione nutriva pienamente il suo spirito, che non avvertiva necessità complementari. Quando non aveva soldi si procurava un buon libro alla bancarella sotto casa e, tempo permettendo, si sistemava su una delle panchine lungo il fiume a leggere.

Queste letture, in seguito, si trasformavano in personaggi che rallegravano le uscite con Roberta, la quale vedeva in Paolo un uomo degno della sua ammirazione e stima, una persona che inseguiva il proprio sogno senza farsi intaccare dalle tentazioni e dagli ostacoli che si affacciavano periodicamente nel suo percorso di vita. Non lo trovava bello e forse lo reputava un po’ troppo avanti con gli anni, per lei, ma era un amico talmente raro, che non le era mai sfiorata per la mente l’idea di rinunciare alla sua compagnia.

Anzi, ogni volta che lui la invitava, Roberta ringraziava la sorte per averglielo sistemato sul proprio cammino. Anche quella sera, quindi, rientrando, si fermò davanti allo specchio posto all’ingresso dell’abitazione nella quale lei viveva con i genitori. Si guardò cercando qualcosa di diverso nel proprio volto, nei propri occhi, qualcosa di diverso rispetto alle serate precedenti. Eppure non era cambiato nulla, non era successo niente di diverso rispetto alle serate precedenti. Roberta si posizionò davanti allo specchio dritta, avvicinò il proprio viso per guardarsi meglio.

-cosa stai facendo lì impalata? – la voce della madre la scosse, Roberta si voltò di scatto sobbalzando e cacciando un urlo isterico.

-e che diamine, mamma, potevi almeno accendere la luce in corridoio, mi hai fatto prendere un colpo al cuore!

La madre le si avvicinò accarezzandola: -vai a dormire, che domattina devi andare in ufficio e ti devi alzare prestino –

Roberta tirò un’occhiata alla genitrice e replicò: –non ti preoccupare, mamma. Adesso non ho sonno, mi ci vorrà un pochino per rilassarmi e riuscire ad addormentarmi-

La madre sbiancò. Non ci aveva mai pensato. Guardò la figlia e decise di non parlare. Le augurò la buona notte con un bacio e si ritirò con i propri pensieri. Non aveva mai considerato il fatto che Paolo potesse interessare a Roberta. Era troppo grande per lei, ed era troppo povero per poter ambire ad avere la mano della loro figliola, che invece aveva un solido impiego che le consentiva di vivere serenamente. La mamma di Roberta aveva accolto Paolo come si accoglie un giullare di corte, una persona che intrattiene, un saltimbanco, insomma.

Ma quella strana luce che aveva notato nello sguardo di Roberta, quella sera, l’aveva messa in allarme, se non addirittura le aveva paventato il pericolo di un amore romantico e di una vita di incertezze. E non era certo ciò che lei avrebbe voluto per la propria figlia. Con questo fardello sulle spalle, la donna sparì dietro la porta della camera da letto nella quale il marito russava bellamente.

All’indomani, Roberta, si preparò per uscire con un certo anticipo. Era già sulle spine all’ora in cui usualmente suonava la sveglia. Era bellissima e luminosa. La notte le aveva portato consiglio ed aveva capito cosa l’aveva così turbata. Scambiò due parole con la madre ed uscì di casa. Si avviò verso il proprio posto di lavoro, a piedi, molto lentamente. Davanti all’ingresso trovò Paolo ad aspettarla. Aveva un mazzo di rose rosse, non erano freschissime ma molto significative. Erano la dichiarazione che lei stava aspettando.

Il pomeriggio stesso cercarono un alloggio che potesse dare conforto e sicurezza ad entrambi. I genitori di Roberta, vedendola così felice ed appagata, chiusero non un occhio, ma entrambi, sul futuro del futuro genero. Si accollarono le spese del matrimonio e, finché rimasero in vita, li videro vivere avvolti da un aurea radiosa .

Non era scontata, la loro felicità, ma prevedibile, trattandosi di Paolo e Roberta, e non di Paolo e Francesca.

Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.

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