Architetture, paesaggi e street people, la fotografia di Vito Muolo

di Alessandra Bettoni

Nel consueto spazio dedicato ai nostri autori, oggi ve ne presentiamo uno fra i più poliedrici ed interessanti, Vito Muolo. Persona autentica e dotata di un occhio fotografico in continua evoluzione Vito anima le nostre pagine tematiche regalandoci immagini di diverso genere, accomunate tutte da un forte impatto visivo. Andiamo allora a conoscerlo più da vicino, attraverso una piacevole chiacchierata ambientata in uno scenario d’eccezione, l’incantevole mare di Monopoli, città in cui vive e lavora. Buona lettura! 

Vito ha  53 anni, è un medico ospedaliero e presta servizio nell’ospedale di Monopoli, paese in cui è nato e vive. E’ specializzato in Patologia Clinica e si occupa di Medicina di Laboratorio. Ha da sempre dimostrato un’attrazione molto intensa nei confronti della bellezza del mondo e delle diverse forme di espressione artistiche che aspirano a rappresentarla. Appassionato d’arte, amante della lettura e della musica, Vito ama soprattutto le discipline che si estrinsecano nella forma visiva come la pittura ed anche la fotografia. Fin da bambino la sua passione è stata il disegno e si è avvicinato successivamente alla pittura. Gli studi classici prima e l’università poi non gli hanno però permesso di coltivare questa sua innata passione e propensione, ma gli hanno comunque senza dubbio lasciato in eredità quell’attitudine che più tardi avrebbe trovato compimento nella sua fotografia.

AMB: Ti ringraziamo Vito per averci concesso la possibilità di conoscerti meglio. Comincerei pertanto dalla sfera personale. Tre aggettivi che ritieni possano bene darci l’idea della tua personalità.

VM: Innanzitutto ci tengo a ringraziavi per questa opportunità che mi avete voluto concedere, sono davvero emozionato, per rispondere invece alla tua richiesta, direi senza dubbio sensibile, razionale e pragmatico. Aggiungo inoltre che ho un forte senso della giustizia che spesso mi porta ad essere insofferente e pessimista verso la società contemporanea che ritengo oramai persa e ingabbiata tra le maglie dell’effimero, dell’apparire e del conformismo.

AMB: Come invece pensi ti definirebbero le persone che ti conoscono?

VM: Probabilmente sensibile, disponibile ma troppo idealista. Questo mio aspetto spesso infatti mi fa perdere a loro giudizio aderenza con con la realtà. In altre parole sono un sognatore ma che volete, come recita una frase diventata celebre “non si può domare un sognatore”.

AMB: Veniamo ora alla fotografia, quando e come si è accesa in te la passione per questa forma d’arte?

VM: Ho cominciato a fotografare esattamente 15 anni fa vale a dire quando è nato mio figlio. L’intento era quello di immortalarlo fin dalla nascita e seguirlo nella crescita per conservare un ricordo di tutti i passaggi significativi della sua vita, sotto forma di documento fotografico. All’epoca si era da poco affacciata sul mercato la fotografia digitale della quale ho inevitabilmente seguito la crescita. Confesso che mi sono mancate, soprattutto all’inizio, le basi analogiche della fotografia ma di questo me ne sono reso conto solo in un secondo momento, quando ho cominciato a pretendere un po’ di qualità dai miei scatti. Nella primavera del 2002, approfittando delle lunghe passeggiate attraverso le vie del centro storico di Monopoli, con mio figlio comodamente seduto nel suo passeggino, mi dilettavo a fotografare con la mia compattina. Credo sia nata in quel periodo l’attrazione per la fotografia architettonica e paesaggistica.

AMB: Cosa rappresenta per te la fotografia?

VM: In fondo la fotografia non è altro che la nostra interpretazione della realtà ma senza barare perché non c’è niente di più vero della documentazione fotografica, tuttavia la fotografia ha questa forte capacità di estrapolare l’attimo che ci interessa, spolverarlo e incipriarlo (ma senza esagerare) per caricarlo di quel fascino suggestivo come solo la fotografia sa fare. Nella maggioranza dei casi poi s’incarna con il mood particolare del fotografo in quel dato momento. Ho sempre pensato: “Fammi vedere come fotografi e ti dirò chi sei”.

