Jasper Morrison, il designer della normalità

Jasper Morrison nasce a Londra nel 1959 ed è fra i principali esponenti del design britannico. Promotore di una nuova semplicità nella concezione degli oggetti, la sua opera, per l’essenzialità di linguaggio, viene spesso associata alle esperienze della minimal art degli anni Sessanta e Settanta.

di Cristiana Zamboni

Ho scelto il design quasi per caso, forse lui ha scelto me.

Una mattina ero in uno studio per un colloquio e mentre attendevo di essere ricevuta, come sempre presi in mano un catalogo. Era di Jasper Morrison, un mito del design intellettuale e sociale.

Mi colpirono in particolare queste sue parole:

La maniera migliore di vivere i nostri oggetti è renderli capaci di rappresentare noi ed il nostro modo d’essere con semplicità , così che cessino d’esser status symbol per diventare buoni amici. Ho sempre voluto disegnare cose che funzionassero nella vita reale e non soltanto nelle mostre o sulle riviste. – Jasper Morrison

Mi colpirono per il loro essere contro corrente rispetto al momento che il design stava vivendo, ovvero quello di seguire la società nel suo processo di omologazione, nel suo essere riconoscibile attraverso un oggetto, un vestito, una macchina, quasi a creare un’individualità inesistente anche nell’intimo.

Nelle collaborazioni con diversi studi era ben visibile la compartimentazione del progetto creativo. Dalla concezione artistica, al design fino alla progettazione, ognuno seguiva il suo “da..a” e poi passava il lavoro allo studio successivo, come succede nella tipica catena di montaggio di una fabbrica, in modo asettico e non curante dell’esito finale del processo di creazione. Tutto accadeva quasi senza chiedersi che effetto avrebbe avuto una determinata creazione, di per sé bellissima, ma priva d’anima.

E se il processo si fosse svolto al contrario? Se si fosse partiti dalle sensazioni dell’utente finale per creare un oggetto a lui necessario? E se fossi partita da un colore per creare un oggetto?

Domande che trovarono risposta nello studio del design di Morrison.

Le sue linee erano essenziali ma allo stesso tempo aperte, attraverso la sua luce ed i colori chiari ogni oggetto da lui creato respirava ed io respiravo con lui. Si ha la sensazione di sentirsi avvolti dalla luce e nel contempo liberati in forme geometriche morbide e senza regole. Osservando le sue creazioni sentivo un ritorno all’essenzialità del ciò che sono e che parla dell’essere.

Sono sempre stata attirata da personaggi in controtendenza al periodo che vivevano, molto poco compresi ma pieni di sensibilità e voglia di esternarla, liberi nel loro parlare ed ideare, come se senza vergogna parlassero d’amore per l’uomo, il mondo, la bellezza. Jasper Morrison mi è entrato dentro, con la sua idea ed i suoi progetti, sviluppandosi poi nei miei lavori, nei quali provo a veicolare il messaggio contro l’omologazione ed a rendere essenza l’inno all’individualità dei sentimenti e dell’essere.

Non concepisco il voler essere “tutti uguali”o “tutti classificati”. Ogni essere è a se stante e come tale prova sentimenti, vive e convive con il mondo esterno comunque a modo suo, nonostante cerchi inevitabilmente di riconoscersi in ciò che socialmente lo circonda, annullando la sua peculiarità o cercando d’annullare le peculiarità altrui. Quando si è tutti uguali e simili nessuno eccelle e nessuno insegna, così come nessuno avrà mai da imparare e crescere.

Il nostro mondo, la nostra casa, il nostro habitat deve essere unico e particolare, così come lo siamo noi. Deve raccontarci e presentarci alla società. Entrando in una casa, mi piace osservare e cercare di comprendere chi sia davvero chi ci abita, cosa gli piace e cosa usa nella sua quotidianità perché “chi siamo” davvero lo esprimiamo in quei momenti.

Cerco un design alternativo che completi le persone e che le faccia sentire a casa. Un design creato sulle esigenze, non solo di praticità ed uso, ma soprattutto di bellezza. Una bellezza che inconsciamente ti entra dentro, ti sfiora quei nervi tesi dalla vita e ti rilassa quando osservi l’incidenza particolare della luce o ti senti avvolto da un colore o da una morbidezza su cui sdraiarti. Un design che entra in te e ti fa sentire unico. Ed ogni oggetto viene vissuto in modo particolare da ogni persona perché riesce a far rinascere la particolarità che ogni giorno lasciamo assopire fino a quando non rientriamo a casa.

L’esclusività della discrezione, l’annullamento degli eccessi nel design di Morrison, unita ad una maniacale cura del dettaglio fanno di ogni oggetto un elemento unico ed irripetibile così come accade nella natura umana.

Come disse Leonardo da Vinci, “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.”

Il design di Jasper Morrison va osservato e vissuto nel suo più piccolo dettaglio, ascoltato mentre lo si vive. Un’esperienza emozionale che ti mette in contatto con i tuoi bisogni più intimi e personali, creando esigenze fino a quel momento rimaste latenti.

Un ambiente creato con il design non omologato ma concepito per le proprie, personali esigenze riesce a toccare l’anima. Riesce a farci sentire noi stessi, aiuta a riscoprirsi ed ogni volta e respirare di nuovo. E così ci presenta al mondo.

Morrison è sempre stato il portatore di un messaggio altamente altruista, comunicando al genere umano che la bellezza esiste davvero, che chiunque, nella sua semplicità la può osservare e possedere perché ce l’ha dentro. Come quando osserva un oggetto da tutte le sue angolazioni e lo usa per sentirne la consistenza e ascoltare la risposta dei suoi sensi, così può osservare se stesso, cercarsi ed ascoltarsi.

Silenziosamente può osservare la bellezza, non ha bisogno di cercarla nel frastuono o nella vita frenetica della società moderna. Non la deve cercare nella tecnologia sofisticata, deve solo guardarla e sceglierla, poi sarà l’oggetto stesso a diventare parte di noi.

Il design di Morrison racconta l’uomo essenzialmente com’è. Come cresce, invecchia e sviluppa i suoi bisogni. Non è un design statico ma in continuo movimento, si evolve e ricerca la bellezza insita in noi, quella che spesso non sappiamo riconoscere.

Un’idea di bellezza che ci entra dentro, diventando una necessità continua. Una semplicità che ci fa riscoprire che ci siamo e ci siamo adesso, chi siamo e cosa proviamo, stimolandoci a ricercarla costantemente, cambiando il volto al mondo che ci circonda e che ci fa sentire a casa.

Cristiana Zamboni – Opere di design
Note biografiche sull’autrice

Nata a Milano il 25 giugno 1969, frequenta il liceo artistico di Bergamo ,si diploma nel 1987, frequenta l’istituto d’arti grafiche e figurative San Calimero a Milano per la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Contemporaneamente lavora come free-lance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini. Collabora con diversi studi. Interior designer si specializza in Art – design. Collabora free-lance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo,dipinge.

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e-mail crizamboni@hotmail.it

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