Louise Bourgeois, l’arte annidata in una tela di ragno

Louise Joséphine Bourgeois muta, attraverso le sue mani, la materia e la trasforma in un gigantesco ragno protettivo come l’amore di una madre.

Di Cristiana Zamboni

The Welcoming Hands Louise Bourgeois 1966

L’arte femminile è rappresentazione tangibile di un vortice di sensazioni che si materializzano in forme spesso complesse, spesso forti ed altrettanto spesso controverse. Opere che narrano di vite sprofondate negli abissi della solitudine. Sospese tra il desiderio di esistere, comunicare ed emergere e l’impossibilità sociale di proclamarsi. Trasformandosi in simboli eterni.

Simboli che, come il canto di una sirena, attirano lo spettatore nei labirinti dei loro profondi oblii dove l’inquietudine ed il male diventano reali.

Devi raccontare la tua storia e dimenticarla. Dimenticare e perdonare. Questo ti rende libera” Louise Bourgeois

Louise Bourgeois

 

Mi chiamo Louise Josephine Bourgeois. Sono nata il 24 Dicembre a Parigi. Tutto il mio lavoro degli ultimi cinquant’anni, tutti miei soggetti hanno tratto ispirazione dalla mia infanzia. La mia infanzia non ha mai perso la sua magia, non ha mai perso il suo mistero e non ha mai perso il suo dramma” Louise Bourgeois

Louise Joséphine Bourgeois attraverso la sua arte rende tangibili le sue memorie così da poterle osservare e contemplare in  ogni minimo particolare, intavolando una sorta di dialogo continuo e propositivo al fine di ottenere un proscioglimento dai peccati del passato. 

The Spider, the Mistress and the Tangerine Louise Bourgeois 2010

Nasce a Parigi il 24 Dicembre del 1911. La sua famiglia restaurava antichi arazzi e la piccola Louise  aiutava spesso la madre nel suo lavoro. Si diploma in filosofia e si iscrive alla facoltà di matematica. Il dolore per la morte della madre, avvenuta nel settembre del 1932, le causa una profonda depressione che si placa solo attraverso la pittura e l’interesse per l’arte. Così decide di lasciare la facoltà di matematica e iscriversi all‘École des Beaux-Arts e, successivamente, a l’École du Louvre.

I visitatori arrivano alla porta Louise Bourgeois 1944 Foto: © The Easton Foundation

Si specializza in scultura e frequenta l’Atelier di Fernand Léger.  Si sposa con lo storico dell’arte Robert Goldwater e nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti.

“Robert era era l’esatto opposto di mio padre, e aveva le stesse qualità di mia madre”. Louise Bourgeois

Frequenta Ernst, Duchamp, Breton e gli ambienti artistici dell’epoca assorbendo tutte le novità estetiche d’oltreoceano. Nel 1945 espone, in una mostra personale alla Bertha Schaefer Gallery di New York, i suoi dipinti. Conosce Le Corbusier e Miró e nel 1949 espone le sue prime sculture alla Peridot Gallery.

Untitled (Germinal) Louise Bourgeois 1967

La sua arte è sinonimo di sperimentazione alla continua ricerca di un linguaggio artistico che la rappresenti fedelmente.  Scopre che la scultura, a differenza della pittura, riesce a figurare le sue tensioni e le sue paure.

Attraverso le sue mani la materia prende forma trascinando nella realtà le sue emozioni più profonde. Diventando il suo linguaggio espressivo più congeniale.

Quando dalla Francia sono arrivata negli Stati Uniti, ho trovato un’atmosfera che mi ha permesso di fare ciò che volevo. Credo che in Europa fossi stata «eccessivamente» educata; qui sono stata capace di dire «no» alla mia educazione. Sono stata libera di esprimere tutta la mia irruenza. In America ho trovato la mia indipendenza. Qui, se continui a ripetere la stessa cosa, puoi convincere la gente; in Europa questo non è possibile.“  Louise Bourgeois

Cumul I Louise Bourgeois 1969

 

Ho paura di tutto… di tutto.”  Louise Bourgeois

Il suo primo successo arriva nel 1966 quando partecipa alla mostra Eccentric Abstraction alla Fischbach Gallery di New York. Nonostante sia una donna solitaria ed un’artista che non ama esser circoscritta nelle classificazioni del mercato dell’arte, viene inserita tra gli artisti che meglio rappresentano l’Espressionismo astratto insieme a  Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Lee Krasner e pochissimi altri.

Give or take Louise Bourgeois 2002 Tate.org

Le sue sculture rivelano l’essenza del vivere nell’uomo. Il suo bisogno di un nido protetto ed il suo voler combattere la solitudine ma, a volte, senza esser disposto a pagarne il prezzo.

Pensiero ben esplicato nella sua opera Give or take in cui la contraddizione e la duplicità dei sentimenti umani è simboleggiata da una mano aperta pronta a prendere ed una mano chiusa che vorrebbe dare, ma riesce solo a trattenere.

 

Diffido dei Lacan e dei Bousset, perché amano riempirsi la bocca di parole. Sono una donna molto concreta. Le forme sono tutto.” Louise Bourgeois

Il cuore della sua arte aurorale si palesa in una delle sue prime esposizioni. Una mostra caratterizzata da diciassette sculture in legno che rappresentano le persone lasciate in Francia al momento del suo emigrare in America. Sono sculture posizionate una accanto all’altra, in una sorta di interazione continua. Un suo personale modo di asserire la mancanza degli affetti più cari, anche quelli più contrastati. Manifestando il suo bisogno di interagire nuovamente con loro, esprimendosi con il suo nuovo linguaggio, sicura di esser compresa.

