La presunzione dell’umiltà. Racconto breve di Daniela Luisa Bonalume.

La presunzione dell’umiltà è  il nuovo racconto breve scritto da Daniela Luisa Bonalume per la raccolta “Suggestive Evasioni”. Una lettura veloce, intensa e dal finale bruciante, quello che non ti aspetti e ti sorprende sempre. Una storia bonsai che concentra la trama in pochi, avvincenti paragrafi. Da leggere in un respiro.

di Daniela Luisa Bonalume

 Premette il tasto di chiamata dell’ascensore al pian terreno. Eleonora ne aveva appena discusso con il suo amico del cuore, Sergio, al telefono mentre tornava a casa. Una mano era appoggiata sulla borsetta e l’altra tratteneva un foglio di carta di cotone grammatura 300 con una margherita dipinta. Eleonora si stava cullando in uno di quei momenti, brevi ma intensi, di felicità piena.

Guardava l’acquerello essenziale e delicatissimo del quale Laura le aveva appena fatto dono. Laura l’aveva conosciuta durante una mostra collettiva di quadri di qualche anno prima, in una località marina a poche decine di chilometri dalla capitale.

Era la prima volta che Eleonora esponeva i suoi acquerelli, non amava mettere alla mercé del pubblico i suoi momenti di terapia che si riassumevano in inguacchi di macchie di colore ma, in quell’occasione, la sua dirimpettaia di pianerottolo l’aveva sollecitata ad accettare l’invito.

Gliel’aveva quasi imposto e lei, per non sopportarne poi le litanie, aveva ceduto.

Un fine settimana di maggio Eleonora si presentò timidamente dal curatore della manifestazione accompagnata da un amico collega, che rappresentava la comune conoscenza ideatore dell’incontro. Durante il vernissage, non conoscendo nessuno, lei se ne stava abbastanza in disparte. Interloquiva solamente con coloro che si fermavano ad ammirare le sue opere.

Laura arrivò con uno scambio di occhiate e fu subito empatia. Una persona nel cui sguardo ci si può accomodare. Si avvicinò ad Eleonora e la conversazione fruì come un torrente cristallino che salta tra un sasso e l’altro, scendendo da una verde montagna per acquietarsi a valle, ed espandersi nel territorio circostante.

Nel frattempo l’ascensore arrivò, Eleonora pigiò il pulsante corrispondente al proprio piano e si fece trasportare fin su. Aprì la porta di casa ed andò dritta verso la libreria. Studiò la situazione qualche istante e posizionò l’acquerello davanti ad alcuni cataloghi, scattò una foto e la inviò a Laura.

Dopo quella lontana occasione, Eleonora e Laura si incontrarono spesso. Anche Laura dipingeva. La sua tecnica preferita era l’acrilico, usava colori acrilici su supporti di vario genere, dal legno alle tele alla masonite. Completava le sue opere con una ampia gamma di materiali, a partire dalle stoffe per arrivare alle gomme ed anche alle plastiche. Laura aveva una libertà compositiva e creativa sconfinata, e ad Eleonora questa cosa piaceva moltissimo. Amava starla ad ascoltare quando le descriveva il processo creativo di un lavoro.

Laura era così materica ed Eleonora così evanescente che le chiacchiere sulle rispettive esperienze duravano ore e ore, ma nessuna delle due sconfinava nella pratica altrui, anche se qualche cosa con i colori acrilici, Eleonora, in passato l’aveva fatta.

Mentre Laura trovava la sua soddisfazione modellando il colore, Eleonora raggiungeva il proprio benessere attraverso le macchie e le velature. E le chiacchiere sull’argomento proliferavano come funghi al sole, dopo una giornata di pioggia.

Non erano mancati reciproci regali. Eleonora aveva ritratto il figlio di Laura e Laura aveva ritratto le anime di Eleonora, ognuna usando la propria tecnica di comfort.

Anche quella sera, o meglio quel tardo pomeriggio, approfittando di un momento di tregua, si erano concesse lo stesso divertimento davanti ad un calice di prosecco e qualche pizzetta. Eleonora aveva alcune spigolature caratteriali che solo un buon apericena riusciva a smussare, e dopo tali occasioni tornava a casa allegra e soddisfatta, oltre che più tondetta.

Nel tragitto di rientro chiamò Sergio. Gli raccontò del dono ricevuto, di quanto ritenesse importante quell’acquerello:

– Quando ti avventuri in un’esperienza ricorrendo ad una tecnica specifica per la prima volta, la carica emotiva è talmente forte che difficilmente ti va di privarti di quel lavoro, a prescindere dal risultato –.

Sergio taceva, Eleonora continuava:

– Il regalo di Laura è importantissimo. Laura si è cimentata in una tecnica non sua e mi ha donato questo concentrato di emozioni. Lo trovo un gesto speciale, mi ha regalato la mia partecipazione alla sua vita. Mi ha restituito l’entusiasmo per la mia passione. Mi ha regalato un pezzo di lei attraverso me -.

Sergio rispose che forse, lei, aveva bevuto un calicetto di troppo. Che lui, per esempio, non si ricordava di aver dato tutto questo peso ad un gesto o ad un dono e, probabilmente, non riteneva la condivisione delle proprie passioni, ammesso che uno ne avesse, una cosa sana.

Eleonora non aveva alzato il gomito proprio per niente, era lucida e convinta del proprio pensiero e passò al contrattacco:

– E’ sempre bellissimo regalare le proprie passioni a chi ha orecchio per raccoglierle. E’ sempre bellissimo vedere che qualcuno ha trovato nella sua vita un buchetto per la tua passione, e lì hai lasciato un piccolo segno. Io ascolto sempre chi ha qualcosa da dare nel dire, perché può darsi che mi raddoppi la gioia del fare.

E concluse: – Buonanotte Sergio! –

Si fermò davanti all’acquerello un momento per rileggerne la firma, spense la luce e si avviò in camera da letto per godere di una notte serena.


Note biografiche sull’autrice

Daniela Luisa Bonalume è nata a Monza nel 1959. Fin da piccola disegna e dipinge. Consegue la maturità artistica e frequenta un Corso Universitario di Storia dell’Arte. Per anni pratica l’hobby della pittura ad acquerello. Dal 2011 ha scelto di percorrere anche il sentiero della scrittura di racconti e testi teatrali tendenzialmente “tragicomironici”. Pubblicazioni nel 2011, 2012 e 2017.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: