L’assenza – all’origine dell’attesa.

In queste Libere Divagazioni il nostro Luca Tizzi si lancia in una breve, sintetica disquisizione da Bar dello Sport sull’assenza. Un articolo che si collega al precedente dove si indagava sull’attesa, una condizione umana che non può essere tale senza l’assenza.

 

La volta scorsa ci siamo soffermati su quella condizione che, comune a tutte le persone, è data dall’attesa; trascorriamo tutta la vita attendendo qualcosa, il primo vagito, la prima parola, il primo amore e così via fino all’ultimo respiro. La condizione primaria dell’attesa e l’assenza, o la mancata presenza, di qualcuno o qualcosa di reale o anche semplicemente immaginato.

Nel momento in cui immaginiamo qualcosa questa di fatto diventa reale, un po’ come i sei personaggi pirandelliani che, seppure abbandonati dall’autore, continuano la loro immaginaria vita. Ma di questo ne parleremo un altra volta.

Luigi Pirandello – Sei Personaggi In Cerca D’Autore

L’idea di riuscire a definire l’assenza mi è venuta pensando alla musica e alle pause che si interpongono tra una serie di note e l’altra. Mi sono chiesto se l’assenza di musica durante le pause fosse musica anch’essa e, considerando che certi brani musicali sono tali solo in virtù delle pause e dell’assenza di suono, sono dell’idea che la temporanea interruzione della musica sia una presenza indispensabile per la godibilità del brano.

 

Apparentemente sembrerebbe che per concepire l’assenza  sia indispensabile  aver avuto la precedente presenza di qualcosa o qualcuno che, reale o immaginato, venga a mancare.  Se diciamo che nella nostra vita ci manca l’amore di fatto affermiamo che comunque come sentimento esiste, sia che lo abbiamo vissuto e perso o non lo abbiamo mai conosciuto, è comunque definito e definibile, quindi reale.

Se abbiamo su un tavolo una mela e ce la mangiamo possiamo solo dire che non ci sono più mele sul tavolo, che sono assenti o che sul tavolo ci sono zero mele.

Questo fatto dello zero è un concetto abbastanza recente, in antichità non era conosciuto o considerato come numero, perché è difficile numerare, quantificare, qualcosa che non esiste o non è al momento presente. Ricondurre matematicamente al numero zero l’assenza è un concetto che mi ha suggerito/spiegato una mia amica, Donatella, insegnante di matematica.

La matematica non mi compete ma una volta scoperto lo zero bisogna capirne la sua funzione. Non serve certo a identificare cose reali ma segna un confine tra numeri positivi e numeri negativi e questi hanno un senso quando, ad esempio, si pongono in un sistema di assi cartesiani. Due linee perpendicolari che si oltrepassano l’un l’altra e che nel loro punto di incontro assumono il valore di zero, questo punto si chiama anche origine.

assi cartesiani

Quindi, paradossalmente, se lo zero indica assenza e l’origine assume il valore di zero possiamo affermare che all’origine dell’idea, e forse anche della materia, ci sia l’assenza?

Il bar dello sport chiude, mi incammino barcollando verso casa smaltendo la sbornia che rende tutti filosofi e ognuno, se vuole, faccia le sue considerazioni.

Di solito nei miei articoli si parla quasi sempre di musica, difficile trovare un brano che identifichi l’assenza, l’unico che mi viene in mente è Passaggio del Banco Del Mutuo Soccorso.

Grazie e scusate, prometto che non si ripeterà.

 

Note biografiche sull’autore

Florentini natione non moribus – Luca Tizzi nasce a Firenze nel 1961, la abbandona dopo 30 anni e si trasferisce nel paese di origine dei genitori, sull’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Percorso di studi arruffato, bancario per motivazioni alimentari ma senza convinzione, si interessa di Cinema, Musica, Fotografia, Arte, Fumetti e molto altro. Gli piace scrivere anche se dice di non esserne capace, gli piace fotografare perché non sa disegnare, ma anche in questo dice di riuscire poco bene. Sogno nel cassetto, diventare ricco scrivendo cose orribili che leggono in molti. libere Divagazioni è la rubrica di intrattenimento da lui condotta, nella quale scrive di musica e canzoni, ma anche di arte e libri e molto altro, con la spiccata caratteristica che lo contraddistingue di saper ricercare l’aspetto meno noto, la curiosità più stuzzicante, per regalarvi delle chicche molto appetitose.

NB: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright.L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

 

 

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