Jean Nouvel e la rosa di Doha

Una rosa particolare, un omaggio alla cultura araba è il visionario progetto del nuovo Museo Nazionale del Qatar (QNM) a Doha concepito da Jean Nouvel, l’architetto francese premio Pritzker 2008,  dopo le sue esperienze passate nella progettazione dell’Institut du Monde Arabe (1987) di Parigi e del Louvre di Abu Dhabi (2017).

Inaugurato nel 2019, il Museo Nazionale del Qatar (QNM) stupisce ed emoziona per la sua ampiezza e per le sue forme. Su una superficie di oltre 46.000 mq. la costruzione ha una forma ad anello composto dall’intersezione di padiglioni che circondano un ampio cortile e il palazzo reale, da poco restaurato,  dello sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani. Tutta la struttura rimanda all’idea di un caravanserraglio, il tradizionale luogo chiuso usato per la sosta delle carovane che attraversavano il deserto.

Planimetria Museo Nazionale del Qatar (QNM) – Doha – Arch. Jean Nouvel

Museo Nazionale del Qatar (QNM) e il Palazzo Reale dello Sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani ©foto Iwan Baan- Doha

Dietro la nascita di questo nuovo progetto c’è la mano della sorella dell’emiro, la sceicca Mayassa al Thani, la mecenate che presiede il consiglio di amministrazione del Qatar Museums Authority.

Tra gli obiettivi che hanno portato alla realizzazione dell’edificio c’era l’esigenza di voler celebrare l’archeologia, la storia naturale, le tradizioni e la cultura del Qatar, a partire da milioni di anni fa fino ad arrivare alla sua storia meno recente. Il museo è organizzato infatti per documentare con manufatti geologici e archeologici i tre periodi della storia del paese: l’inizio, la vita in Qatar e la costruzione del Paese. All’interno del museo è esposto un tappeto unico al mondo, di manifattura indiana, realizzato e commissionato un secolo e mezzo fa per la tomba di Maometto a Medina.

Il tappeto, ordinato dall’allora Maharaja di Baroda, nel Gujarat indiano, è ricamato con oltre 2 milioni di perle oltre a smeraldi, diamanti e zaffiri.

Il Tappeto di Perle di Baroda  ©courtesy of Sotheby’s

L’idea architettonica alla base del nuovo Museo Nazionale del Qatar è straordinariamente semplice: quella di una rosa del deserto, un minerale spesso presente nelle aree desertiche dovuto ad un agglomerazione di cristalli di gesso che si aggregano in lamine naturali e tondeggianti, più sottili alle estremità. Queste lamine si intrecciano e si compongono come i petali di un fiore.

Rosa del deserto

Il luogo su cui sorge l’edificio è quindi all’origine di un sistema organico realizzato tramite dischi ad incastro, dalle tonalità color sabbia, che caratterizzano l’imponente architettura.

Museo Nazionale del Qatar (QNM) – Doha – Arch. Jean Nouvel

La costruzione, di estrema complessità formale, ha una  struttura metallica rivestita in calcestruzzo fibro-rinforzato in modo da creare forme libere ed è costituita da una serie di dischi orientati in tutte le direzioni. I dischi sono di differenti ampiezze e le relative sporgenze garantiscono l’ombreggiatura necessaria. Ogni disco è costituito da una struttura metallica rivestita da pannelli in calcestruzzo separati ogni quattro metri da dei giunti di dilatazione che, esaltando le linee di fuga creano sulla superficie un disegno articolato.

Museo Nazionale del Qatar (QNM) – Fasi di copertura – Doha – Arch. Jean Nouvel

Lo sfalsamento dei dischi variamente orientati forma delle aperture riempite da facciate vetrate.

Museo Nazionale del Qatar (QNM) – Doha – Arch. Jean Nouvel

 

All’interno nulla è lineare, le undici gallerie che formano l’intero anello espositivo hanno pareti che si incurvano verso l’interno e verso l’esterno, in grado di trasformarsi in schermi cinematografici lasciando il visitatore libero di vagabondare con l’illuminazione puntiforme che, proiettata sul pavimento, crea un suggestivo disegno grafico.

Museo Nazionale del Qatar (QNM) – Interno – Doha – Arch. Jean Nouvel ©Danica O. Kus

Altro elemento di rilievo, stupefacente nella realizzazione, è la parte che contiene i negozi, il cui interno, progettato dallo studio d’architettura Koichi Takada Architects, è interamente in legno lamellare dalle forme sinuose in modo da creare la suggestione visiva di un canyon scavato nella roccia in completa armonia con la visione di Jean Nouvel.

La struttura in legno dovrebbe riflettere lo stesso bellissimo santuario sotterraneo di Dahl Al Misfir, la “Grotta della Luce” del Qatar, che forma cristalli simili alla luna.

Oltre agli spazi espositivi il complesso museale ospita anche un auditorium da 213 posti, spazi per la didattica, un centro di ricerca, negozi e caffetterie, un ristorante panoramico e un parco con un giardino botanico, un giardino di sculture, una laguna artificiale, un campo da gioco per bambini e vari servizi per i visitatori.

Tutto in questo museo è stato concepito in modo che il visitatore possa avvertire il deserto e il mare, cioè i due elementi da cui nasce la storia di questa giovane nazione formata da pastori nomadi e da pescatori di perle, in uno dei pochi luoghi del pianeta dove, appunto, il deserto raggiunge il mare.

Deserto del Qatar

Per saperne di più:

https://www.giusybaffi.com/jean-nouvel-archistar-del-nostro-tempo/

per approfondimenti sul Museo di Arte Islamica a Doha, architetto Pei:

https://www.giusybaffi.com/ieoh-ming-pei-la-poetica-della-leggerezza-e-delleleganza/

 

©Giusy Baffi 2020

[Ndr]: Immagini e video inclusi in questo articolo sono stati reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo. Le foto presenti in questo articolo sono state reperite in rete e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo a redazione@artevitae.it e si provvederà alla rimozione.

Note biografiche sull’autrice:

Giusy Baffi si occupa di antiquariato con la qualifica di perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile dal titolo “L’esperto risponde”. Il suo interesse è l’Arte a tutto tondo. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, ha vinto il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013, le sue foto sono state pubblicate su prestigiose riviste e quotidiani anche internazionali, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalisti e su alcuni siti professionali. Le sue foto sono state presentate ad una mostra personale e a diverse mostre fotografiche collettive nazionali, alla mostra itinerante “Come look my town” organizzata dal gruppo Archiminimal  che in 10 mesi ha toccato le più prestigiose piazze italiane, a mostre internazionali ad Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Barcellona, Atene, Vienna, Belgrado, Lisbona, al MIA Photo Fair di Milano 2018 e al  MIA Photo Fair di MIlano 2019, MIA Photo Fair 2020 (attualmente sospesa). Sempre nel 2020 una sua foto è stata selezionata per la mostra Humans in Architecture del gruppo  Archiminimal a Roma e Milano, è risultata finalista al Concorso Siena International Photo Awards 2020.

 

 

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