Spider Louise Bourgeois 1997

 

Un’opera può avere un’anima perché ha il potere magico di provocare una reazione nell’osservatore.” Louise Bourgeois

Louise Bourgeois si dimostra una donna audace nella sua capacità di riconoscere le emozioni profonde e risoluta artista nel suo darle vita attraverso la materia. Le sue opere rappresentano immagini che tutti, nel nostro intimo, conosciamo.

Parti del corpo maschile e femminile si fondono tra di loro nelle sue opere, dando origine ad un’interdipendenza non solo spirituale ma, necessariamente, fisica. Simbolo di un’unione totale in cui, oltre al prendere l’uno dall’altra si è costretti a dare.

Rielabora il rapporto uomo-donna attraverso la condivisione dell’eremo interiore che, nei suoi ricordi più profondi, sfocia nella fuga nel tradimento o nel silenzio autoinflitto di chi resta ad osservare.

Janus Fleuri Louise Bourgeois 1968

Un rapporto complesso, ciclico ed eterno che torna dal passato per vivere nel presente ed esser medicato nel futuro. Un groviglio di gioia e dolore, compromessi, castrazioni di pensiero e libertà al fine di ricercare se stessi e la propria autonomia morale ed intellettuale che prolifica in libertà creativa.

 

Studio della natura Louise Bourgeois 1986

 

Louise Bourgeois è esattamente come la sua arte. Una donna inusuale e disincantata, alla ricerca di un esorcismo che non la faccia fuggire per sempre di fronte alle sue paure. Ma la aiuti a dissolverle per poter essere, facoltativamente, se stessa. Ogni opera è per lei una rinascita, una deliberazione ed un nuovo sentiero verso la vita.

“Io bisogno delle mie memorie. Sono i miei documenti. Li sorveglio con cura. Sono la mia intimità e ne sono immensamente gelosa. Cézanne ha detto: “Sono geloso delle mie piccole sensazioni.” Abbandonarsi ai ricordi e avere la testa tra le nuvole è negativo. Bisogna distinguere tra i ricordi. Siamo noi a andare a loro o sono loro a venire, a noi. Se siamo noi a andare a loro, sprechiamo il nostro tempo. La nostalgia non è produttiva. Se vengono a noi, sono i semi della scultura.” Louise Bourgeois

 

La sua opera più famosa, Maman del 1999, rappresenta un ciclopico ragno. Lode a sua madre e sua migliore amica. Tessitrice, protettrice ed amorevole genitrice capace di mostrare l’ambivalenza della vita reale in cui una calda carezza si può trasmutare in un glaciale e tacito silenzio.

Maman
Louise Bourgeois
1999

 

“Il ragno è un’ode a mia madre, lei era la mia migliore amica. Come un ragno, mia madre era una tessitrice. Come i ragni, mia madre era molto intelligente. I ragni sono presenze amichevoli che mangiano le zanzare, sappiamo che le zanzare diffondono malattie e sono quindi superflue. I ragni invece sono utili e protettivi, proprio come mia madre.” Louise Bourgeois

 

Father and son Louise Bourgeois 2005

Il 3 Novembre del 1982, all’età di settantuno anni, espone le sue opere in una grande mostra al Moma di New York intitolata Louise Bourgeois: Retrospective e nel 1992 partecipa a Documenta, una delle più importanti ed internazionali manifestazioni d’arte contemporanea.  Nel 1993 espone le sue opere alla Biennale di Venezia e nel 2000 è alla Tate Modern di Londra con la mostra  I Do, I Undo e I Redo.

Louise Bourgeois muore il 31 Maggio 2010 a Manhattan.

Confrontation Louise Bourgeois 1975 Coll- Guggenheim Museum NYC 1978 Foto: Mark Setteducati, © The Easton Foundation

“Paradossalmente, il mio bagaglio di memorie atroci diventava una ricchezza, un seme. Mi pareva, scrivendo, di crescere come una pianta” Primo Levi

Osservando l’arte di Louise Joséphine Bourgeois si è catapultati verso le parole che Levi usa per descrivere la bellezza del coraggio di trasformare i propri dolori in vita e creatività.  Un cammino alla ricerca di una pace interiore in cui  i traumi del passato sono parte certa e mai indissolubile della propria storia e, nel necessario bisogno di condividere le esperienze così da rimembrarle meno terrificanti e sentirsi meno soli di fronte al supplizio, avere l’ardimento di renderle reali attraverso le parole o l’arte, mutandole in eccezioni capaci di generare nuova linfa vitale. Le sculture di Bourgeois portano al perdono ed alla consapevolezza di sè e delle proprie dimensioni umane.

Eccitazioni che l’uomo, a volte, cerca di obliare per non scontrarsi con la sofferenza. Accettando di vivere in uno stato di latente intorpidimento sia dal dolore che dalla felicità. Quasi non fosse più in grado di riconoscerli e distinguerli.

“E a cosa serve parlare, se già sai che gli altri non provano ciò che provi tu?“  Louise Bourgeois

Ma Famille Louise Bourgeois 2009
Foto Alex Van Gelder The Easton Foundation

L’arte di Louise Bourgeois assume le fattezze di un ripugnante ragno, portando alla luce tutta la bellezza della protezione di una madre che ama, al di sopra di ogni cosa ed al di là del tempo. E, nonostante la paura faccia girare il mondo, la bellezza lo illumina in eterno.


Note biografiche sull’autrice

Cristiana è nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo, si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge. Scrive articoli sulla storia dell’arte.

Per ArteVitae Cristiana scrive nella sezione ARTE 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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