Jean Nouvel – Archistar del nostro tempo

Jean Nouvel è un architetto di fama mondiale, vera e propria figura carismatica della cultura contemporanea. Giusy Baffi ne traccia un profilo esaustivo in questo articolo che inaugura la rubrica dedicata alle “Archistar del nostro tempo”.

di Giusy Baffi

Jean Nouvel

“Spazio, spazio: gli architetti parlano sempre di spazio! Ma la creazione di uno spazio non significa automaticamente architettura. Con lo stesso spazio, è possibile fare un capolavoro o causare un disastro.”  Jean Nouvel

L’11 novembre è stato inaugurato ad Abu Dhabi il Louvre2 su progetto di Jean Nouvel, ultimo lavoro concluso di questo instancabile architetto.

Costruito su un’isola artificiale, la Saadiyat Island, costituita da un’unica enorme piattaforma che ospiterà il Polo Culturale degli Emirati, insieme al nuovo Guggenheim di Frank Gehry, lo Zayed National Museum di Norman Foster, il Performing Art Center di Zaha Hadid, il Louvre 2 è anche il primo progetto ad essere completamente realizzato.

Un progetto indissolubilmente legato al mare, una sorta di arcipelago protetto da un’enorme cupola come fosse un ombrello di luce; motivo fondamentale dell’arte islamica, la cupola viene interpretata da Jean Nouvel in chiave moderna, con una magistrale curvatura minima nei suoi 180 metri di diametro, mentre le sue aperture nel perfetto stile delle mashrabiyye arabe, lasciano filtrare la luce come una punteggiatura, enfatizzandone i raggi e creando all’interno suggestioni fiabesche.

Louvre 2 Esterno – Abu Dhabi

Sotto la cupola ci sono gli ambienti museali, realizzati con elementi scatolari che per contrasto suggeriscono, con i loro volumi rigorosamente geometrici, le medine arabe.

Louvre 2 – Interno  – Abu Dhabi

 

Louvre 2 – Interno centrale – Abu Dhabi

Jean Nouvel, uno dei massimi architetti francesi, nasce nel 1942 a Fumel, la sua fama è dovuta al suo stile inconfondibile, basato sulla valorizzazione degli edifici, sia nuovi che ampliamenti di antiche costruzioni, mediante giochi di luce, naturale e artificiale, provocando stupore ed emozioni. Jean Nouvel afferma:

Una posizione culturale in architettura è una necessità. Ciò comporta il rifiuto di soluzioni già pronte o facili a favore di un approccio che sia globale e specifico”

Suo è il progetto dell’ Istitut du Monde Arabe, a Parigi, dove, sempre giocando con la luce, riesce a coniugare sia la luce attivata da fotocellule che dal pozzo d’illuminazione in alabastro posto al centro, creando un ambiente suggestivo che, attraverso piccoli e numerosi fasci luminosi conferiscono un carattere sacrale. All’esterno la costruzione muta continuamente di luminosità durante la giornata. L’edificio intero ha una potenza ed una energia tale che, visitandolo, sembra di essere all’interno di una inquadratura di un film. A questo proposito Nouvel disse:

“La sequenza dei passaggi tra diversi volumi e livelli d’illuminazione, a seconda delle diverse traiettorie al suo interno, può essere vista come una serie di angolazioni e aperture di un obiettivo fotografico.“

Institut du Monde Arabe – Paris
Institut Monde Arabe – Paris  © Georges Fessy

Rispettoso dell’ambiente esterno, sia che si tratti di zone verdi che di antiche costruzioni, Jean Nouvel trova soluzioni che spesso sorprendono, riuscendo a coniugare il passato ed il futuro in una perfetta simbiosi.

Fondation Cognacq-Jay

Un esempio è il ripristino della Fondation CognacqJay vicino a Parigi, dove l’antico edificio viene mantenuto integro e Nouvel si limita ad aggiungere una parte nuova, in vetro, collegandola alla centenaria costruzione tramite una galleria completamente vetrata. Il risultato ottenuto è quello di una grande leggerezza e luminosità; la trasparenza del vetro permette una completa visuale del parco secolare sottostante.

A Lione, nel 1993 viene inaugurata l’Opera Nationale de Lyon, un edificio che poggia sui muri perimetrali del vecchio teatro Chenavard et Pollet rispettando, in un perfetto connubio, la struttura preesistente e la nuova edificazione che culmina con una grande volta a botte. La nuova struttura è di 18 piani di cui cinque sotterranei e cinque nella volta e contiene sia il teatro dell’opera con 1.100 posti che l’anfiteatro di 200 posti.

Opera Nazionale – Lyon ©Yann Kersale

A Copenhagen progetta, in una riqualificazione di un quartiere in degrado, la Concert Hall, un misterioso cubo rivestito di veli traslucidi di colore blu intenso sulle cui pareti, cangianti a seconda della luce diurna o notturna, sono proiettate immagini video.

