Minimalismo in fotografia, ne parliamo con Lea De Meulenaere

Minimalismo in fotografia significa spostare l’attenzione dell’osservatore sul soggetto della fotografia, riducendo al minimo ogni ulteriore elemento. Ne parliamo con Lea De Meulenaere, affermata fotografa amatoriale che esprime la sua visione del paesaggio urbano attraverso un minimalismo essenziale e raffinato. Molto seguita ed apprezzata nel mondo del web Lea è fondatrice dell’autorevole gruppo Facebook Minimal Urban Photography, dedicato appunto al minimalismo urbano. Nell’intervista di oggi Lea ci parla di questa sua passione che le ha consentito di guardare alla vita con una buona dose di ottimismo. Buona lettura!

di Alessandra Bettoni

Lea De Meulenaere – Minimalism

Lea è dotata di una visione molto personale e particolare dell’ambiente urbano che la circonda che ama riprendere e raccontare attraverso la sua macchina fotografica. Le suo fotografie sono caratterizzate da inquadrature di dettaglio, colori molto vivaci, giochi di forme e sequenze di elementi che definiscono la sua cifra stilistica.

Lea vive in Belgio, è nata e cresciuta a Bruxelles, ma ora vive in una piccola città chiamata Kortenberg. Ama molto il luogo in cui vive, in particolare una vasta area dove nel 1222 è stata edificata un’abbazia benedettina, ora aperta al pubblico e molto frequentata dai suoi concittadini nel tempo libero. Spesso vi si reca proprio per scattare le sue foto.

Ha 61 anni, è sposata e mamma di tre figli che le hanno già dato 8 nipoti! La sua è quindi una grande ed unitissima famiglia. A differenza di molte donne, non è molto interessata alla sua età, ritiene che la vita sia già troppo fugace per perdersi dietro a pensieri del genere. La cosa che più la interessa è vivere, cercando sempre di essere felice. Si ritiene una persona semplice e umile, non ama molto parlare ed apprezza le piccole cose che la vita le offre.

Ritiene la capacità di non prendersi molto sul serio una dote imprescindibile per una buona qualità della vita, anche in virtù di un recente intervento chirurgico molto delicato, cerca di prendere la vita un giorno alla volta, con disincanto. E’ un’insegnante di olandese, i suoi studenti sono degli adulti, anche se in estate le sue classi sono frequentate anche da bambini ed adolescenti. Nella vita ha due passioni: la musica e la fotografia. Altri suoi interessi sono rappresentati dai libri, dalla natura e dalla cucina.

Lea De Meulenaere – Minimalism

AV: Benvenuta Lea e grazie per averci concesso questo momento di approfondimento della tua vita personale e della tua produzione fotografica. Parliamo un po’ di questa passione per la fotografia. Come e quando si è manifestata?

LDM: Ho iniziato a fotografare relativamente tardi, nel 2012. Mio padre era un fotografo amatoriale e ho ricevuto in regalo la mia prima macchina fotografica quando avevo 12 anni. Aveva anche una camera oscura, la cucina di casa! Ricordo ancora quando, accingendosi a sviluppare i negativi, ci metteva in guardia e raccomandava: “Ricordate bambini, stasera non si usano le luci!”.  In quel particolare momento della mia vita e per molto tempo ancora successivamente, non ero però attratta dalla fotografia. Solo più tardi, quando mi sono sposata con mio marito, anch’egli appassionato, ho cominciato a parlare molto di fotografia. Devo ammettere che la macchina fotografica è sempre stata un oggetto molto importante nella nostra famiglia. Nel 2012 ho acquistato la mia prima fotocamera digitale, una Sony Cybershot DSC-WX7. Nello stesso anno mio padre si è molto ammalato e mi sono sentita quasi in dovere di fare qualcosa per dare continuità alla sua opera.

AV: A volte accade che abbracciamo una passione tardivamente, per dare continuità a chi prima di noi l’ha coltivata, quasi fosse un atto d’amore e di riconoscenza verso coloro i quali la devono abbandonare. Per te ha avuto tutto inizio nel 2012, ma come sei approdata al minimalismo? Allora era già un momento fiorente per i gruppi Facebook dedicati a questo genere, tutt’ora molto seguito.

