Rotta su NoLo, a Nord di Loreto la nuova SoHo di Milano

NoLo è l’acronimo di North of Loreto ed indica un’ampia zona urbana milanese che si sviluppa intorno a viale Monza, via Padova e il Naviglio Martesana. Un’area in piena trasformazione che sembra volersi scrollare di dosso l’etichetta di quartiere malfamato per approdare ad una vera e propria rinascita culturale.

di Rita Manganello

Un quartiere cittadino tra piazzale Loreto e il primo tratto di viale Monza, costeggiando il rilevato ferroviario della Stazione Centrale di Milano; questa a grandi linee è l’ubicazione di un nuovo contesto sociale nello scenario di una città in trasformazione.

Multietnico ma milanese nel cuore, al limite tra degrado e tanta voglia di cambiamento, questo quartiere melting pot e urbanisticamente variegato è la sede geografica di una comunità di cittadini di tutte le età e provenienze, alla ricerca di un nuovo modo di intendere il vicinato.

Una zona, dal secondo dopoguerra in poi, con trascorsi di periferia pulita e decorosa, tra abitazioni d’epoca con quell’estetica da palazzi medio-signorili degli anni ’30 e condomini più recenti sorti negli anni sessanta, in pieno boom economico.

NoLo – La Nuova Città

Un’utenza piccolo borghese e operaia, negozi di generi alimentari, mercerie, parrucchieri, officine e scuole, quasi un piccolo borgo nei pressi della storicamente ben nota piazzale Loreto, nodo viabilistico che conduce al centro storico milanese.

Della zona fanno parte anche due arterie stradali popolatissime allora come oggi: viale Monza e via Padova oggetto, nel tempo, di un progressivo abbandono, vuoi a causa di una mutata composizione sociale, vuoi per la disattenzione delle precedenti amministrazioni cittadine, più inclini a spendere risorse nella manutenzione e riqualificazione del centro storico. Una vecchia concezione del vivere cittadino. Parliamo dei decenni ottanta – novanta.

Poi il fenomeno dell’immigrazione che ha prodotto un riversarsi di nuovi abitanti extracomunitari che si sono, a vario titolo, insediati nella zona aprendo i loro commerci e occupato le abitazioni lasciate vuote dagli artigiani, operai e impiegati, i residenti di qualche decennio prima. Una dimensione antropologicamente interessante.

Questa transizione ha dato luogo a un quartiere multietnico con ridotto prezzo degli alloggi, il che fa tuttora gola a quella categoria di giovani tra professionisti, creativi, ed altro, allettati dai prezzi bassi delle case, perfettamente a loro agio tra negozietti cinesi, ciclofficine, pizzerie, gelaterie, kebabbari e spazi di co-working; non manca anche il carrettino ambulante del pesce fritto alla fermata della metropolitana.

Uno scenario a macchia di leopardo, tra il vecchio e il nuovo con una buona varietà dell’offerta di servizi utili per gli abitanti di tutte le età, e tanta voglia di ripensare la città valorizzando la periferia.

In questa realtà emergente si affaccia, a poco a poco, un fenomeno da non sottovalutare per la sua portata innovativa: NoLo Social District, laddove NoLo sta per North of Loreto. Quasi un brand per definire un nuovo modo di intendere la vita nel quartiere.

North of Loreto –  Social District

Nell’autunno del 2015 Daniele Dodaro, trentenne ricercatore di mercato, approda in zona e fonda poco dopo un gruppo su Facebook: NoLo Social District, con l’intento di conoscere i vicini di casa e far sì che questi si conoscano anche al di fuori del social.

Scambiarsi informazioni per agevolare la vita nel quartiere e creare occasioni di incontro reale, socializzare dal vero.

Dalla voce di Daniele Dodaro: ‘Una social street ha l’obiettivo di creare coesione sociale e migliorare la qualità della vita all’interno di una strada o un quartiere, ricreando delle dinamiche di paese. E sono felice di poter dire che stiamo riuscendo nell’intento; anche se, va da sé, c’è ancora tanto da fare. Io ci ho messo la scintilla, ma senza la benzina che ci mettono tante persone tutti i giorni NoLo Social District non sarebbe quello che è. Grazie alle idee e alle energie di tante persone sono nati infatti il gruppo di yoga, di spagnolo, di corsa, di chitarra, di cucina, di bowling, di giochi di società, di lana e uncinetto e tanti altri. Abbiamo organizzato una piccola rassegna di cinema nei cortili e c’è chi ha organizzato un festival semiserio della canzone: Sannolo. Tutte iniziative che fanno sì che le persone possano condividere interessi e fare insieme ciò che prima o non facevano o facevano da sole.

Il modello di riferimento delle social street viene da Bologna, da un idea di Federico Bastiani; a Milano, prima ancora di NoLo possiamo ricordare via Paolo Sarpi.

Nolo è attiva anche in rapporto ad altre associazioni:  FAS, (il comitato di cittadini per la riqualificazione dei Magazzini Raccordati della Stazione Centrale), gli Amici del Parco Trotter, ZuArt e NoLo Creative District (una rete che unisce spazi creativi del quartiere come Drogheria Creativa, T12, Daevas e Salumeria del Design).

Il gruppo su Facebook funziona anche come utile servizio informazioni: occorre un medico, un idraulico, un falegname, una baby sitter, o scegliere un buon ristorante per cenare con i genitori in visita? Basta postare la richiesta e un nugolo di iscritti al gruppo simpaticamente dispensa consigli e raccomandazioni.

Ma non finisce qui. Un’altra curiosa usanza dei Nolers è la colazione di quartiere: sabato mattina si attrezza qualche pubblica via, una a scelta, con tavolo e sgabelli e giù con caffè, bevande e cibarie portate un po’ da tutti gli aderenti alla colazione e l’evento è fatto. Si mangia, si beve e si chiacchiera: atmosfera di paese in città.

Ci si domanda se a NoLo aleggi il fantasma della gentrificazione, ma i Nolers negano con determinazione, si tratta di una comunità eterogenea che vive e gode della sua spontaneità. Una delle prime, immaginabili conseguenze sarebbe l’aumento dei prezzi degli immobili e delle locazioni. Meglio escludere questa eventualità. A chi venisse in mente di parlare di hipster a NoLo, verrebbe educatamente spiegato come chiarirsi le idee.

Una social street che si rispetti non può non avere la sua bandiera, il suo stemma di famiglia: una pacifica balena che ci saluta da un murales della zona.

NoLo – Social District

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