“La prima idea alla base dell’edificio – spiega l’architetto francese – è stata quella di uno schermo blu, una sorta di lanterna magica. La seconda è stata di suscitare la domanda “Cos’è questo edificio?”. Quando lo osservi durante il giorno, puoi farti un’idea di ciò che sta dietro lo schermo, anche se non realmente; a seconda della luce, l’edificio cambia notevolmente. Quando il sole è basso, si possono vedere il profilo del volume interno e la cornice della facciata vetrata che si trova dietro lo schermo”.

Concert Hall – Copenhagen
Concert Hall – Copenhagen

Fedele al concetto delle trasparenze e dei giochi di luce, a Vienna progetta il nuovo albergo Sofitel, 18 piani in vetro e acciaio con un forte impatto visivo dato dal basamento trapezoidale a volumi scomposti rivestito di vetro in modo da riflettere la strada, come un monolite di ghiaccio. Da questa idea si innalza la costruzione, all’ultimo piano, sostenuto da alte vetrate al punto da sembrare sospeso, è visibile un soffitto a baldacchino, colorato da un collage di foglie autunnali, dell’artista svizzero Pipilotti Rist; retroilluminato, i colori autunnali brillano come un foulard luccicante di seta dorata. Dall’esterno, i soffitti sembrano fluttuare – le alette di vetro strutturali che puntellano il tetto si fondono nella notte e tutto ciò che rimane è quel filo di seta dorato.

Sofitel – Vienna
Sofitel – Vienna

Inaugurata nel 2015 la Nuova Filarmonica di Parigi è concepita come una collina in alluminio cangiante, costituita da una serie di rivestimenti metallici che riproducono le geometrie di Esher  che danno, unita agli sbalzi volumetrici, una brillantezza dai riflessi particolari, tutti elementi cromatici tipici della sua architettura. All’interno, una sala concerto di 24.000 posti, disegnata e progettata per portare la musica agli spettatori, con una serie di lunghi balconi curvi che, secondo Nouvel, ricordano «morbide lenzuola di musica e di luce».

Filarmonica – Paris La Villette
Filarmonica sala – Paris La Villette
Filarmonica Interno – Paris La Villette

A Praga, quasi a fare da contraltare alla “Casa Danzante” di Ghery, Nouvel progetta il complesso amministrativo Zlatzy Andel (Angelo Dorato), ispirato dal film di Wim Wender “Wings of desire” l’edificio dalla forma curva ricorda un angelo dorato che osserva il crocevia fluttuando tra le nuvole. L’architetto, fedele al suo concetto di luce, utilizza la tecnologia della facciata a vetro stratificato, riuscendo a variarne l’aspetto e i riflessi durante le varie fasi del giorno, sulle sue vetrate ci sono anche citazioni di autori cechi; il progetto fa parte della riqualificazione, perfettamente riuscita, di un quartiere degradato.

Zlatzy Andel – Golden Angel – Praga

A Londra nel 2010 viene inaugurata la sua prima opera in Gran Bretagna, l’One New Change, concepita all’esterno con due tagli ortogonali che si aprono per inquadrare la prospettiva della Cattedrale di Saint Paul. La facciata è interamente composta da pannelli di vetro di diverse sfumature di colore le cui sfaccettature dai piani rimandano a una moltiplicazione della visione della Cattedrale, icona stessa di Londra, riflettendo il paesaggio urbano in una serie infinita di prospettive inaspettate. L’enormità dell’edificio viene così smaterializzata, diventando quasi effimera al variare della luce. Un ascensore panoramico porta alla terrazza dalla quale si domina la città.

One New Change – Londra
One New Change – dettaglio – Londra

A Barcellona dal 2005 si erge la Torre Agbar, icona della Barcellona contemporanea, alta 144 metri, è caratterizzata dalla forte cromia della facciata, dovuta sia al rivestimento interno in alluminio che alla “doppia pelle” di vetrate serigrafate, inoltre 4.500 dispositivi a led contribuiscono a creare immagini luminose su tutta la superficie dell’edificio.

Torre Agbar – Barcellona

Numerosissime sono le realizzazioni di Jean Nouvel nel mondo e  altrettanto numerosi sono i suoi progetti, sempre più avveniristici, quasi onirici, di questo eclettico architetto.


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©Giusy Baffi 2018

Note biografiche sull’autrice

Giusy Baffi, dopo essersi occupata per vent’anni dell’azienda di elettronica professionale industriale nella quale era socia, dal 2000 si occupa attivamente di antiquariato diventando perito d’arte nell’ambito di arredi antichi, ha collaborato con diverse testate di settore scrivendo numerosi articoli inerenti l’antiquariato e con una sua rubrica mensile “L’esperto risponde”. Ha al suo attivo la pubblicazione di due libri.
La sua passione è la fotografia, vincendo il concorso fotografico Unicredit/Corriere della Sera 2013 e con pubblicazioni di sue foto su Vivimilano/Corriere della Sera, Ulisse Alitalia Magazine, Nikon Magazine, sul libro “E poi la luce” edizioni Fioranna, su calendari animalistici e su alcuni siti professionali. Ha partecipato a diverse mostre fotografiche, sia personale che collettive.

 

 

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