LDM: Avevo visto alcune immagini minimaliste proprio sui gruppi Facebook e mi sono ripromessa di cominciare a realizzare immagini di questo genere fotografico, per altro molto incline alla mia personalità. Ho fatto delle lunghe camminate per Bruxelles alla ricerca di porte, finestre e altri dettagli. Molto orgogliosamente ho mostrato i primi scatti a mio padre e da quel momento non mai più abbandonato la macchina fotografica. Ritengo di aver fatto molti progressi da allora, ispirandomi molto spesso a chi prima di me aveva abbracciato questo genere fotografico.

AV: Come deve essere per te un’immagine per essere davvero definita minimalista?

LDM: Nel minimalismo è importante che tutta l’attenzione del fotografo sia rivolta al soggetto della foto. Gli elementi della composizione devono essere ridotti al minimo. I membri dei gruppi Facebook a mio avviso oggi tendono a dimenticare le basi di questo genere ed è veramente un peccato. Ad esempio io vivo in un paese non molto colorato, gli edifici sono tutti simili e caratterizzati da colori spenti che non sono molto indicati per il minimalismo cromatico. Per me quindi è importante realizzare una ricerca più approfondita lavorando su altri punti di forza di questo genere per attirare la percezione dello spettatore.

AV: Cosa ti senti di consigliare quindi ai neofiti di questo genere fotografico molto in voga e a coloro che nel tempo hanno dimenticato i fondamentali affinchè possano tornare ad essere quanto più aderenti possibile del concetto di minimalismo in fotografia?

LDM: Ho recentemente letto “The Minimalist Photographer” di Steve Johnson. In questo libro, l’autore asserisce che è possibile realizzare immagini  molto buone anche avvalendosi di apparecchiature relativamente a buon mercato. Ciò che nel minimalismo non può però mancare è l’idea, perchè il cervello e l’occhio sono di gran lunga più importanti dello strumento tecnico. Sono molto in sintonia con il suo pensiero, i miei scatti migliori sono stati realizzati con piccole fotocamere. Credo invece che sia fondamentalmente uscire e lasciarsi ispirare, essere se stessi e fotografare ciò che attira la nostra attenzione. Bisognerebbe leggere articoli dedicati alla materia e acquistare riviste di settore tendendosi sempre aggiornati. Basarsi molto sulle proprie sensibilità ed esperienze. perseguendo un’idea, ragionando prima di realizzare, focalizzando sul soggetto tutta la nostra attenzione.

AV: Qual è stato il riconoscimento, tra i tanti che hai avuto, che ti ha fatto provare le maggiori soddisfazioni?

LDM: Nel 2014 la Turkish Aegan Photography and Cinema Association mi hanno contattata per invitarmi alla “4a Rassegna Internazionale di Fotografia” (4th International Photography Days) a Izmir, in Turchia. E ‘stata una bellissima esperienza, in cui ho presentato le mie fotografie  minimaliste e il pubblico ne è rimasto affascinato tanto che dopo la mia presentazione, il minimalismo fotografico ha cominciato a imperversare in quella zona.

AV: Di quali mezzi tecnici ti avvali per realizzare la tua produzione fotografica?

LDM: Ad oggi possiedo una Canon PowerShot G9x. Lo zoom di cui è dotata è migliore di quello della Sony. Il vantaggio è che si può riuscire ad arrivare molto vicino al soggetto. Sto anche utilizzando una Nikon D3300 con un obiettivo standard DX18-200mm e uno zoom 70-300mm Tamron. Sono soddisfatta di questa dotazione che è ottimale per le mie esigenze.

AV: Per concludere Lea, parliamo di Minimal Urban Photography, il gruppo di fotografia di minimalismo urbano, la tua cratura.

LDM: Sono amministratrice di un paio di gruppi minimalisti su Facebook e gestisco anche una pagina, The Minimalist. Minimal Urban Photography – MUP – è il gruppo Facebook che ho fondato nell’ottobre 2013. La passione per l’architettura urbana, gli edifici in particolare, mi ha ispirata. La passione per questo genere fotografico, il minimalismo urbano e il fatto che ancora non ci fosse un gruppo analogo mi ha spinto a crearlo dal nulla. Si tratta di un gruppo popolare con una buona qualità delle foto proposte a mio avviso.

AV: Complimenti Lea, come sai conosciamo le attività di MUP che apprezziamo moltissimo e alle quali cerchiamo sempre di partecipare. Lea, grazie di cuore per averci concesso questa bellissima chiacchierata che ci è piaciuta davvero molto.

LDM: Grazie a voi ed un saluto affettuoso a tutti gli amici di ArchiMinimal.

Il minimalismo di Lea De Meulenaere

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