Jesus Christ Superstar, il musical dei musical

Jesus Christ Superstar è il titolo dell’inossidabile rock opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice che dal suo debutto a Broadway nel 1970 conferma il suo successo e sfida tutti i tempi. In scena dal 12 Aprile al Teatro Sistina di Roma che celebra la Pasqua con Ted Neeley nel ruolo di Gesù.

di Luca Tizzi

Nel 1973 Norman Jewison portò sullo schermo Jesus Christ Superstar, il musical di Time Rice e di Andrew Lloyd Webber che ancora oggi dopo 44 anni viene rappresentato con successo, riscuotendo contemporaneamente consensi e critiche.

Da allora numerose sono state le rappresentazioni della celebre opera rock, fra le quali quella prodotta da Massimo Romeo Piparo, in tour dal 2014 nei teatri europei e nazionali. La produzione di Piparo riesce nell’intento di riportare nello spettacolo Ted Neeley che aveva magistralmente interpretato Gesù proprio nell’edizione cinematografica del 1973.

In programmazione al teatro Sistina di Roma proprio durante il weekend di Pasqua, il musical varcherà di nuovo le frontiere per l’appuntamento conclusivo al Rotterdam Ahoy, in Olanda, il 5, 6 e 7 maggio in occasione del quale si potrà assistere  alla storica rèunion di Ted Neeley-Gesù con Yvonne Elliman-Maria Maddalena e Barry Dennen-Ponzio Pilato. I tre artisti sono infatti gli artefici del successo mondiale dello spettacolo proprio grazie alla magistrale e mai dimenticata interpretazione nell’omonimo film del 1973.

Oggi però non voglio parlarvi del film e dell’opera musicale, che senz’altro avrete visto e rivisto e che mostra attraverso gli occhi di Giuda l’ultima settimana di vita del Redentore. Voglio invece soffermarmi su una sola canzone Everything’s alright – Va tutto bene.

In quel brano Maria Maddalena (Yvonne Elliman) massaggia Gesù (Ted Neeley) con preziosi unguenti dicendogli che tutto sta andando bene e, per quella notte, di non avere nè timori nè pensieri.

Alla vista di quei gesti amorevoli Giuda Iscariota (Carl Anderson) riprende la Maddalena dicendo che con quegli unguenti avrebbero potuto ricavare molti denari per alleviare il dolore di molti poveri e non quello di una sola persona.

Gesù, in difesa di Maria Maddalena, riprende l’Iscariota dicendogli che non è possibile sollevare i poveri dalla loro condizione, saranno sempre poveri. Gli dice anche di approfittare della sua “figura” perché presto non ci sarebbe più stato.

Jesus Christ Superstar 1973 – Everything’s Alright

In poche righe è difficile fare un analisi di queste tre monumentali figure della nostra religione, quello che mi chiedo, e che vorrei vi chiedeste, è se Giuda sia stato il più grande traditore della storia, tale da meritare la peggiore delle pene nell’inferno dantesco,

Quell’anima là su c’ha maggior pena – disse ‘l maestro – è Giuda Scariotto, che il capo ha dentro e fuor le gambe mena.

stretto tra le fauci di Lucifero nella Giudecca, la quarta zona del Cocito, l’immenso lago ghiacciato contenuto nel nono cerchio dell’Inferno dantesco.

O se invece sia stato il più grande amico di Cristo che, portandolo al patibolo e alla resurrezione, ha di fatto permesso la salvezza del genere umano liberandolo dai peccati e donandogli la speranza della vita eterna, spinto al tradimento da un destino già scritto, inconsapevole strumento della volontà divina.

Dal Vangelo secondo Giovanni:

Quello che devi fare fallo al più presto

Se volete potete leggere “Il problema della malvagità naturale” di B. Russel, “Le tre versioni di Giuda” di J.L. Borges oppure guardarvi qualche bel film come il “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli, “La passione di Cristo” di Mel Gibson o “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese tanto, assieme a “Jesus Christ Superstar”, passeranno senz’altro in televisione nei prossimi giorni.

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