Life: arte, sensibilità e talento, la fotografia di Raffaele Montepaone

ArteVitae oggi accende i riflettori su Raffaele Montepaone e il suo lavoro fotografico, Life. Lo fa presentandovi una mostra, realizzata con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che premia i due vincitori del premio RaM Sarteano edizione 2017, Raffaele appunto ed il fotografo americano Marshall Vernet. La mostra allestita presso Rocca Manenti a Sarteano, Siena, inaugura sabato 15 luglio alle ore 17:30 e sarà visitabile fino al 30 settembre tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10,30 alle 19,00.

di Luigi Coluccia

Quando la fotografia non è semplice descrizione della realtà, quando non cerca di specchiarsi nel tentativo di scoprirsi bella agli occhi di chi la guarda, ma ha un’anima, uno spessore, una forza interiore che ammalia, che cattura e coinvolge, allora siamo di fronte ad un’opera d’arte. La fotografia di Raffaele Montepaone è tutto questo e forse anche di più. Conosco Raffaele e i suoi lavori da moltissimo tempo, da quando ancora non aveva spiccato il volo distinguendosi con le sue immagini che trasudano sensibilità, abilità e intensità da ogni pixel.

Sono sempre stato affascinato dalle sue interpretazioni, perchè in esse ripercorrevo e sentivo il Sud, il mio Sud. Quella terra fatta di calore, colore ed emozione in cui vivono persone vere, sanguigne, sincere, persone che amano la propria terra come la propria vita. Raffaele nasce a Vibo Valentia nell ’80, respira arte fin da piccolo, muove i suoi primi passi infatti nello studio di famiglia. Si appassiona alla fotografia reportagistica, il 35 mm è l’occhio attraverso il quale vede e racconta il suo mondo. La presenza umana nella sua fotografia parla, è la protagonista assoluta.

È trascorso tanto tempo dal mio primo incontro con la fotografia. – dice Raffaele ricordando il suo primo approccio con l’arte fotografica – Ero piccolo, molto piccolo: credo di aver iniziato a comunicare prima con le immagini che con le parole. Al parlare ho sempre preferito il fotografare: è questo il mio modo di stare al mondo, non ne conosco altri. Ogni volta che scatto una fotografia, anche dopo lunghi periodi di fermo, un’emozione fortissima mi attraversa l’anima; nell’istante in cui premo l’indice e l’otturatore ferma inesorabilmente il tempo, tutto ciò che ho intorno muta. La mia percezione cambia, gli affanni quotidiani si affievoliscono, mi sembra di entrare in un’altra dimensione: la mia“.

Nel 2006 l’alluvione colpisce Vibo Valentia, Raffaele la documenta nel progetto “3 Luglio 2006” il cui ricavato è destinato alle popolazioni afflitte dalla catastrofe. E’ da questo reportage che con ogni probabilità nasce, nel 2007, il suo progetto Life, un inno alla vita ed un ritratto della sua Calabria, raccontato attraverso i volti segnati dal tempo e dagli sguardi che sembrano prendere vita della sua gente. Chi vive di fotografia, anche solo per passione, sa quanto sia difficile fotografare le persone, quale grado di empatia e di confidenza bisogna raggiungere con i propri soggetti, prima di poterli raccontare per come sono, permettendo loro di arrivare al fruitore del messaggio come persone ed esseri umani e non solo come mero racconto d’immagine, raggiungendo con la loro, anche l’anima di chi sta ammirando la fotografia che li ritrae.

Si può dunque solo immaginare quanto questa difficoltà sia stata acuita proprio in virtù dei soggetti scelti come protagonisti del reportage. L’artista si è relazionato con una fascia di popolazione notoriamente diffidente nei confronti degli estranei e delle cose nuove. Quest’ulteriore difficoltà ed il prestigioso risultato conseguito allora, non fanno altro che accrescere la consapevolezza che ci troviamo di fronte ad un artista davvero dotato di grande talento.

Life è il risultato di numerosi viaggi nei borghi più sperduti della Calabria. Le protagoniste assolute di questo lavoro sono senza ombra di dubbio le anziane donne che li abitano, animate ancora da quei valori e da quelle tradizioni ormai desuete, che loro però ancora vivono con devozione e senso di appartenenza. I ritratti della serie raccontano per immagini storie di vita, emozioni senza tempo. Si respira la profonda ammirazione e l’ossequioso rispetto che l’artista frappone tra lui e le sue protagoniste.

L’approccio delicato e sensibile gli permette di arrivare dritto al cuore, riportando fedelmente tutti quei sentimenti di pudore, compostezza e fierezza caratterizzanti queste meravigliose protagoniste. I volti segnati dal tempo, magistralmente riprodotti, posti a simbolo di un mondo che non c’è più. Di una realtà in cui la parola sacrificio ancora significa qualcosa. Sguardi ipnotici ed acconciature ricercate si accompagnano a capi scuri che contrastano in maniera efficace con il candido bianco dei capelli raccolti.

Life

Raffaele racconta così il suo progetto: “Life comprende due serie di opere, Faces e Hands. Volti e mani solcate dal tempo e dalla fatica, vecchi abitanti di paesi abbandonati che sembrano immersi in un passato immemorabile. I protagonisti sono i centenari calabresi, figure mitologiche, lontane dalla storia e lontane dall’osservatore e la visione monocromatica ne aumenta la distanza. Attestano la sopravvivenza di un mondo contadino, magico, fermo da millenni. Le ossa dei volti paiono pietre, la pelle cortecce. Sono elementi della natura essi stessi, si confondono con essa, dimostrano la capacità dell’uomo di resistere alle avversità.”

