Minimal fotografico, semplicità di colori, forme e dettagli

Nel minimal fotografico non è necessario uno scenario ricco di dettagli e particolari per rendere una composizione interessante. Ecco alcuni esempi di fotografia minimal giocata sull’essenzialità di pochissimi elementi.

di Rita Manganello

La forma è davvero uno scopo? Non è piuttosto il risultato del processo del dare forma? Non è il processo essenziale? Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un’altra forma? Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate. La forma come scopo porta sempre al formalismo. – Mies Van Der Rohe

Pensando al minimalismo come categoria estetica, il primo nome che mi viene in mente è Mies Van Der Rohe, architetto e designer tedesco (1886-1969). Suo è il motto che in estrema sintesi ci chiarisce le idee sull’estetica minimalista: less is more; scrivere cento volte e mandare a memoria se vogliamo parlare e praticare il minimalismo in fotografia.

L’estetica minimalista agisce per sottrazione, scarsa presenza figurativa, nessuna enfasi sul soggetto che distolga l’attenzione da un rigoroso schema compositivo in ‘riduzione minimale’, termine coniato da Richard Wollheim parlando di Minimal Art.

Si manifesta come “un’attitudine operativa, caratterizzata dall’antiespressività, dall’impersonalità e freddezza emozionale, dall’enfasi sull’oggettualità e fisicità dell’opera, dalla riduzione alle strutture elementari” – da Arte contemporanea di Francesco Poli

Le nude forme geometriche sono quelle che maggiormente conducono al minimal fotografico, che può avvalersi di un buon equilibrio luce-ombra e presenza di colore. La partita la si gioca con lo spazio da riempire e come riempirlo, o forse dovrei dire vuotarlo, liberarlo dal superfluo, tutto ciò che non è essenziale alla comunicazione schematica che si vuole dare.

La combinazione di spazio e segno è fondante nella fotografia minimal, e l’arte sta nel creare abbinamenti credibili che godano di spessore espressivo. Non facile, occorre buon occhio compositivo e interesse per l’astrattismo.

Lo stesso Wollheim parla di riduzione della carica emotiva, nel realizzare un’opera minimalista; si rende necessario decontestualizzare l’oggetto prelevato dal quotidiano.

Per meglio definire il concetto di minimal fotografico, si può fare riferimento alle immagini sottostanti che costituiscono un buon esempio a cui ispirarsi.

Minimal Gallery

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: