Il Covo della Ladra di Libri, la libreria nella zona di Via Padova

Dalle parti di via Padova ai margini di NoLo, la social street più famosa d’Italia, incontro Mariana Marenghi ladra di libri, come ama definirsi.

di Rita Manganello

Mariana è titolare di una singolare bottega dispensatrice di libri gialli: noir, thriller, nonché fantasy, ghiotta pietanza per gli amanti del genere. Uno spazio contenuto, arredato in modo essenziale. Protagonisti sono i libri, non il glamour degli ambienti mainstream.

Mariana Marenghi nella sua libreria Il Covo della Ladra di Libri

Mariana, 36 anni, professionista della comunicazione e mamma di due bimbi, ha realizzato il suo sogno, grazie a un crowdfunding di generosa portata, base finanziaria del suo progetto.

Un progetto studiato e curato nei dettagli, per soddisfare un interesse, anzi una passione personale, e contribuire all’umanizzazione del quartiere che ruota attorno alla tanto discussa via Padova.

Ma procediamo con ordine. Mariana, liceo classico e laurea in lettere, ha iniziato a occuparsi di libri – è anche una lettrice avida e questo fa gioco – lavorando nella libreria del nonno a Como, da liceale, durante le vacanze estive.

Una carriera lavorativa come web writer e copywriter, che contempla anche la creazione di un’agenzia di comunicazione digitale. Chi ha dimestichezza con internet e sa usare questo canale di comunicazione che tutto abbraccia democraticamente, non può non aprire un blog. Nasce dunque ladradilibri.com, nel quale Mariana pubblica recensioni di titoli anche su richiesta del pubblico.

Il nome del blog rispecchia la convinzione di Mariana secondo cui

Lettori si diventa ma Ladri di Libri si nasce perché è una vocazione e non una missione. Si può essere ladri lettori, ma non lettori ladri.

Nel suo blog spiega meglio il concetto con un vero e proprio “codice del ladro di libri”, un decalogo che il vero lettore può applicare per sapere come difendere il libro.

Poi, da cosa nasce cosa et voilà, l’iniziativa prende corpo e dal virtuale si passa al reale: verso la fine di ottobre si alza la saracinesca in via Scutari, a pochi passi dalla Ligera, locale romanticamente connesso con i racconti della mala milanese. Qui aleggia il ricordo di Scerbanenco che abitò nei paraggi.

In zona mancava una libreria da dieci anni!

mi informa Mariana, con spontanea e accattivante vitalità; alla domanda “proponi tu i libri ai tuoi clienti?” Mi risponde che stabilisce un rapporto fiduciario coi lettori, “a volte non sanno nemmeno cosa chiedere”; ma un’esperta libraia è in grado di intravedere come soddisfare i gusti e le esigenze nascoste di chi non sa orientarsi da solo nel mondo della lettura.

Il Covo della Ladra di Libri è tutto fuorché un locale di tendenza. Qui si svolgono anche eventi (esiste nel retrobottega apposito spazio) di musica e lettura, come forma di coinvolgimento intelligente di quel segmento di società fuori dai cliché modaioli della gentrificazione.

Il contesto è quello di Nolo, conosciuta come social street in grande espansione, contenitore aggregante che deve il suo successo al bisogno di comunicazione delle persone che vivono isolate nei palazzi dove, a volte, si stenta a salutarsi incontrandosi per le scale.

Via Padova, socialmente stratificata in una mescolanza di etnie insieme agli Italiani residenti, un melting pot culturale che merita maggiore considerazione in termini di riconoscimento umano, che superi il concetto di ghetto, di degrado, di microcriminalità diffusa e torni ad essere quel milieu più coeso e identificato, com’era decenni fa.

Mariana Marenghi se lo augura, confidando nel riscatto di un territorio quasi dimenticato. Vorrà l’amministrazione comunale intervenire intelligentemente al riguardo?

I ladri non hanno partito, hanno solo se stessi


Note biografiche sull’autrice

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale. Si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi e scrive per la rivista online Note Fotografiche.

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