“Life è un intimo documento storico, un segno di quella Calabria che è sopravvissuta all’apocalisse culturale della società consumistica. – aggiunge l’autore e continua: “E’al contempo un mondo crudo e romantico, pregno di simbologia, un mondo che vive in un tempo sospeso, i cui ritmi sono scanditi solo dalla natura. E’ un monito alle nuove generazioni, un invito a fermarsi, a ritrovare il valore e la grandezza delle piccole cose, ad ascoltare ed osservare lontano da rumori e colori. Life vuole trasmettere un messaggio di resilienza che tramite una fotografia non urlata, ma potente, marca un netto contrasto con il caos di valori della società moderna che genera giovani belli, patinati e robusti nel corpo ma fragili nell’animo. Life ritrae un’altra verità che sopravvive alla modernità e forse la beffeggia

La bellezza senza tempo di questi scatti ha portato un quotidiano come La Repubblica a dedicare loro la galleria fotografica Calabria in Bianco e Nero. Raffaele si aggiudica il premio Talent Prize 2015. Nel novembre 2015 poi espone al Caroussel du Louvre di Parigi con la galleria Spazio Farini 6. Il 2016 è l’anno in cui l’Archivio Fotografico Italiano promuove una sua mostra personale a Legnano per il Festival Fotografico Europeo. Nello stesso periodo intanto Christie’s batte una sua opera, il cui ricavato andrà in beneficenza, inserendola nel volume Personaggi e paesaggi d’Italia, della stessa casa d’aste. Seguono un’esposizione collettiva a Grenoble, presso la Maison de L’International ed una personale alla galleria EX-NIHILO.

E’ con “Memoria”, una bellissima immagine facente proprio parte del reportage Life, che Raffaele, insieme al fotografo americano Marshall Vernet, vince la prima edizione del Premio RaM Sarteano promosso dalla cooperativa Clanis Service, gestore del Castello di Sarteano, in collaborazione con il Comune di Sarteano e con gli organizzatori di MIA Photo Fair. Il Premio, riservato ai fotografi indipendenti, ha il duplice scopo di  fare emergere le nuove proposte artistiche che hanno contribuito allo sviluppo dell’Arte Contemporanea del nostro Paese e al tempo stesso valorizzare un territorio molto affascinante e ricco di attrattive come quello della Valdichiana Senese, in cui ricade proprio Sarteano.

Memoria – © Raffaele Montepaone

I due vincitori sono stati premiati tra tutti gli artisti partecipanti alla sezione Proposta MIA 2017 in occasione di MIA Photo Fair 2017, la più importante fiera d’arte internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine che nella scorsa edizione ha ospitato 25.000 visitatori, 130 espositori, di cui 80 gallerie partecipanti, provenienti da 13 nazioni, 20 artisti indipendenti, 15 editori specializzati, 6 mostre presentate, 16 conferenze, 6 premi.

Raffaele Montepaone e Marshall Vernet saranno quindi i protagonisti della mostra a loro dedicata, allestita presso la Rocca Manenti, a Sarteano, in provincia Siena, che inaugurerà il 15 luglio alle ore 17.30 e che rimarrà visitabile fino al 30 settembre. Le opere dei due artisti saranno accolte all’interno della Rocca, Castello senese del 1480 adibito a spazio espositivo con il nome di RaM, Rocca Manenti Art. Il Castello, esempio di fortificazione militare senese, si trova a metà strada fra Roma e Firenze. Si trova circondato da un parco di lecci secolari ed è posto sull’acropoli del paese, rappresentando il simbolo stesso del borgo di Sarteano, situato sui contrafforti della e della Val d’Orcia in un altopiano al confine con la Valdichiana. La struttura è costituita da 4 piani, 4 stanze per piano, 4 metri per 4 con un’area espositiva che si sviluppa per un totale di 380 metri quadri.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, ci sarà la presentazione anche del volume Life. La prefazione del libro che raccoglie il meraviglioso reportage è di Ferdinando Scianna.

Se nostalgia c’è nella sua pratica mi pare che sia nostalgia della fotografia come adesso raramente si pratica. Il cercare e sapere vedere in quello che si guarda quanto è possibile trasformare in forma fotografica, in bellezza. – Ferdinando Scianna

“Non avrei neppure potuto immaginare che l’introduzione di Life fosse firmata da Ferdinando Scianna, maestro che è stato ed è per me fonte di ispirazione. Ecco, tutto questo mi ripaga del lungo lavoro di questi anni e mi fa credere di aver fatto bene. Questa è la risposta alla fatica, a chi non ci credeva ed a chi invece mi ha sempre incoraggiato e sostenuto. Life era soltanto un sogno e tale sarebbe rimasto se non fosse arrivata lei, la mia Roberta.” – dice Raffaele e conclude: “Il libro Life è merito suo e della sua tenacia. È a lei che lo dedico: lei, per una strana coincidenza, lo vide nascere nel 2007, quando i nostri destini non si erano ancora uniti. C’era lei quando scattai la prima fotografia di Life a zia Concetta, quando capii che quel mondo antico e segnato mi affascinava. Ed è sempre lei, oggi, che chiude il cerchio. È merito suo se Life non è più una raccolta di fotografie stipata in un hard disk spento ma Memoria viva nel tempo.”


Riferimenti sull’autore e produzione artistica

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