La giornata del profugo, per non dimenticare

Storie di fotografie oggi ci ricorda la “Giornata del profugo”. Viene celebrata il 20 giugno di ogni anno per ricordare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees), da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’ONU ha espressamente voluto questa data per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo.

In questa rubrica di ArteVitae, Edmondo Di Loreto ogni settimana ci propone una fotografia. Di questa, ci racconta la storia che in essa vive per sempre, con la spiccata sagacia che lo contraddistingue. Lo fa raccontando le particolari situazioni ed i fortuiti eventi che l’hanno generata. Analizza cosa ha indotto il fotografo ad immortalare quel momento unico ed irripetibile, rendendolo cosi immortale. La rubrica prende spunto dall’attualità, da particolari ricorrenze, ma anche da circostanze curiose piuttosto che eventi storici.

A  livello planetario la situazione dei profughi continua ad essere drammatica, perché fondamentalmente ancora non si è trovata la capacità, indispensabile per la soluzione del problema, di risolvere i conflitti. I conflitti non si risolvono, si aggravano e il numero di persone costrette a fuggire aumenta. Quello che noi vediamo in Europa è un riflesso molto parziale di ciò che si vive altrove, perché ormai si è raggiunta la cifra di più di 65 milioni di persone che sono costrette ad abbandonare i propri Paesi ed assumere, loro malgrado, lo status di profugo e rifugiato. E’ un pezzo di umanità che vive per quasi il 90 percento in paesi poveri. Quelli che arrivano da noi in confronto alle cifre su scala mondiale, sono molto pochi: i rifugiati che vivono nell’Unione Europea sono stimati in circa due milioni.

I profughi in fuga ci sono sempre stati. Con connotazioni diverse e rotte differenti, ma ci sono sempre stati. La storia si ripete. Siamo noi forse a non averne memoria o facciamo finta di nulla! Per ricordarlo mi permetto di proporre una serie di fotografie. Sembrano tutte uguali, tutte scattate l’altro ieri. Ma ci rammentiamo dei “boat people” vietnamiti alla fine degli anni 60,  dei profughi etiopi del 1984, per non parlare del dramma della ex Jugoslavia degli anni 90 e del genocidio del Ruanda. Sono solo un pugno di fotografie ma spero servano a rammentarci che una parte di mondo continua a scappare, continua ad essere “profugo”.

Gallery

Edmondo Di Loreto per la Giornata internazionale 2017 del profugo.

 

Note biografiche dell’autore
Edmondo Di Loreto

Edmondo Di Loreto è nato a Roma nel 1956 e vive tra Puglia e Abruzzo. Fotografa, con passione ondivaga, dall’età di 7 anni. Ha viaggiato in tutto il mondo ed ha realizzato numerosi reportage. Nel 1994 ha vinto il concorso nazionale di foto-reportage Petrus World Report.  Nel 2004 ha ricevuto il gran premio della giuria al concorso del Touring Club Italiano sulle case rurali “Alta Definizione della campagna Italiana”. Nel 2006 è stato uno dei 5 autori selezionati per il Premio Chatwin: Camminando per il mondo con due video, un racconto ed un portfolio fotografico sui popoli del fiume Omo in Etiopia, esposto a Genova presso il Museo del Castello d’Albertis.

 

E’depositario e curatore dell’archivio storico fotografico familiare che comprende oltre 10.000 immagini in lastra e negativi ed ha donato parte di tale materiale al Museo del Territorio di Foggia che lo espone in pianta stabile. E’ socio del FotocineClub Foggia BFI EFI  del quale è stato anche vicepresidente e con cui ha allestito varie mostre personali e numerose collettive. Con Elio Carrozza e Giovanni Torre ha promosso il progetto Anime Salve legato alla questione delle migrazioni che, con una mostra e due volumi fotografici, sta girando l’Italia. Ogni volta che può, promuove la fotografia in  ogni sua forma e significato.

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