AMB: Sei fra coloro che fotografano istintivamente o preferisci pianificare itinerari fotografici?

VM: In linea di massima quando fotografo vado a caccia di emozioni, per cui fotografo istintivamente dato che l’emozione è difficilmente prevedibile. Leggermente diverso è il discorso della fotografia d’architettura, i monumenti, i palazzi e le chiese da fotografare prevedono un minimo di pianificazione dell’itinerario.

    AMB: Abbiamo avuto modo di apprezzarti in diversi generi fotografici. Quali sono quelli che più di tutti senti tuoi e perchè?

VM: Sì, devo dire che mi piace fotografare un po’ di tutto anche se essenzialmente faccio fotografie di tipo paesaggistico e architettonico e di street people. Ho iniziato quasi esclusivamente con la paesaggistica, credo che l’aver dipinto in giovane età mi abbia influenzato in questo, specie dopo l’acquisto di una lente grandangolare che mi permetteva di scattare foto di grande impatto visivo. Il successivo approccio al genere architettonico – urbano è stato sicuramente influenzato invece dalla mia indole razionale e pragmatica per cui tendo a curare la composizione a volte con una precisione ossessiva e d’altro canto sono del parere che in questo genere la cura della composizione deve essere sempre al primo posto. Negli ultimi dieci anni ho avuto la fortuna di viaggiare abbastanza, specie nell’Europa settentrionale e quindi di trovare molteplici spunti fotografici davvero interessanti per ritrarre paesaggi urbani e architetture, senza disdegnare la street-people che rimane il mio genere preferito.

AMB: Hai al momento dei progetti fotografici che intendi realizzare? Vuoi parlarcene?

VM: In realtà non ho mai avuto un progetto fotografico ben definito se non quello di continuare ad apprendere e imparare. Le nostre fotografie e soprattutto il nostro modo di post produrle cambiano e si evolvono con il passare degli anni probabilmente subendo anche l’influenza di altri fotografi con i quali oggi, il confronto in ambiente social,  è sempre più serrato, anche se in tutta onestà ho sempre cercato di essere me stesso. Arrivare ad avere una cifra stilistica propria è obiettivo a cui deve ambire chiunque pratichi questa forma d’arte.

AMB: Cosa ti dà la fotografia, cosa ti ha insegnato la tua esperienza?

VM: La fotografia mi regala serenità d’animo. Significa poter godere della bellezza del mondo e ce ne è tanta da cogliere, da donare e da condividere con gli altri. Questo è per me la fotografia, fotografare per me stesso, senza lasciarmi influenzare da nessuno e senza rincorrere riconoscimenti, la sola voglia di esprimere me stesso attraverso un linguaggio visivo.

AMB: Cosa ti sentiresti di suggerire ai neofiti della fotografia?

VM: A chi decide di avvicinarsi alla fotografia suggerirei prima di tutto di imparare le basi teoriche sulle quali si poggia. Personalmente ho fatto tutto da autodidatta con tutti i pro e i contro che questo comporta, sicuramente un maggior tempo richiesto ma forse una più solida acquisizione delle tecniche. Quanto alla post-produzione, comunque uno la pensi in merito, mi sento di suggerire di arricchire il proprio bagaglio anche con nozioni che la riguardano, che mirino al perfezionamento del genere fotografico praticato.

AMB: Per concludere, di quali strumenti tecnici e software  ti avvali?

VM: La mia prima fotocamera è stata una HP photosmart con una focale fissa da 28 mm e foto con risoluzione massima di 1Mpx. Da allora ho cambiato macchina ogni due anni fino all’approdo al mondo delle reflex, prima con la Nikon D50, poi la D90 e infine alla D7100, macchina che utilizzo attualmente. Ho un parco obiettivi composto da un  Tamron 17-50 f/2.8, un Nikon 50 f/1.8, un Sigma 10-20 f/4-5.6 ed infine un tele Tamron 70-300 VC f/4-5.6. Per la post-produzione mi avvalgo dell’uso di Photoshop, che non si finisce mai d’imparare completamente e di alcuni filtri della Nik Software.

AMB: Vito, non ci resta che ringraziarti e salutare te e la tua bellissima Monopoli.

VM: Sono io che ringrazio voi per questa gradita opportunità e saluto tutti gli amici di Archiminimal.

Fotogallery di Vito Muolo

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