La fotografia di Carlo Sposini

Carlo Sposini è un fotografo contemporaneo apprezzato per lo stile limpido ed essenziale della sua fotografia prodotta con un evocativo, rigoroso bianco e nero.

di Rita Manganello

Carlo Sposini

Carlo Sposini nasce nel 1934. Dieci anni più tardi, dopo la fame e le bombe della guerra, nasce alla fotografia trovando casualmente per strada una vecchia Agfa, persa da un soldato tedesco in ritirata. Quell’incontro cambia la sua vita e decide, una volta per tutte, quale sarebbe stata la sua futura professione e vocazione.

 

Comincia da studente quattordicenne a impiegare le vacanze estive per fare lo “scattino”, cioè le foto ai bambini sulla spiaggia; continua con l’attività di fotoreporter di un quotidiano, e apre uno studio fotografico.

Ma, ancora, si trasferisce a Milano lavorando per Gevaert, Ilford, Fowa.

In questi anni incontra i più grandi fotografi italiani da Giacomelli con il quale nasce una buona amicizia, a Lucas, D’Alessandro, Durst. E’ stato ospite del signor Hasselblad, diventando rappresentante della sua azienda in Toscana dal 1981 al 1991; ha conosciuto i primi uomini che giunsero sulla luna, come testimonia la foto scattata alla Photokina di Colonia, Stand Hasselblad: Michael Collins e Buzz Aldrin e…. “Insomma è stato così bello che la passione per la fotografia resta inalterata dopo settanta anni e ancora mi emoziona”, racconta il nostro autore.

Incontro con gli astronauti

Carlo Sposini fa parte di quella categoria di fotografi dall’estetica limpida ed essenziale che si fa apprezzare proprio per l’assenza di elementi ridondanti, superflui in rapporto all’oggetto della comunicazione, che beneficia in tal modo di una presa sicura, atta a definirla senza fraintendimenti. La sua è una visione pulita e studiata, tendente a estrarre dal soggetto il “succo”, la sua quintessenza, nella tradizione di un realismo senza contaminazioni.

Un vero esercizio di stile tale da rendere la rappresentazione, sempre fresca e fruibile come solo può essere un classico dell’immagine. Ma anche l’astrattismo minimalista non dispiace al nostro autore, come dimostrano alcuni suoi lavori.

L’incontro con la fotografia ha marcato fortemente la sua vita, come percorso esistenziale costruttivo nella professione, via via arricchito da una felice maturazione come fotografo; maturazione ravvisabile nelle sue immagini, precise nella tecnica e profonde nel significato.

Un altro aspetto ben presente nelle fotografie di Carlo Sposini è la propensione all’indagine: entrare in relazione con l’ambiente cogliendone gli aspetti nascosti all’occhio meno allenato.

Il ritorno della sua lunga ricerca è appagante nella sua genuinità, al netto di transitorie illusioni facilmente decodificabili.

Un rigoroso bianco e nero anche in versione digitale, suggerisce l’orientamento stilistico di questo autore, nel regno della fotografia che vuole comunicare con maggiore forza evocativa.

Che siano persone ritratte negli ambienti della sua Livorno o sperimentazioni ottenute con materiali semplici, ma utilizzati come buone forme assoggettabili a giochi di luce e ombra, il registro non cambia, il tocco raffinato emerge in modo costante.

Non mi resta che augurare a Carlo Sposini di perseverare nel proporci altri ottimi esempi della qualità del suo lavoro.

La tua opinione ci interessa. Facci sapere cosa ne pensi. Grazie!