Il primo Festival non si scorda mai

Si è appena conclusa la diciassettesima edizione del Sedicicorto Forlì International Film Festival. Un’edizione speciale, per tanti motivi: la necessità di ripensare la sua fruibilità a causa della nuova situazione sanitaria, l’esperimento della modalità ibrida, on line e live, nel rapporto con il pubblico e, per quanto mi riguarda, la mia prima partecipazione come parte dello staff.

di Gabriella Maldini

Visual ufficiale del Sedicicorto Forlì International Film Festival 2020

Conoscevo il Sedicicorto Film Festival da spettatrice, e già mi aveva conquistato, ma viverlo dall’interno è stata un’emozione indimenticabile. La prima e non scontata scoperta è che si tratta di una squadra vera. Non la solita commedia della grande famiglia ma un gruppo autentico, formato da più di venti persone tutte diverse tra loro, per età, storia e competenze. Persone che, anno dopo anno, sono diventate amiche, anche grazie alla comune passione per il cinema e alla volontà di collaborare insieme alla crescita di un Festival unico nel panorama nazionale. Una vera dichiarazione d’amore al mondo del cortometraggio che, anno dopo anno, ha fatto conoscere al grande pubblico la forza e la bellezza di una branca della settima arte finora ingiustamente  sottovalutata.

E la più grande conquista sono proprio gli spettatori, che continuano a crescere insieme a noi, in numero e in curiosità. Quegli spettatori che, già alcuni giorni prima dell’inizio del Festival, per tutti gli eventi in presenza ci hanno commosso con un meraviglioso sold out. E che, sera dopo sera, sono arrivati al cinema ordinati e sorridenti dietro alle mascherine, con tanta voglia di scoprire nuove storie e nuovi sguardi. Come quelli di IranFest, la sezione dedicata alla nuova cinematografia iraniana a cui quest’anno Sedicicorto ha dedicato tre intere giornate, portandoci in un mondo lontano e difficile, dove guerra e persecuzioni sono una tragica normalità. Dove la donna non conta nulla e, come ci mostra il corto di Marziyeh Riahi, Driving Lessons,  senza il permesso del marito non può nemmeno prendere la patente.

Jessica Milardo, coordinatrice, insieme ad Alessandra Orlo, di IranFest

Un paese dove tutto e tutti sono sottoposti a un continuo controllo, a cominciare dalla scuola, dove (guarda caso)nelle classi femminili, le mattine iniziano con perquisizione a sorpresa degli zaini, ma non solo; con modalità che di poco si allontanano da quelle di un carcere, tanto che, per non farsi scoprire, una ragazza arriva a rischiare la morte per aver ingerito una dose di cocaina (Exam, di Sonia K. Hadad). Un paese dove le esecuzioni capitali vengono eseguite in piazze affollate di famiglie fresche di picnic, che innalzano i  loro bambini verso il cielo affinché possano vedere lo spettacolo della giustizia di stato che difende la sua ‘pia popolazione’ (Weekend, di Ario Motevaghe).

Ma il Sedicicorto Forlì International Film Festival è anche una fucina di meravigliosi film di animazione, provenienti da tutto il mondo, per un pubblico adulto e per quello dei bambini, dall’asilo fino ai ragazzi delle scuole medie. Il rapporto con le scuole infatti, è da sempre uno dei cardini portanti del festival, un dialogo che, anche in un momento come questo, siamo riusciti a confermare e perfino a rafforzare, ad esempio attraverso la collaborazione con Il Resto del Carlino che ospita sulle sue pagine le migliori recensioni dei ragazzi.

Rassegna stampa, Forlitoday

E naturalmente, una delle sezioni competitive che ci è più cara è quella dedicata ai corti di autori emiliano – romagnoli, girati rigorosamente e interamente sul territorio. Quest’anno CortoInloco è stata fruibile esclusivamente on line su MYmovies, raccogliendo un altissimo numero di visualizzazioni. Una conferma di quanti giovani talenti si muovano nella nostra regione, nonostante le difficoltà che ogni ambito artistico ha visto purtroppo crescere sempre più in questi ultimi anni, per non parlare degli ultimi mesi.

Con Joana Fresu de Azevedo, coordinatrice del Sedicicorto Forlì International Film Festival.

Una delle gioie più grandi di questo mio primo Festival è stata la nuova rubrica CineBook dedicata a cinema e libri, cinque puntate di video – racconti che ho avuto l’onore di scrivere e condurre, raccogliendo da parte del pubblico in sala un entusiasmo che non potrò dimenticare. E infine, ma non ultimi, tra i ricordi più belli ci sono i momenti di festa con tutta la squadra. Tra spettacolari torte Sedicicorto e favolosi progetti per quella prossima edizione che ora sembra lontana ma, che, anche stavolta, arriverà in un baleno!

 

 

Note biografiche sull’autrice

Nata a Forlì nel 1970, dopo il diploma al liceo classico si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Ha svolto un Master in Comunicazione a Roma e Milano, poi un Corso di Racconto e Romanzo e uno di Sceneggiatura cinematografica alla Scuola Holden di Torino. E’ docente di cinema e letteratura e ha diverse collaborazioni in atto, fra cui quella con Università Aperta di Imola e le scuole medie, per le quali sta portando avanti un progetto didattico che coinvolge i ragazzi delle classi terze in una ‘lezione cinematografica’ sul rapporto umano e formativo che unisce allievo e insegnante. Nel maggio 2018 è uscito il suo primo libro, edito da CartaCanta, dal titolo I narratori della modernità, un saggio di letteratura francese dedicato a Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant, come quei grandi padri della letteratura che per primi hanno colto la nascita del mondo moderno. Collabora con il Festival Internazionale del Cortometraggio, Sedicicorto.

Per ArteVitae scrive nella sezione Cinema e TV.

Immagini e video inclusi in questo articolo sono reperiti in rete a puro titolo esplicativo e possono essere soggetti a copyright. L’intento di questo blog è solo didattico e informativo.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: