La fotografia di Zoltan Kerényi

Negli scatti di Zoltan Kerényi, fotografo e architetto ungherese, ritroviamo la Budapest di ieri e di oggi. Le vecchie fotografie della città si sovrappongono a quelle contemporanee creando un corridoio temporale in bianco e nero sulla Budapest di oggi.

di Rita Manganello

© Kerényi Zoltán – Budapest 1969-2013

Quante volte ci siamo domandati, attraversando un luogo di rinomanza storica, le vestigia di un tempo andato o teatro di vicende umane, “chissà come era a quel tempo?” Il tempo della vita degli uomini in quel luogo, testimoni di quelle vicende.
A me capita quasi sempre. Allora provo a immaginare qualche scena dell’epoca, con la volontà di rianimare quel luogo, per mezzo di una macchina del tempo solo mentale.

Ecco, immaginare. Ricordo la visita alla Domus Aurea a Roma, avvenuta una decina d’anni fa, un percorso attraverso ciò che resta delle sale e dei corridoi della dimora voluta da Nerone, dopo l’incendio che devastò Roma nel 64 d.c. In quell’occasione una solerte guida accompagnava il gruppo, descrivendo ciò che era rimasto di un magico passato carico di suggestioni, nel tentativo di compensare con le parole ciò che gli occhi non potevano cogliere, data la scarsità di reperti presenti nel sito. Oggi leggo in rete che Il cantiere di restauro della Domus Aurea riapre con degli innovativi interventi multimediali grazie alla realizzazione di un progetto “site specific” di realtà virtuale e video racconto. L’intenzione è quella di creare un legame temporale tra ciò che è stato e ciò che è nel presente.

Sul tema della fusione visiva presente/passato, qualcuno ha dato corso a un progetto fotografico. Casualmente, mi trovo davanti alcune fotografie di Zoltan Kerényi, autore e architetto ungherese contemporaneo che nel suo fotoracconto dal titolo “Finestra sul passato” mette in relazione passato e presente. L’artista ha infatti realizzato un paziente lavoro di collage fotografico, giustapponendo immagini della Budapest del XX secolo alle foto che ritraggono i medesimi luoghi, oggi.

Le finestre sul passato di Zoltan Kerényi

Un lungo lavoro di recupero e selezione delle immagini durato un paio d’anni.
Semplice nostalgia del tempo andato, o piuttosto la curiosità di annotare i cambiamenti esperiti dalle città in un tutto organico con i suoi abitanti, osservare come questi organismi si sono evoluti e come idealmente dialogano con le generazioni che si sono succedute; forse il desiderio di creare un continuum spazio-temporale che sigilli in un tutto unitario ciò che il tempo in realtà allontana e separa, una specie di metafisica del tempo a scopo consolatorio, qualcosa che ci allontani dalla finitudine alla quale siamo destinati. Di tempo siamo fatti, oltre che di materia, e indietro non si torna.

Tornando alla fotografia, e considerato che la fotografia è tempo, si tratta di un lavoro originale nelle intenzioni, quello di Zoltan Kerenyi e ArteVitae è lieta di offrirvene un saggio.


Note biografiche sull’autrice

Rita è milanese di nascita, amante della fotografia e del cinema da quando ha memoria. Dopo gli studi classici e la Scuola di Giornalismo, ha lavorato in società multinazionali di primaria importanza nell’area della comunicazione e delle risorse umane, maturando un profilo professionale che le consente, oggi, di avere uno sguardo aperto alla contemporaneità. Giunta a fine carriera torna a dedicarsi alle passioni di un tempo fra cui la fotografia, il cinema, l’arte e la letteratura. Alterna l’attività di esplorazione fotografica a quella redazionale e si occupa di lettura dell’immagine per i colleghi fotografi.

 


Immagini e video inclusi in questo articolo sono state reperite in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

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