Layla – Una storia d’amore che inizia da lontano

Le libere divagazioni di Luca Tizzi ci portano a conoscere la storia di “Layla” una donna che fa innamorare chiunque la incontri fin dalla notte dei tempi. Un breve viaggio tra storia, letteratura, religione e gossip.

di Luca Tizzi

Shomèr, Ma Mi-Llailah?

«Sentinella, a che punto è la notte?
Sentinella, a che punto è la notte?»
La sentinella risponde:
«Viene la mattina, e viene anche la notte.
Se volete interrogare, interrogate pure;
tornate un’altra volta».

Dalla Bibbia, Libro del Profeta Isaia, Capitolo 21, 11-12, Francesco Guccini interpreta a modo suo le parole del profeta; un viandante interroga  la sentinella ma la risposta che ottiene è ambigua, comunica una certezza e al tempo stesso la nega, il giorno verrà ma tornerà anche la notte, per quante volte si porrà la domanda altrettante si otterrà la risposta, “Viene il giorno e viene anche la notte, tornate pure, non cambierà niente.”

Tranquilli, non inizierò a martoriarvi con le canzoni di Guccini, lo farò ma non oggi. Non sapendo bene su cosa scrivere, avevo pensato ai cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana o il free jazz punk inglese poi, distratto dalla nera africana, ho iniziato a girellare su you tube che continua a riproporre i video che guardo con più frequenza.

Layla (Leila) è un nome arabo, un nome femminile il cui significato è “notte” e viene spesso interpretato come “scura come la notte”. Secondo altri l’origine del nome è persiana così come lo è la storia di Layla e Majnun conosciuta come “Il folle e Layla”.

Layla and Majnun

Lui si innamora di lei, chiede al padre di sposarla ma questi rifiuta e la dà  in sposa ad un altro, lui impazzisce e inizia a vagare nel deserto componendo versi e scrivendo con un bastone frasi nella sabbia. Una specie di Romeo e Giulietta arabo-persiana che avrà anche in una versione indiana.
Layla (Llailah) oltre ad essere l’ultima parola del titolo della canzone di Guccini è anche la variante sami del nome scandinavo Helga che in quelle zone significa “Santa”, “Benedetta”.

La canzone “Layla”  fu pubblicata nel 1971 ed è contenuta nell’album della band Derek and the Dominos intitolato Layla and Other Assorted Love Songs, divisa in due parti è composta da Eric Clapton, che suona la chitarra assieme a Duane Allman, e da Jim Gordon.

Come nella antica storia persiana la canzone fu ispirata all’amore non corrisposto di Eric Clapton per Pattie Boyd,, all’epoca moglie di George Harrison. L’amicizia tra i due artisti era molto forte e spinse Clapton a suonare nella canzone While My Guitar Gently Whips nel White Album dei Beatles mentre George suonò con uno pseudonimo nel brano Badge dei Cream, gruppo di cui faceva parte il grande Eric.

Eric Clapton e Pattie Boyd

Fu in quel periodo che Clapton si scoprì innamorato della moglie dell’amico e compose quella canzone che celebrava la sua passione, canzone che in verità non fu molto apprezzata alla sua uscita, con il tempo il gradimento del pubblico è aumentato e la rivista Rolling Stones, nel 2004, l’ha inserita al 27° posto tra le 500 canzoni più belle di sempre. A volte l’amore ha bisogno di tempo per maturare.

What’ll you do when you get lonely
And nobody’s waiting by your side?
You’ve been running and hiding much too long.
You know it’s just your foolish pride.
Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.
I tried to give you consolation
When your old man had let you down.
Like a fool, I fell in love with you,
Turned my whole world upside down.
Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.
Let’s make the best of the situation
Before I finally go insane.
Please don’t say I’ll never find a way
And tell me all my love’s in vain.
Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.
Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Pattie Boyd si separò da George Harrison nel 1977, sposò Eric Clapton nel 1979 e divorziò da lui dieci anni dopo, il loro rapporto fu caratterizzato da lunghi periodi di separazione.

Bene, tutto questo solo per farvi ascoltare una canzone che vado spesso a risentire in quell’enorme buglione che è YouTube.
Scusate, non si ripeterà.


Note biografiche sull’autore

Florentini natione non moribus – Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

 

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