La potenza espressiva della fotografia di Marshall Vernet

ArteVitae oggi vi propone un approfondimento sulla storia personale e sulla fotografia di Marshall Vernet, fotografo vincitore del premio RaM Sarteano edizione 2017, realizzato in collaborazione con il MIA Photo Fair ed organizzato con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese.

di Alessandra Bettoni

Il premio RaM Sarteano edizione 2017, di cui ci siamo già ampiamente occupati, ha visto protagonista anche il fotografo Marshall Vernet. Nella suggestiva location del castello di Sarteano infatti, le sue opere erano in mostra con quelle dell’altro vincitore del premio, Raffaele Montepaone. L’evento cui abbiamo partecipato ci ha fornito l’occasione per conoscere da vicino l’autore americano ed ammirare la potenza espressiva delle sue opere.  

Marshall Vernet

Marshall Vernet nasce a New York nel 1956. Spronato dal padre ad avere una cultura internazionale, entra a contatto con la cultura europea molto presto, frequentando prima il Liceo Francese di New York, poi in Svizzera, l’Istituto Le Rosey e successivamente in Germania la Georg August Universität di Göttingen, sviluppando quel particolare legame con il Vecchio Continente che ne ha condizionato il percorso artistico. In più di un occasione infatti, ne ha ritratto le bellezze architettoniche e paesaggistiche, restituendoci, attraverso le sue fotografia, un’autentica testimonianza della grandezza storica dell’Europa ed anche nostro paese.

Marshall Vernet si forma professionalmente nell’ambiente cinematografico, ad Hollywood, facendo lo scouting di location per il regista Tony Scott (fratello di Ridley Scott) con il quale collabora nella realizzazione di una serie di film. Un’esperienza ed anche una profonda amicizia, quella con il regista, che lo stimola a prendere consapevolezza della sua abilità artistica e ad intraprendere la carriera di fotografo.

Oggi le sue fotografie sono esposte in tutto il mondo ed il suo stile è ampiamente riconoscibile grazie all’uso di un bianco e nero molto contrastato in un’elaborazione che dona una certa solennità e drammaticità a tutti i suoi scatti. La luce gioca un ruolo determinante nelle sue fotografie ed esalta i soggetti ripresi, sempre rappresentati in modo molto suggestivo e scenografico. Interessante e non comune, la sua capacità di donare autenticità al soggetto ripreso. La sua visione diverge moltissimo da quella cui noi siamo abituati. Il soggetto da lui ripreso infatti, per via della incredibile capacità di gestire la luce presente, spesso ci sembra davvero diverso da quello che siamo abituati a vedere con i nostri occhi o che vive nei nostri ricordi.

Una passione istintiva quella per la fotografia la sua, che descrive con queste parole:

Mi sorprende sempre l’istinto che nasce dentro di me che mi fa fare uno scatto senza nemmeno pensarci. Come se fosse una forza più grande di me, ma molto nascosta, che prende il controllo. Alcuni scrittori mi hanno raccontato che a volte in loro nasce qualcosa simile con le parole che nascono da sole attraverso i loro scritti. Quando viaggio con la mia macchina fotografica succede lo stesso, è una benedizione che mi fa sentire davvero grato e soddisfatto. È come deve essere per un chitarrista comporre dal nulla una melodia. – Marshall Vernet

Marshall sembra avere scelto l’Italia quale patria adottiva ed ha già esposto a Roma e Milano. Ha partecipato a ben tre edizioni del MIA Photo Fair, vincendo il premio RaM Sarteano 2017 nella scorsa edizione con la serie “Urbis et Natura“, esposta fino al prossimo 30 settembre presso Rocca Manenti, nella pittoresca cornice del paesino toscano.

La raccolta mostra una particolare attenzione per il rigore geometrico e l’equilibrio compositivo. Le immagini hanno una forte potenza espressiva, tratto distintivo dell’autore, riprendono soggetti appartenenti alla quotidianità, spazi che viviamo ogni giorno, in cui natura e operato dell’uomo convivono in armonia.

Le fotografie della serie “A Roam through Rome” testimoniano la maestosità della “città eterna”. Marshall Vernet riesce appieno nell’intento di documentare la millenaria bellezza della città, narrata con una nota malinconica attraverso il sapiente ella teatralità offerta dal suggestivo chiaroscuro, caratteristica distintiva dell’autore e atmosfera ricorrente nelle sue fotografie.

La collezione A Roam through Rome è esposta presso la Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art Gallery a Roma, in Via Margutta 54.


Marshall Vernet – Biografia e opere – Visita il sito dell’autore

Marshall Vernet è un fotografo americano che da anni abbraccia col suo obiettivo la bellezza e il fascino delle location storiche europee. Nato a New York City nel 1956, spinto dal padre ad avere una cultura internazionale, ha frequentato da ragazzo il Lycée Français di New York per poi passare al Lycée International di Saint-Germain-en-Laye in Francia. Da lì, il trasferimento allo svizzero Institut le Rosey, e successivamente alla tedesca Georg August Universität di Göttingen. Tutte esperienze che Marshall Vernet ha attraversato con grande ammirazione per la cultura europea. E con una macchina fotografica con sé, fino ad arrivare a sviluppare un radioso tocco glamour delle sue opere in bianco e nero, stampate rigorosamente su carta-cotone. Oggi le sue fotografie d’autore sono autentiche testimonianze e rielaborazioni della grandezza storica del nostro continente. Solo un occhio esterno poteva catturare tanta magnificenza con una sensibilità simile.

La fotografia di Marshall è stata influenzata dal suo amore per il cinema francese e le prime immagini in bianco e nero. Ha lavorato a stretto contatto con Tony Scott come consulente di location di film come “Déjà Vu” con Denzel Washington, “The Fan” con Robert De Niro e Wesley Snipes, “Public Enemy” con Will Smith e Gene Hackman e ” Domino “con Keira Knightley e Mickey Rourke. Questa esperienza insieme a quella decennale in qualità di regista pubblicitario hanno influenzato l’arte fotografica di Marshall Vernet caratterizzata da un bianco e nero forte e contrastato, con immagini che sembrano al contempo attingere dalla fotografia tradizionale  e dalle tecniche più moderne di elaborazione digitale. 

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